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Sardegna Solidale

centro di servizio per il volontariato

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Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

 Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

Il Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale non verrà cancellato. Lo ha deciso il Tar della Sardegna che questa mattina ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal CSv Sardegna Solidale e da numerose associazioni di volontariato della Sardegna contro i provvedimenti di una parte del Coge (Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato) relativi all’eliminazione dell’organismo che in questi anni con grande dedizione ha curato la rete delle associazioni di volontari nell’isola e al bando per l’istituzione di nuovi frazionati CSV, mai richiesti dal volontariato.

Su richiesta di numerose associazioni rappresentate dagli studi legali dell’Avv. Federico Palomba, dell’Avv. Luca Sannio, dell’Avv. Carlo Castelli e – in rappresentanza del Coordinamento nazionale dei CSV d’Italia - dell’Avv. Grassi, il Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso le decisioni contestate fino al dicembre del 2008, mese in cui i giudici hanno fissato l’udienza per entrare nel merito della questione.

“C’è grande soddisfazione per questo importante pronunciamento del TAR – ha detto il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - Contro la decisione di cancellare la rete unitaria costruita da Sardegna Solidale si era già espresso unanimemente il mondo del volontariato sardo nell’Assemblea Regionale del giugno scorso e l’Osservatorio regionale del volontariato, organismo istituzionale di rappresentanza del volontariato. In questi mesi, tutto il movimento del volontariato in Sardegna ha lottato per difendere la sua autonomia e la sua indipendenza da attacchi esterni. Questo è il risultato di un impegno corale profuso dai volontari di tutta la Sardegna, con il sostegno del volontariato nazionale”.

 

Cagliari, 13 marzo 2008

Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

 Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

Il Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale non verrà cancellato. Lo ha deciso il Tar della Sardegna che questa mattina ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal CSv Sardegna Solidale e da numerose associazioni di volontariato della Sardegna contro i provvedimenti di una parte del Coge (Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato) relativi all’eliminazione dell’organismo che in questi anni con grande dedizione ha curato la rete delle associazioni di volontari nell’isola e al bando per l’istituzione di nuovi frazionati CSV, mai richiesti dal volontariato.

Su richiesta di numerose associazioni rappresentate dagli studi legali dell’Avv. Federico Palomba, dell’Avv. Luca Sannio, dell’Avv. Carlo Castelli e – in rappresentanza del Coordinamento nazionale dei CSV d’Italia - dell’Avv. Grassi, il Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso le decisioni contestate fino al dicembre del 2008, mese in cui i giudici hanno fissato l’udienza per entrare nel merito della questione.

“C’è grande soddisfazione per questo importante pronunciamento del TAR – ha detto il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - Contro la decisione di cancellare la rete unitaria costruita da Sardegna Solidale si era già espresso unanimemente il mondo del volontariato sardo nell’Assemblea Regionale del giugno scorso e l’Osservatorio regionale del volontariato, organismo istituzionale di rappresentanza del volontariato. In questi mesi, tutto il movimento del volontariato in Sardegna ha lottato per difendere la sua autonomia e la sua indipendenza da attacchi esterni. Questo è il risultato di un impegno corale profuso dai volontari di tutta la Sardegna, con il sostegno del volontariato nazionale”.

 

Cagliari, 13 marzo 2008

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Al via l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna

Ha preso avvio il 01 marzo l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con la FEO-FIVOL - Fondazione Europa Occupazione e Volontariato.

Coordinatore scientifico dell'indagine è il dr. Renato Frisanco, autorevole ricercatore, che nei giorni scorsi ha incontrato tutti i referenti dei Sa.Sol. Point del CSV Sardegna Solidale e i giovani in servizio civile presso i medesimi Sa.Sol. Point.

Saranno proprio questi ultimi - adeguatamente preparati - gli intervistatori che intervisteranno il campione predisposto dal ricercatore e che, alla fine di aprile, permetterà di poter disporre di oltre 900 interviste-questionari.

Un report finale, che si preannuncia particolarmente atteso e corposo, darà l'esito della ricerca e dell'indagine.

"E' una delle più approfondite ricerche mai fatte in Italia nel settore", ha commentato il dr. Frisanco, nel presentare il lavoro.

"E' un'opportunità di profonda ulteriore conoscenza del fenomeno volontariato in Sardegna" ha affermato il prof. Giampiero Farru. "Una fotografia che ci permetterà di programmare con la giusta misura servizi e attività".

 

 

Al via l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna

Ha preso avvio il 01 marzo l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con la FEO-FIVOL - Fondazione Europa Occupazione e Volontariato.

Coordinatore scientifico dell'indagine è il dr. Renato Frisanco, autorevole ricercatore, che nei giorni scorsi ha incontrato tutti i referenti dei Sa.Sol. Point del CSV Sardegna Solidale e i giovani in servizio civile presso i medesimi Sa.Sol. Point.

Saranno proprio questi ultimi - adeguatamente preparati - gli intervistatori che intervisteranno il campione predisposto dal ricercatore e che, alla fine di aprile, permetterà di poter disporre di oltre 900 interviste-questionari.

Un report finale, che si preannuncia particolarmente atteso e corposo, darà l'esito della ricerca e dell'indagine.

"E' una delle più approfondite ricerche mai fatte in Italia nel settore", ha commentato il dr. Frisanco, nel presentare il lavoro.

"E' un'opportunità di profonda ulteriore conoscenza del fenomeno volontariato in Sardegna" ha affermato il prof. Giampiero Farru. "Una fotografia che ci permetterà di programmare con la giusta misura servizi e attività".

 

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I Cento Passi verso il 15 marzo - Le iniziative in Sardegna

Sono decine e dislocate in tutto il territorio regionale le iniziative promosse "verso il 15 marzo in Sardegna". Si comincia a Sassari il 15 febbraio e si conclude a Bari con la partecipazione alla XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafie.

Cagliari, Dorgali, Oristano, Sassari, Iglesias, Villaputzu, Selargius, Guspini, Tortolì e Gergei sono alcune delle "tappe" del percorso con temi di estrema attualità e di forte emergenza.

Tutte le iniziative si avvalgono di collaboratori qualificati e competenti impegnati sul livello locale e sul livello nazionale.

Animare il territorio per convergere nella grande manifestazione di Bari con una finalità comune: contrastare le mafie e la criminalità organizzata, restituire dignità alle persone e ai territori, affermare il valore dei principi e delle regole, costruire bene comune.

Nella sezione Documentazione "verso il 15 marzo" del portale è possibile scaricare il depliant con tutte le iniziative in programma 

Banner

http://www.memoriaeimpegno.it referrer=memoria e impegno" target="_blank">

I Cento Passi verso il 15 marzo - Le iniziative in Sardegna

Sono decine e dislocate in tutto il territorio regionale le iniziative promosse "verso il 15 marzo in Sardegna". Si comincia a Sassari il 15 febbraio e si conclude a Bari con la partecipazione alla XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafie.

Cagliari, Dorgali, Oristano, Sassari, Iglesias, Villaputzu, Selargius, Guspini, Tortolì e Gergei sono alcune delle "tappe" del percorso con temi di estrema attualità e di forte emergenza.

Tutte le iniziative si avvalgono di collaboratori qualificati e competenti impegnati sul livello locale e sul livello nazionale.

Animare il territorio per convergere nella grande manifestazione di Bari con una finalità comune: contrastare le mafie e la criminalità organizzata, restituire dignità alle persone e ai territori, affermare il valore dei principi e delle regole, costruire bene comune.

Nella sezione Documentazione "verso il 15 marzo" del portale è possibile scaricare il depliant con tutte le iniziative in programma 

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13° Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico si svolgerà il 15 marzo 2008 a Bari (data anticipata di una settimana rispetto al tradizionale e ufficiale 21 marzo, coincidente con il prossimo venerdì santo). La giornata con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie – su quelle pugliesi, circa quaranta, è calato il silenzio - e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La Giornata della Memoria e dell’Impegno è dedicata a tutte le vittime, proprio tutte.

Dai nomi più famosi a quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, operatori delle forze dell’ordine, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Il programma della giornata del 15 marzo è in via di definizione e verosimilmente prevederà: un corteo al mattino (con raduno dalle ore 10); alcuni momenti di riflessione e ricreazione al pomeriggio (nel centro cittadino); uno spettacolo nel pomeriggio. I luoghi della manifestazione sono tutti concentrati in poche centinaia di metri: non sarà necessario muoversi con mezzi pubblici o propri tra le varie fasi della Giornata. Le possibilità alberghiere o di altro genere (palestre, oratori, ecc.) per chi alloggia nei giorni della manifestazione dovranno essere richieste al più presto alla segreteria organizzativa di Bari, in modo da consentirci di raccogliere tutte le esigenze che emergeranno.

Per ciò che concerne il viaggio, Bari è una grande città, facile da raggiungere con tutti i mezzi di locomozione. Prevederemo dei parcheggi per gli autobus e delle navette da stazione e aeroporto. Anche quest’anno l’impegno è di fornire un contributo forfettario per le delegazioni che arrivano da tutta l’Italia, per agevolare l’organizzazione dei viaggi. In relazione alla tipologia (dando priorità alle associazioni e alle scuole aderenti a Libera), alla provenienza e a eventuali situazioni particolari sono definite tre fasce di contributo (fino ad esaurimento risorse): 200,00 €, 400,00 € 600,00 € per i gruppi da 50 unità e multipli.

A tal proposito è necessario far pervenire l’adesione alla Giornata entro il 25 febbraio 2008 via e-mail all'indirizzo: bari.15marzo@libera.it o tramite fax allo 080 5772071.

Per prepararsi e riflettere sul valore e l’importanza della Giornata della Memoria e dell’Impegno, la giornata è preceduta da molte iniziative, quest’anno, tutte riunite in un cartellone denominato “I centopassi verso il 21 marzo” che si svolgono in tutte Italia.

Per ulteriori  informazioni vai al sito  www.memoriaeimpegno.it

Per informazioni sulle iniziative in Sardegna: libera@sardegnasolidale.it

ll programma delle giornate:

Venerdì - 14 marzo 2008

Ore 11.00 Conferenza stampa di presentazione convenzione Libera Terra e Unipol presso il Comune di Bari
Saranno presenti Luigi Ciotti e Pierluigi Stefanini (Presidente Unipol)
ore 16.00 Incontro dei familiari delle vittime
con associazioni, scuole, istituzioni
ore 16.00 Assemblea di Avviso Pubblico
ore 18.00 Veglia di preghiera in Cattedrale in ricordo delle vittime delle mafie
ore 21.00 Fiera del Levante Bari “Poliziotta per amore”Monologo teatrale scritto da Nando Dalla Chiesa e interpretato da Beatrice Luzzi

Sabato - 15 marzo 2008

ore 9.00 Raduno dei partecipanti a Punta Perotti
ore 10.00 Inizio del corteo con la lettura dei nomi delle vittime
ore 12.00 Arrivo del corteo in Piazza della Libertà. Saluti dei familiari e delle autorità
ore 15.00 - 17.30
Workshop
• “Minori e mafie”
• “I ragazzi d’Italia si incontrano”
• “L’Europa contro le mafie”
• “Mafie e corruzione: strumenti di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni”
ore 18.00 Concerto finale e partenza dei partecipanti 

Il percorso del corteo che si snoderà per le vie di Bari:
 
- via G. Di Cagno

- Corso Trieste

- Lungomare Perotti

- Lungomare Nazario Sauro

- P.zza Diaz

- Lungomare Di Crollalanza

- Piazza 4 novembre

- Corso Vittorio Emanuele

- Piazza Libertà (o della Prefettura)

Clicca per vedere graficamente il percorso.


15 marzo - animazione delle piazze nel pomeriggio
Piazza del Ferrarese
Spettacolo “Moda Nostra” di Casa Comune Area Teatro (di Augusta) Animazione a cura
de La Farandula (di Bari)
Piazza della Libertà
Animazione di strada e giocoleria del presidio Peppino Impastato - Moncalieri
Gruppo percussioni del Senegal del presidio Rita Atria - Chieri
Piazza Garibaldi ore 14.30
Spettacolo “Speranze” su Peppino Impastato del Presidio Harry Loman - Torino
ore 16.30
Spettacolo di Alessandro Langiu “Crack’s Epoc”


Per maggiori informazioni
Segreteria Bari 15 marzo
c/o Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele
Tel. 080 5772303 - fax 080 5772071
e-mail: bari.15marzo@libera.it - giornata.memoriaimpegno@libera.it

SCUOLE:
giornata.memoriaimpegno@libera.it
cell. 320.9637406

ASSOCIAZIONI,MOVIMENTI ED ENTI:
bari.15marzo@libera.it
tel. 080.5773202 - cell. 331.6750081 - fax 080 5772071

Segreteria Nazionale LIBERA:
organizzazione@libera.it
tel. 06. 69770301/2

Segreteria regionale di Libera Sardegna:

libera@sardegnasolidale.it

tel. 070 345070

 

13° Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico si svolgerà il 15 marzo 2008 a Bari (data anticipata di una settimana rispetto al tradizionale e ufficiale 21 marzo, coincidente con il prossimo venerdì santo). La giornata con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie – su quelle pugliesi, circa quaranta, è calato il silenzio - e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La Giornata della Memoria e dell’Impegno è dedicata a tutte le vittime, proprio tutte.

Dai nomi più famosi a quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, operatori delle forze dell’ordine, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Il programma della giornata del 15 marzo è in via di definizione e verosimilmente prevederà: un corteo al mattino (con raduno dalle ore 10); alcuni momenti di riflessione e ricreazione al pomeriggio (nel centro cittadino); uno spettacolo nel pomeriggio. I luoghi della manifestazione sono tutti concentrati in poche centinaia di metri: non sarà necessario muoversi con mezzi pubblici o propri tra le varie fasi della Giornata. Le possibilità alberghiere o di altro genere (palestre, oratori, ecc.) per chi alloggia nei giorni della manifestazione dovranno essere richieste al più presto alla segreteria organizzativa di Bari, in modo da consentirci di raccogliere tutte le esigenze che emergeranno.

Per ciò che concerne il viaggio, Bari è una grande città, facile da raggiungere con tutti i mezzi di locomozione. Prevederemo dei parcheggi per gli autobus e delle navette da stazione e aeroporto. Anche quest’anno l’impegno è di fornire un contributo forfettario per le delegazioni che arrivano da tutta l’Italia, per agevolare l’organizzazione dei viaggi. In relazione alla tipologia (dando priorità alle associazioni e alle scuole aderenti a Libera), alla provenienza e a eventuali situazioni particolari sono definite tre fasce di contributo (fino ad esaurimento risorse): 200,00 €, 400,00 € 600,00 € per i gruppi da 50 unità e multipli.

A tal proposito è necessario far pervenire l’adesione alla Giornata entro il 25 febbraio 2008 via e-mail all'indirizzo: bari.15marzo@libera.it o tramite fax allo 080 5772071.

Per prepararsi e riflettere sul valore e l’importanza della Giornata della Memoria e dell’Impegno, la giornata è preceduta da molte iniziative, quest’anno, tutte riunite in un cartellone denominato “I centopassi verso il 21 marzo” che si svolgono in tutte Italia.

Per ulteriori  informazioni vai al sito  www.memoriaeimpegno.it

Per informazioni sulle iniziative in Sardegna: libera@sardegnasolidale.it

ll programma delle giornate:

Venerdì - 14 marzo 2008

Ore 11.00 Conferenza stampa di presentazione convenzione Libera Terra e Unipol presso il Comune di Bari
Saranno presenti Luigi Ciotti e Pierluigi Stefanini (Presidente Unipol)
ore 16.00 Incontro dei familiari delle vittime
con associazioni, scuole, istituzioni
ore 16.00 Assemblea di Avviso Pubblico
ore 18.00 Veglia di preghiera in Cattedrale in ricordo delle vittime delle mafie
ore 21.00 Fiera del Levante Bari “Poliziotta per amore”Monologo teatrale scritto da Nando Dalla Chiesa e interpretato da Beatrice Luzzi

Sabato - 15 marzo 2008

ore 9.00 Raduno dei partecipanti a Punta Perotti
ore 10.00 Inizio del corteo con la lettura dei nomi delle vittime
ore 12.00 Arrivo del corteo in Piazza della Libertà. Saluti dei familiari e delle autorità
ore 15.00 - 17.30
Workshop
• “Minori e mafie”
• “I ragazzi d’Italia si incontrano”
• “L’Europa contro le mafie”
• “Mafie e corruzione: strumenti di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni”
ore 18.00 Concerto finale e partenza dei partecipanti 

Il percorso del corteo che si snoderà per le vie di Bari:
 
- via G. Di Cagno

- Corso Trieste

- Lungomare Perotti

- Lungomare Nazario Sauro

- P.zza Diaz

- Lungomare Di Crollalanza

- Piazza 4 novembre

- Corso Vittorio Emanuele

- Piazza Libertà (o della Prefettura)

Clicca per vedere graficamente il percorso.


15 marzo - animazione delle piazze nel pomeriggio
Piazza del Ferrarese
Spettacolo “Moda Nostra” di Casa Comune Area Teatro (di Augusta) Animazione a cura
de La Farandula (di Bari)
Piazza della Libertà
Animazione di strada e giocoleria del presidio Peppino Impastato - Moncalieri
Gruppo percussioni del Senegal del presidio Rita Atria - Chieri
Piazza Garibaldi ore 14.30
Spettacolo “Speranze” su Peppino Impastato del Presidio Harry Loman - Torino
ore 16.30
Spettacolo di Alessandro Langiu “Crack’s Epoc”


Per maggiori informazioni
Segreteria Bari 15 marzo
c/o Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele
Tel. 080 5772303 - fax 080 5772071
e-mail: bari.15marzo@libera.it - giornata.memoriaimpegno@libera.it

SCUOLE:
giornata.memoriaimpegno@libera.it
cell. 320.9637406

ASSOCIAZIONI,MOVIMENTI ED ENTI:
bari.15marzo@libera.it
tel. 080.5773202 - cell. 331.6750081 - fax 080 5772071

Segreteria Nazionale LIBERA:
organizzazione@libera.it
tel. 06. 69770301/2

Segreteria regionale di Libera Sardegna:

libera@sardegnasolidale.it

tel. 070 345070

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Ha un futuro il volontariato?

Ha un futuro il volontariato?

è il tema del seminario di studio in programma a Cagliari il 23 febbraio p.v. presso l'Hotel Mediterraneo, con inizio alle ore 15,30, promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Il seminario prende spunto dal libro di mons. Giovanni Nervo (EDB), pubblicato nelle scorse settimane.

«Tempo fa sono stato invitato a una tavola rotonda sul volontariato nell’ambito di una grande manifestazione a carattere nazionale- scrive mons. Nervo - Mi avevano chiesto di trattare questo tema: “Il volontariato non profit”. Io sono balzato sulla sedia e ho chiesto: “Ma c’è anche un volontariato profit?”».

Il fenomeno sociale del volontariato è complesso e in continua trasformazione. Occorre perciò considerarlo e valutarlo in modo realistico, aderente alla storia e nello stesso tempo aperto al futuro. Occorre tenere presente la sua complessità e vederne sia gli aspetti problematici, sia le potenzialità, per comprendere quale ruolo può esercitare il volontariato e quale futuro può avere.
La sfida che si presenta al volontariato oggi è una: aiutare il non profit a conservare l’anima di solidarietà, di servizio, di scelta degli ultimi, di giustizia sociale da cui è nato.

Il volontariato potrà vincere questa sfida e avere un futuro soltanto se saprà mantenere e difendere la sua identità, che è la gratuità.

Al seminario interverrà l'autore, Mons Giovanni Nervo, già direttore della Caritas Italiana e responsabile della Fondazione Zancan, responsabili e soci delle associazioni di volontariato della Sardegna, responsabili di istituzioni pubbliche ed enti locali e operatori sociali.

Ha un futuro il volontariato?

Ha un futuro il volontariato?

è il tema del seminario di studio in programma a Cagliari il 23 febbraio p.v. presso l'Hotel Mediterraneo, con inizio alle ore 15,30, promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Il seminario prende spunto dal libro di mons. Giovanni Nervo (EDB), pubblicato nelle scorse settimane.

«Tempo fa sono stato invitato a una tavola rotonda sul volontariato nell’ambito di una grande manifestazione a carattere nazionale- scrive mons. Nervo - Mi avevano chiesto di trattare questo tema: “Il volontariato non profit”. Io sono balzato sulla sedia e ho chiesto: “Ma c’è anche un volontariato profit?”».

Il fenomeno sociale del volontariato è complesso e in continua trasformazione. Occorre perciò considerarlo e valutarlo in modo realistico, aderente alla storia e nello stesso tempo aperto al futuro. Occorre tenere presente la sua complessità e vederne sia gli aspetti problematici, sia le potenzialità, per comprendere quale ruolo può esercitare il volontariato e quale futuro può avere.
La sfida che si presenta al volontariato oggi è una: aiutare il non profit a conservare l’anima di solidarietà, di servizio, di scelta degli ultimi, di giustizia sociale da cui è nato.

Il volontariato potrà vincere questa sfida e avere un futuro soltanto se saprà mantenere e difendere la sua identità, che è la gratuità.

Al seminario interverrà l'autore, Mons Giovanni Nervo, già direttore della Caritas Italiana e responsabile della Fondazione Zancan, responsabili e soci delle associazioni di volontariato della Sardegna, responsabili di istituzioni pubbliche ed enti locali e operatori sociali.

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IL PRIMATO DELLA FIDUCIA DEGLI ITALIANI ALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, il 49,6% degli italiani ha visto diminuire nel corso dell'ultimo anno la propria fiducia nelle istituzioni, con un aumento di quasi il 3% rispetto allo scorso anno.

Tra le Istituzioni il Capo dello Stato ottiene la fiducia della maggioranza dei cittadini (58,5%), seguito da Carabinieri (57,4%) e Polizia (50,7 per cento).

La Chiesa raggiunge il 49,7%. Solo un cittadino su 4 ripone fiducia nel Governo (25,1%).

In discesa verticale la fiducia nel Parlamento: il 75,3% ha poca (46,6%) o nessuna fiducia (28,7 per cento).

La magistratura vede più della metà dei cittadini sfiduciati (53,6%). La scuola ispira fiducia solo al 33% dei cittadini, le associazioni di imprenditori al 23,5%, la Pubblica amministrazione al 20%, i sindacati al 19,5%.

All'ultimo posto i partiti, in cui ripone fiducia solo il 14,1% degli italiani.

Le associazioni di volontariato si aggiudicano il primato della fiducia degli italiani (71,6% di cittadini fiduciosi).

 

 EURISPES- RAPPORTO ITALIA 2008

 

IL PRIMATO DELLA FIDUCIA DEGLI ITALIANI ALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, il 49,6% degli italiani ha visto diminuire nel corso dell'ultimo anno la propria fiducia nelle istituzioni, con un aumento di quasi il 3% rispetto allo scorso anno.

Tra le Istituzioni il Capo dello Stato ottiene la fiducia della maggioranza dei cittadini (58,5%), seguito da Carabinieri (57,4%) e Polizia (50,7 per cento).

La Chiesa raggiunge il 49,7%. Solo un cittadino su 4 ripone fiducia nel Governo (25,1%).

In discesa verticale la fiducia nel Parlamento: il 75,3% ha poca (46,6%) o nessuna fiducia (28,7 per cento).

La magistratura vede più della metà dei cittadini sfiduciati (53,6%). La scuola ispira fiducia solo al 33% dei cittadini, le associazioni di imprenditori al 23,5%, la Pubblica amministrazione al 20%, i sindacati al 19,5%.

All'ultimo posto i partiti, in cui ripone fiducia solo il 14,1% degli italiani.

Le associazioni di volontariato si aggiudicano il primato della fiducia degli italiani (71,6% di cittadini fiduciosi).

 

 EURISPES- RAPPORTO ITALIA 2008

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Incontrare le persone, rispondere ai bisogni - Cagliari, 29 gennaio 2008

"Incontrare le persone, rispondere ai bisogni. Costruire bene comune: dalla solidarietà alla giustizia sociale. L'interpretazione e il ruolo del volontariato"

E' il tema del seminario di studio che si svolgerà il 29 gennaio 2008 a Cagliari, presso il THotel, con inizio alle ore 16,00.

Al Seminario intervengono, tra gli altri, il prof. Leopoldo Grosso, responsabile dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino, padre Angelo Pittau, responsabile del Coordinamento delle Comunità terapeutiche della Sardegna, il dr. Graziano Pintori assessore alle politiche sociali del Comune di Nuoro, padre Salvatore Morittu, responsabile dell'Associazione Mondo X Sardegna, la dr.ssa Elisabetta nannini, presidnete regionale dell'ANFFAS, la dr.ssa Lucia Paretta, presidente regionale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano, il prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, il dr. Sandrino Porru, responsabile dell'Associazione Sardegna Sport, don Marco Lai, direttore della Caritas di Cagliari, Nerina Dirindin, assessore sanità e politiche sociali della Regione Sardegna.

Al Seminario parteciperanno realtà associative ed esponenti istituzionali di tutto il territorio sardo. Nei prossimi giorni pubblicheremo il programma completo dell'iniziativa. 

Incontrare le persone, rispondere ai bisogni - Cagliari, 29 gennaio 2008

"Incontrare le persone, rispondere ai bisogni. Costruire bene comune: dalla solidarietà alla giustizia sociale. L'interpretazione e il ruolo del volontariato"

E' il tema del seminario di studio che si svolgerà il 29 gennaio 2008 a Cagliari, presso il THotel, con inizio alle ore 16,00.

Al Seminario intervengono, tra gli altri, il prof. Leopoldo Grosso, responsabile dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino, padre Angelo Pittau, responsabile del Coordinamento delle Comunità terapeutiche della Sardegna, il dr. Graziano Pintori assessore alle politiche sociali del Comune di Nuoro, padre Salvatore Morittu, responsabile dell'Associazione Mondo X Sardegna, la dr.ssa Elisabetta nannini, presidnete regionale dell'ANFFAS, la dr.ssa Lucia Paretta, presidente regionale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano, il prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, il dr. Sandrino Porru, responsabile dell'Associazione Sardegna Sport, don Marco Lai, direttore della Caritas di Cagliari, Nerina Dirindin, assessore sanità e politiche sociali della Regione Sardegna.

Al Seminario parteciperanno realtà associative ed esponenti istituzionali di tutto il territorio sardo. Nei prossimi giorni pubblicheremo il programma completo dell'iniziativa. 

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21° Marcia della Pace - Villacidro, 29 dicembre 2007

Il 29 dicembre 2007 con inizio alle 15,00 nella piazza del lavatoio a Villacidro si è svolta la XXI° Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales – Terralba ed in particolare dalla Caritas Diocesana, dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del Creato, dal Comune di Villacidro e dal Centro di Servizio per il Volontariato “Sardegna Solidale”.

In questi ventuno anni la Marcia della Pace è diventata un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche, sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto della nostra società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di una società di pace, di sviluppo dove ogni uomo opera a favore della unica famiglia umana e per la conservazione del Creato, dono di Dio all’umanità.

Quest’anno il tema della Pace è quello dato dal Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2008: “Famiglia umana: comunità di pace”. Il tema scelto dal Santo Padre si fonda sul convincimento che la percezione di un comune destino e l’esperienza della comunione sono fattori essenziali per la realizzazione del bene comune e per la pace dell’umanità. Riconoscere l’unità della famiglia umana è quanto mai urgente nel presente momento, segnato dalla crisi delle organizzazioni nazionali, dalla presenza di gravi inquietudini nella comunità internazionale (Israele e Palestina, Libia, Iraq, Iran, Pakistan, Afganistan) ultimamente dalla ripresa della corsa al riarmo delle grandi potenze.

A questo si aggiunge nella nostra Sardegna una piaga atavica che accelera la distruzione di questa terra dove noi viviamo: gli incendi. Quest’anno nulla è stato risparmiato di questa nostra terra: bruciavano le coste inviolate della Gallura, bruciavano le pianure del Campidano, le montagne del Nuorese, bruciava la pineta di Villacidro memoria storica di saggezza antica, bruciavano le periferie dei paesi e città.

Per questo la XXI Marcia della Pace ha come obiettivo il risveglio delle coscienze dei Sardi per la conservazione di questa nostra terra, incominciando dal bandire gli incendi. La XXI Marcia della Pace è per la Famiglia Umana comunità di Pace ed è per la conservazione del luogo abitato dalla Famiglia Umana: il Creato: tenda della Pace.”

L’appello è alla partecipazione di tutti i sardi alla mobilitazione per la pace nella giustizia qui tra noi e nel mondo, in questo mondo di cui siamo cittadini. Una mobilitazione non di un giorno ma una mobilitazione per essere nella vita costruttori di pace.

Alla Marcia sono intervenuti  tra gli altri,

Prof. Francesco Sedda, Sindaco di Villacidro

Sua Ecc. Mons. Giovanni Dettori, Vescovo di Ales-Terralba

Don Matteo Maria Zuppi, Assistente Ecclesiastico Generale Comunità di Sant’Egidio

Prof. Giampiero Farru, Presidente CSV Sardegna Solidale

Don Angelo Pittau, Presidente Comitato Promotore della marcia

PER CONTINUARE LA MARCIA DELLA PACE

Sarà inaugurata a Cagliari nei prossimi giorni  la mostra “Un cammino per la pace”.

La  mostra è promossa dal CSV Sardegna Solidale  con il patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, dell’Unicef Italia, della Caritas della diocesi di Ales-Terralba.

La mostra è frutto di un accurato lavoro ed è la realizzazione di un progetto multimediale itinerante ideato e curato da Antonia Moro. Suoni, immagini, foto e testimonianze permetteranno ai visitatori di rendersi conto della tragica situazione che si sta vivendo in Ciad ed in particolare nel Dafur.  L’inaugurazione con una conversazione a più voci ha permesso a tutti di conoscere l’azione culturale, scientifica e tecnica svolta e da svolgere in Ciad e in Dafur.

Ad oggi la situazione in Ciad è assai instabile dal momento che uno dei paesi alla frontiera, il Sudan, è dilaniato da un conflitto interno che ha prodotto più di 230mila profughi sudanesi nella zona orientale del Ciad.

 

21° Marcia della Pace - Villacidro, 29 dicembre 2007

Il 29 dicembre 2007 con inizio alle 15,00 nella piazza del lavatoio a Villacidro si è svolta la XXI° Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales – Terralba ed in particolare dalla Caritas Diocesana, dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del Creato, dal Comune di Villacidro e dal Centro di Servizio per il Volontariato “Sardegna Solidale”.

In questi ventuno anni la Marcia della Pace è diventata un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche, sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto della nostra società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di una società di pace, di sviluppo dove ogni uomo opera a favore della unica famiglia umana e per la conservazione del Creato, dono di Dio all’umanità.

Quest’anno il tema della Pace è quello dato dal Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2008: “Famiglia umana: comunità di pace”. Il tema scelto dal Santo Padre si fonda sul convincimento che la percezione di un comune destino e l’esperienza della comunione sono fattori essenziali per la realizzazione del bene comune e per la pace dell’umanità. Riconoscere l’unità della famiglia umana è quanto mai urgente nel presente momento, segnato dalla crisi delle organizzazioni nazionali, dalla presenza di gravi inquietudini nella comunità internazionale (Israele e Palestina, Libia, Iraq, Iran, Pakistan, Afganistan) ultimamente dalla ripresa della corsa al riarmo delle grandi potenze.

A questo si aggiunge nella nostra Sardegna una piaga atavica che accelera la distruzione di questa terra dove noi viviamo: gli incendi. Quest’anno nulla è stato risparmiato di questa nostra terra: bruciavano le coste inviolate della Gallura, bruciavano le pianure del Campidano, le montagne del Nuorese, bruciava la pineta di Villacidro memoria storica di saggezza antica, bruciavano le periferie dei paesi e città.

Per questo la XXI Marcia della Pace ha come obiettivo il risveglio delle coscienze dei Sardi per la conservazione di questa nostra terra, incominciando dal bandire gli incendi. La XXI Marcia della Pace è per la Famiglia Umana comunità di Pace ed è per la conservazione del luogo abitato dalla Famiglia Umana: il Creato: tenda della Pace.”

L’appello è alla partecipazione di tutti i sardi alla mobilitazione per la pace nella giustizia qui tra noi e nel mondo, in questo mondo di cui siamo cittadini. Una mobilitazione non di un giorno ma una mobilitazione per essere nella vita costruttori di pace.

Alla Marcia sono intervenuti  tra gli altri,

Prof. Francesco Sedda, Sindaco di Villacidro

Sua Ecc. Mons. Giovanni Dettori, Vescovo di Ales-Terralba

Don Matteo Maria Zuppi, Assistente Ecclesiastico Generale Comunità di Sant’Egidio

Prof. Giampiero Farru, Presidente CSV Sardegna Solidale

Don Angelo Pittau, Presidente Comitato Promotore della marcia

PER CONTINUARE LA MARCIA DELLA PACE

Sarà inaugurata a Cagliari nei prossimi giorni  la mostra “Un cammino per la pace”.

La  mostra è promossa dal CSV Sardegna Solidale  con il patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, dell’Unicef Italia, della Caritas della diocesi di Ales-Terralba.

La mostra è frutto di un accurato lavoro ed è la realizzazione di un progetto multimediale itinerante ideato e curato da Antonia Moro. Suoni, immagini, foto e testimonianze permetteranno ai visitatori di rendersi conto della tragica situazione che si sta vivendo in Ciad ed in particolare nel Dafur.  L’inaugurazione con una conversazione a più voci ha permesso a tutti di conoscere l’azione culturale, scientifica e tecnica svolta e da svolgere in Ciad e in Dafur.

Ad oggi la situazione in Ciad è assai instabile dal momento che uno dei paesi alla frontiera, il Sudan, è dilaniato da un conflitto interno che ha prodotto più di 230mila profughi sudanesi nella zona orientale del Ciad.

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Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio?

Non è confortante il quadro descritto dal CENSIS nel 41 Rapporto 2007 sullo Stato Sociale del Paese.

Riportiamo di seguito i lanci di agenzia di AGI e ANSA.

CENSIS: ITALIA RASSEGNATA, E' UNA MUCILLAGINE SOCIALE

 

“Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio".

Così il Censis descrive la realta' italiana, costituita da una maggioranza che resta "nella vulnerabilità, lasciata a se stessa", "piu' rassegnata che incarognita", in un'inerzia diffusa "senza chiamata al futuro".

 

La realta' diventa ogni giorno "poltiglia di massa - spiega il Rapporto sulla situazione sociale del paese - indifferente a fini e obiettivi di futuro, ripiegata su se stessa"; la societa' e' fatta di "coriandoli" che stanno accanto per pura inerzia. Una minoranza industriale, dinamica e vitale, continua nello sviluppo, attraverso un'offerta di fascia altissima del mercato, produzioni di alto brand, strategie di nicchia, investimenti all'estero; cresce così la voglia di successo degli imprenditori e il loro orgoglio rispetto al mondo di finanza e politica. Ma "siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non in uno sviluppo di popolo": "la minoranza industriale va per proprio conto, il governo distribuisce 'tesoretti'", ma lo sviluppo non filtra perche' non diventa processo sociale e la societa' sembra adagiata in un'inerzia diffusa. Lo sviluppo di una minoranza non ha saputo rilanciare i consumi e la maggioranza si orienta per acquisizioni low cost e su beni durevoli, senza un clima di fiducia. L'italiano medio dovunque giri lo sguardo sembra pensare di fare esperienza del peggio: nella politica, nella violenza intrafamiliare, nella micro-criminalità e nella criminalità organizzata, nella dipendenza da droga e alcool, nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie, nella bassa qualità dei programmi tv. La minoranza industriale, dinamica e vitale, non ce la fa a trainare tutti, visto che e' concentrata sulla conquista di mercati ricchi e lontanti, con prodotti a prezzo cosi' alto che non possono scatenare effetto imitativo. La pur indubbia ripresa - fa notare il Censis - rischia di essere malata se non si immette fiducia nel futuro. La classe politica, scossa dalla ventata di antipolitica, non può fare da collettore di energie. Solo delle minoranze "possono trovare la base solida da cui partire" e "sprigionare le energie necessarie per uscire dallo stallo odierno"; si tratta delle minoranze che fanno ricerca e innovazione, giovani che studiano all'estero, professionisti che esplorano nuovi mercati; chi ha scelto di vivere in realta' locali ad alta qualita' della vita; minoranze che vivono l'immigrazione come integrazione, che credono in un'esperienza religiosa e sono attente alla persona, che hanno scelto di appartenere a gruppi, movimenti, associazioni, sindacati. Le diverse minoranze dovranno gestire da sole una sfida faticosa, immaginando spazi nuovi di impegni individuali e collettivi: una sfida assolutamente necessaria - per il Censis - per allontanare l'inclinazione al peggio che "fa rasentare l'ignomina intellettuale e un'insanabile noia". (AGI) - Roma, 7 dic.

CENSIS: SOCIETA' ITALIANA 2007 'POLTIGLIA DI MASSA'

 

di Agnese Malatesta
Disillusa dalla politica e dalle istituzioni, la società italiana continua a perdere l'identità collettiva. Si frammenta sempre più e, mossa da pulsioni ed emozioni individuali, si ritrova ad essere una "poltiglia di massa", inconcludente e senza sguardo al futuro. L'Italia poi sta diventando il paese dei telefonini: il loro numero, infatti, sta superando quello dei televisori. L'analisi del Censis, nel 41/o rapporto sullo stato sociale del paese, presentato oggi, descrive un'Italia a due velocità: da una parte lo sviluppo economico che si conferma positivo, dall'altra una società che non rispecchia lo stesso trend ma anzi se ne distacca. Lo sviluppo economico si muove, infatti, su dinamiche di minoranza (come quella industriale che "non sprigiona le energie necessarie per uscire dallo stallo") che non filtrano fra la gente, non si traducono in processo sociale.

 - ITALIA AGGRESSIVA E LITIGIOSA. E' la 'degenerazione antropologica', la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.

- E' CELLULARE-MANIA. Il numero dei telefonini continua a crescere. Li possiede l'86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino è utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di età di 14-29 anni. Al centro è record di telefonini dove si registra un indice di penetrazione dell'84,5%.

- DELLA POLITICA NON CI SI PUO' FIDARE. La pensano così 8 italiani su 10. Il 76,1% dice che 'nessuno si preoccupa di cio' che accade agli altrì mentre per il 56,4% valgono 'di piu' i propri interessi che gli altrì. Sfiducia anche verso le istituzioni. In particolare dello stato, 52,4% dice di essere poco o per niente soddisfatto del suo operato. Maggiori successi li riceve il comune (sfiducia al 32,7%).

 - UN TERZO REDDITO FAMIGLIE PER CASA E ENERGIA. A questi scopi va il 31% degli stipendi. E' diminuita invece la spesa per alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).

- IN CARCERE SOLO 4 SU 10 HANNO CONDANNA DEFINITIVA. Dopo l' indulto i detenuti sono diventati 43.957. Nei penitenziari oltre un terzo è straniero, per lo più clandestini.

- UNIVERSITA', UNO SU CINQUE E' FUORI SEDE. Si tratta di 350 mila studenti che preferiscono atenei lontani dalla propria città. La spesa media mensile per le loro famiglie ammonta a 1.100 euro.

- IMPRESE ATTRATTE DA SERVIZI PUBBLICI ON-LINE. L'Italia è al terzo posto in Europa per numero di servizi pubblici destinati alle imprese on line, pari all'87,5% del totale. Diversa la situazione per i cittadini che su questo si trova invece al di sotto della media europea.

- 1 ITALIANO SU 5 VIVE CON CRIMINALITA'. Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

- PENSIONATI PENTITI, UN TERZO RITARDEREBBERO USCITA. Il 31% dei pensionati se potessero tornare indietro ritarderebbero l'uscita dal lavoro.

- INTERNET, IMPENNATA DI UTENTI. I fruitori della rete ha raggiunto il 45,3% della popolazione, più 10% degli utenti abituali. Il 68,3% è costituito da giovani tra i 14 e 29 anni.

- ENTRATE COMUNI, INCASSI DA MULTE. Nei Comuni, salgono del 52% le entrate derivanti dalle multe degli automobilisti.

- SOLIDARIETA' E' SELETTIVA. Per il 69% degli italiani, in caso del bisogno si può contare sull'aiuto degli altri. Intensa è la partecipazione dei cittadini ai problemi della comunità: il 17,9% si organizza, spesso o molto spesso, con altri per un obiettivo comune. Soprattutto sulla sicurezza nei confronti degli immigrati.

Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio?

Non è confortante il quadro descritto dal CENSIS nel 41 Rapporto 2007 sullo Stato Sociale del Paese.

Riportiamo di seguito i lanci di agenzia di AGI e ANSA.

CENSIS: ITALIA RASSEGNATA, E' UNA MUCILLAGINE SOCIALE

 

“Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio".

Così il Censis descrive la realta' italiana, costituita da una maggioranza che resta "nella vulnerabilità, lasciata a se stessa", "piu' rassegnata che incarognita", in un'inerzia diffusa "senza chiamata al futuro".

 

La realta' diventa ogni giorno "poltiglia di massa - spiega il Rapporto sulla situazione sociale del paese - indifferente a fini e obiettivi di futuro, ripiegata su se stessa"; la societa' e' fatta di "coriandoli" che stanno accanto per pura inerzia. Una minoranza industriale, dinamica e vitale, continua nello sviluppo, attraverso un'offerta di fascia altissima del mercato, produzioni di alto brand, strategie di nicchia, investimenti all'estero; cresce così la voglia di successo degli imprenditori e il loro orgoglio rispetto al mondo di finanza e politica. Ma "siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non in uno sviluppo di popolo": "la minoranza industriale va per proprio conto, il governo distribuisce 'tesoretti'", ma lo sviluppo non filtra perche' non diventa processo sociale e la societa' sembra adagiata in un'inerzia diffusa. Lo sviluppo di una minoranza non ha saputo rilanciare i consumi e la maggioranza si orienta per acquisizioni low cost e su beni durevoli, senza un clima di fiducia. L'italiano medio dovunque giri lo sguardo sembra pensare di fare esperienza del peggio: nella politica, nella violenza intrafamiliare, nella micro-criminalità e nella criminalità organizzata, nella dipendenza da droga e alcool, nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie, nella bassa qualità dei programmi tv. La minoranza industriale, dinamica e vitale, non ce la fa a trainare tutti, visto che e' concentrata sulla conquista di mercati ricchi e lontanti, con prodotti a prezzo cosi' alto che non possono scatenare effetto imitativo. La pur indubbia ripresa - fa notare il Censis - rischia di essere malata se non si immette fiducia nel futuro. La classe politica, scossa dalla ventata di antipolitica, non può fare da collettore di energie. Solo delle minoranze "possono trovare la base solida da cui partire" e "sprigionare le energie necessarie per uscire dallo stallo odierno"; si tratta delle minoranze che fanno ricerca e innovazione, giovani che studiano all'estero, professionisti che esplorano nuovi mercati; chi ha scelto di vivere in realta' locali ad alta qualita' della vita; minoranze che vivono l'immigrazione come integrazione, che credono in un'esperienza religiosa e sono attente alla persona, che hanno scelto di appartenere a gruppi, movimenti, associazioni, sindacati. Le diverse minoranze dovranno gestire da sole una sfida faticosa, immaginando spazi nuovi di impegni individuali e collettivi: una sfida assolutamente necessaria - per il Censis - per allontanare l'inclinazione al peggio che "fa rasentare l'ignomina intellettuale e un'insanabile noia". (AGI) - Roma, 7 dic.

CENSIS: SOCIETA' ITALIANA 2007 'POLTIGLIA DI MASSA'

 

di Agnese Malatesta
Disillusa dalla politica e dalle istituzioni, la società italiana continua a perdere l'identità collettiva. Si frammenta sempre più e, mossa da pulsioni ed emozioni individuali, si ritrova ad essere una "poltiglia di massa", inconcludente e senza sguardo al futuro. L'Italia poi sta diventando il paese dei telefonini: il loro numero, infatti, sta superando quello dei televisori. L'analisi del Censis, nel 41/o rapporto sullo stato sociale del paese, presentato oggi, descrive un'Italia a due velocità: da una parte lo sviluppo economico che si conferma positivo, dall'altra una società che non rispecchia lo stesso trend ma anzi se ne distacca. Lo sviluppo economico si muove, infatti, su dinamiche di minoranza (come quella industriale che "non sprigiona le energie necessarie per uscire dallo stallo") che non filtrano fra la gente, non si traducono in processo sociale.

 - ITALIA AGGRESSIVA E LITIGIOSA. E' la 'degenerazione antropologica', la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.

- E' CELLULARE-MANIA. Il numero dei telefonini continua a crescere. Li possiede l'86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino è utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di età di 14-29 anni. Al centro è record di telefonini dove si registra un indice di penetrazione dell'84,5%.

- DELLA POLITICA NON CI SI PUO' FIDARE. La pensano così 8 italiani su 10. Il 76,1% dice che 'nessuno si preoccupa di cio' che accade agli altrì mentre per il 56,4% valgono 'di piu' i propri interessi che gli altrì. Sfiducia anche verso le istituzioni. In particolare dello stato, 52,4% dice di essere poco o per niente soddisfatto del suo operato. Maggiori successi li riceve il comune (sfiducia al 32,7%).

 - UN TERZO REDDITO FAMIGLIE PER CASA E ENERGIA. A questi scopi va il 31% degli stipendi. E' diminuita invece la spesa per alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).

- IN CARCERE SOLO 4 SU 10 HANNO CONDANNA DEFINITIVA. Dopo l' indulto i detenuti sono diventati 43.957. Nei penitenziari oltre un terzo è straniero, per lo più clandestini.

- UNIVERSITA', UNO SU CINQUE E' FUORI SEDE. Si tratta di 350 mila studenti che preferiscono atenei lontani dalla propria città. La spesa media mensile per le loro famiglie ammonta a 1.100 euro.

- IMPRESE ATTRATTE DA SERVIZI PUBBLICI ON-LINE. L'Italia è al terzo posto in Europa per numero di servizi pubblici destinati alle imprese on line, pari all'87,5% del totale. Diversa la situazione per i cittadini che su questo si trova invece al di sotto della media europea.

- 1 ITALIANO SU 5 VIVE CON CRIMINALITA'. Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente