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Sardara - 22° Marcia della Pace . Combattere la Povertà, costruire la Pace

Si svolge a Sardara il 30 dicembre 2008 la XXII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales-Terralba in collaborazione con la Caritas Diocesana, l'Amministrazione Comunale di Sardara, il CSV Sardegna Solidale e l'Associazione Piccoli Progetti Possibili onlus.

L'appuntamento è alle ore 14,30 presso la Statua del Redentore sulla SS 131 al Km 56,300. Alle ore 15,00 partirà la Marcia che si snoderà nella strada parallela alla SS 131 che porta a Sardara. L'arrivo è previsto nella Piazza della Parrocchia.

La Marcia della Pace quest’anno ha come tema “Combattere la Povertà, costruire la Pace, tema che Papa Benedetto XVI ha dato alla Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2009.

Ospite ufficiale della Marcia sarà Mons. Vittorio Nozza, Direttore della Caritas Italiana, che parlerà a conclusione della Marcia.

Sono previsti gli interventi del Vescovo di Ales- Terralba, mons. Giovanni Dettori, del Vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo delegato per la Caritas regionale; del Sindaco di Sardara, dr. Giorgio Zucca e del Presidente del CSV Sardegna Soldale, prof. Giampiero Farru.

I lavori della Marcia saranno coordinati da Don Angelo Pittau, presidente del Comitato promotore della Marcia.

All'iniziativa partecipano rappresentanze delle Istituzioni, del mondo ecclesiale, delle associazioni di volontariato e di terzo settore, dei sindacati, dei lavoratori, della scuola e della cultura e tanti cittadini.

Diversi sindaci e Consigli comunali hanno firmato un "Appello" sulla povertà e sui poveri da consegnare ai rappresentanti delle Istituzioni pubbliche e agli organi di governo regionale e nazionale.

Per adesioni e informazioni:

Numero Verde 800 150 400

Sardara - 22° Marcia della Pace . Combattere la Povertà, costruire la Pace

Si svolge a Sardara il 30 dicembre 2008 la XXII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales-Terralba in collaborazione con la Caritas Diocesana, l'Amministrazione Comunale di Sardara, il CSV Sardegna Solidale e l'Associazione Piccoli Progetti Possibili onlus.

L'appuntamento è alle ore 14,30 presso la Statua del Redentore sulla SS 131 al Km 56,300. Alle ore 15,00 partirà la Marcia che si snoderà nella strada parallela alla SS 131 che porta a Sardara. L'arrivo è previsto nella Piazza della Parrocchia.

La Marcia della Pace quest’anno ha come tema “Combattere la Povertà, costruire la Pace, tema che Papa Benedetto XVI ha dato alla Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2009.

Ospite ufficiale della Marcia sarà Mons. Vittorio Nozza, Direttore della Caritas Italiana, che parlerà a conclusione della Marcia.

Sono previsti gli interventi del Vescovo di Ales- Terralba, mons. Giovanni Dettori, del Vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo delegato per la Caritas regionale; del Sindaco di Sardara, dr. Giorgio Zucca e del Presidente del CSV Sardegna Soldale, prof. Giampiero Farru.

I lavori della Marcia saranno coordinati da Don Angelo Pittau, presidente del Comitato promotore della Marcia.

All'iniziativa partecipano rappresentanze delle Istituzioni, del mondo ecclesiale, delle associazioni di volontariato e di terzo settore, dei sindacati, dei lavoratori, della scuola e della cultura e tanti cittadini.

Diversi sindaci e Consigli comunali hanno firmato un "Appello" sulla povertà e sui poveri da consegnare ai rappresentanti delle Istituzioni pubbliche e agli organi di governo regionale e nazionale.

Per adesioni e informazioni:

Numero Verde 800 150 400

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il tar sardegna accoglie le istanze dei volontari e annulla i provvedimenti del coge

Dopo i pronunciamenti del marzo e giugno scorso del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato - tutti favorevoli al volontariato sardo costituitosi in giudizio - ieri, 10 dicembre 2008, il TAR Sardegna si è nuovamente pronunciato in questi termini sul nuovo ricorso presentato contro le ingiuste e immotivate delibere adottate dal Coge Sardegna

"accoglie l’istanza cautelare, e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato".

Ancora una volta dunque i giudici accolgono positivamente le ragioni addotte dal CSV Sardegna Solidale e dalle associazioni di volontariato costituitesi in giudizio unitamente al CSVnet, Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia.

"Ci auguriamo che questa sentenza - ha commentato il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - metta fine agli sventurati piani e disegni che in questi anni hanno impedito al volontariato di realizzare compiutamente le sue attività".

"La gioia per questa sentenza - ha commentato Maria Luisa Sari, componente dell'Osservatorio regionale del Volontariato - è direttamente proporzionale al gravissimo attentato tramato ai nostri danni in questi anni. Ora ci lascino lavorare in serenità".

"Dopo questa lunga fase di contrasti - sostiene il presidente di CSVnet Marco Granelli - esprimiamo la nostra soddisfazione per il riconoscimento delle giuste ragioni del CSV Sardegna solidale e, soprattutto del volontariato sardo, che ringraziamo e che invitiamo ad essere sempre più protagonista del CSV come dimostrato in questi mesi. Invitiamo tutti a far prevalere il dialogo e, pur nelle differenze di ruoli, a tendere insieme al miglioramento continuo dei servizi".

Grande entusiasmo tra tutte le associazioni di volontariato della Sardegna e tanta voglia di "ripartire" al servizio delle persone, delle comunità e del territorio.

 

il tar sardegna accoglie le istanze dei volontari e annulla i provvedimenti del coge

Dopo i pronunciamenti del marzo e giugno scorso del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato - tutti favorevoli al volontariato sardo costituitosi in giudizio - ieri, 10 dicembre 2008, il TAR Sardegna si è nuovamente pronunciato in questi termini sul nuovo ricorso presentato contro le ingiuste e immotivate delibere adottate dal Coge Sardegna

"accoglie l’istanza cautelare, e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato".

Ancora una volta dunque i giudici accolgono positivamente le ragioni addotte dal CSV Sardegna Solidale e dalle associazioni di volontariato costituitesi in giudizio unitamente al CSVnet, Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia.

"Ci auguriamo che questa sentenza - ha commentato il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - metta fine agli sventurati piani e disegni che in questi anni hanno impedito al volontariato di realizzare compiutamente le sue attività".

"La gioia per questa sentenza - ha commentato Maria Luisa Sari, componente dell'Osservatorio regionale del Volontariato - è direttamente proporzionale al gravissimo attentato tramato ai nostri danni in questi anni. Ora ci lascino lavorare in serenità".

"Dopo questa lunga fase di contrasti - sostiene il presidente di CSVnet Marco Granelli - esprimiamo la nostra soddisfazione per il riconoscimento delle giuste ragioni del CSV Sardegna solidale e, soprattutto del volontariato sardo, che ringraziamo e che invitiamo ad essere sempre più protagonista del CSV come dimostrato in questi mesi. Invitiamo tutti a far prevalere il dialogo e, pur nelle differenze di ruoli, a tendere insieme al miglioramento continuo dei servizi".

Grande entusiasmo tra tutte le associazioni di volontariato della Sardegna e tanta voglia di "ripartire" al servizio delle persone, delle comunità e del territorio.

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La dichiarazione universale dei diritti umani compie 60 anni

La dichiarazione universale dei diritti umani compie 60 anni. Ma non li dimostra. Fame, malattie, analfabetismo, sfruttamento, violazioni delle libertà personali, torture... dicono che la strada da percorrere è ancora tanta.

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è riportato di seguito. Dopo questa solenne deliberazione, l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.

Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo. Riportiamo di seguito il testo ufficiale in lingua italiana.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; 

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo; 

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione; 

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni; 

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; 

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; 

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L'ASSEMBLEA GENERALE
proclama


la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del  paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8 

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11
1. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. 
2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni. 

Articolo 13
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14
1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. 
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17 

1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. 
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21
1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. 
3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. 
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. 
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25 

1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. 
2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. 
2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. 
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. 

2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. 
2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. 
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

La dichiarazione universale dei diritti umani compie 60 anni

La dichiarazione universale dei diritti umani compie 60 anni. Ma non li dimostra. Fame, malattie, analfabetismo, sfruttamento, violazioni delle libertà personali, torture... dicono che la strada da percorrere è ancora tanta.

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è riportato di seguito. Dopo questa solenne deliberazione, l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.

Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo. Riportiamo di seguito il testo ufficiale in lingua italiana.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; 

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo; 

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione; 

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni; 

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; 

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; 

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L'ASSEMBLEA GENERALE
proclama


la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del  paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8 

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11
1. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. 
2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni. 

Articolo 13
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14
1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. 
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17 

1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. 
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21
1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. 
3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. 
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. 
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25 

1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. 
2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. 
2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. 
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. 

2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. 
2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. 
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

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5 dicembre: giornata mondiale del volontariato. Presentazione Ricerca sulle OdV in Sardegna

In occasione della Giornata Mondiale del Volontariato del 05 dicembre 2008 viene presentata la Ricerca  Campionaria  sulle Organizzazioni di Volontariato della Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con il settore Ricerca della FEO-FIVOL, diretto dal Dr. Renato Frisanco.

L'appuntamento è alle ore 16,00 nell'Auditorium della Banca CIS in Viale Bonaria a Cagliari.

Intervengono il ricercatore della FEO-FIVOL, Renato Frisanco, il Presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru, il Presidente del Coordinamento delle Comunità Terapeutiche della Sardegna, mons. Angelo Pittau, Presidenti di Associazioni regionali e ,locali e i Referenti dei Sa.Sol. Point del CSV Sardegna Solidale.

La Ricerca ha indagato la realtà del volontariato in Sardegna grazie alla disponibilità e al lavoro svolto dai giovani in servizio civile nei Sa.Sol. Point. I dati rilevati sono attesi con interesse per verificare lo "stato di salute" dell'associazionismo volontario che opera in Sardegna.

 

5 dicembre: giornata mondiale del volontariato. Presentazione Ricerca sulle OdV in Sardegna

In occasione della Giornata Mondiale del Volontariato del 05 dicembre 2008 viene presentata la Ricerca  Campionaria  sulle Organizzazioni di Volontariato della Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con il settore Ricerca della FEO-FIVOL, diretto dal Dr. Renato Frisanco.

L'appuntamento è alle ore 16,00 nell'Auditorium della Banca CIS in Viale Bonaria a Cagliari.

Intervengono il ricercatore della FEO-FIVOL, Renato Frisanco, il Presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru, il Presidente del Coordinamento delle Comunità Terapeutiche della Sardegna, mons. Angelo Pittau, Presidenti di Associazioni regionali e ,locali e i Referenti dei Sa.Sol. Point del CSV Sardegna Solidale.

La Ricerca ha indagato la realtà del volontariato in Sardegna grazie alla disponibilità e al lavoro svolto dai giovani in servizio civile nei Sa.Sol. Point. I dati rilevati sono attesi con interesse per verificare lo "stato di salute" dell'associazionismo volontario che opera in Sardegna.

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LIBERA IN CAROVANA: CONTRO LE MAFIE, PER LA GIUSTIZIA

Parte da Cagliari il 24 novembre 2008 la Carovana promossa in Sardegna da Libera e da Avviso Pubblico in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale e diversi organismi pubblici e privati. Un fitto programma di iniziative e manifestazioni che attraversa la Sardegna da sud a nord. Cagliari, Iglesias, Villaputzu, Isili, Lanusei, Orosei, Ozieri, Sassari e La Maddalena le tappe della Carovana.

Determinante il contributo di diverse scuole che hanno chiesto di ospitare iniziative e manifestazioni. Numerosi e qualificati i testimonials nazionali e regionali che intervengono nelle singole tappe.   

Si riporta di seguito il programma delle singole tappe

DataCittàSedeTemaAssociazione referenteReferente localeTestimonials
24/11/2008

ore 11,00
CagliariITIS G. MARCONIGiovani e Legalità

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
ITIS Marconi Cagliari

Associazione
La Strada
Cagliari

Sa.Sol. Point n. 1 Cagliari
Nanda Sedda  Silvano Deplano
Dirigente scolastico ITIS Marconi

Anna Cau
Magistrato
Sandro Frau
Presidente II Commissione Consiglio Reg.le Sardegna 

Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
24/11/2008

ore 09,30
OzieriTeatro Civico  "Oriana Fallaci"
Via S. Satta 
Giovani e Legalità

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
Associazione Volontari del 2000

Scuola Superiore Enrico Fermi                               
Giovanna PaniSalvatorica Scuderi
Dirigente scolastico
Leonardo Ladu
Sindaco di Ozieri
S.E. Mons Sergio Pintor
Vescovo di Ozieri
Padre Salvatore Morittu
Associazione Mondo X Sardegna
Antonio Arca
Presidente Consiglio Comunale Ozieri
Beatrice Chessa
Assessore Pubblica Istruzione
Magistrato
24/11/2008

ore 09,00
VillaputzuAula polifunzionale 
Via Nazionale snc 
Giovani e Legalità

Proiezione film
"I cento passi"

Dibattito
AVOCC Villaputzu
 
Sa. Sol. Point n. 11 Villaputzu
Cristian LocciAssociazioni di Volontariato Sarrabus Gerrei
24/11/2008

ore 17,00
VillaputzuAula polifunzionale 
Via Nazionale snc 
La lotta alle mafie:
confisca
dei beni
ed uso sociale
AVOCC Villaputzu 
 
Sa. Sol. Point n. 11 Villaputzu
Cristian LocciGian Franco Piu
Sindaco di Villaputzu 
                                           
Salvatore Sanna
Sindaco di Villasimius                                                
                                          
Cristian Locci
AVOCC Villaputzu
                                               
Cristiano Gaetano
Referente Sa.Sol. Point N. 11
     
Franceso Porcu
Assessore Politiche Sociali Comune di Villaputzu                                                                                                                                            
Fernando Nonnis
Libera Sardegna   
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
Magistrato 
25/11/2008

ore 09,30
IsiliCentro Sociale  C.so Vittorio Emanuele
Isili
La legalità strumento di cittadinanza

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
ITC per Geometri "Gino Zappa" Isili

AVO Isili                

Sa.Sol. Point n° 29 Isili
Giorgina Orgiu
Marco Saba
D.S. ITC per Geometri "Gino Zappa"
Salvatore Pala
S
indaco di Isili

Salvatore Serra
Consigliere Regionale

Pino Tilocca
Libera Sardegna
Giorgina Orgiu
Referente Sa.Sol. Point n. 29 di Isili                                           
Don Alfredo Lecca
Parroco di Isili
                                            
Magistrato 
25/11/2008

ore 16,30
Iglesiasex CarcereCarcere e LegalitàSoccorso Iglesias

Sa.Sol. Point n° 12 Iglesias
Fernando NonnisPierluigi Carta
Sindaco di Iglesias

Mons. Giovanni Paolo Zedda
Vescovo di Iglesias
Don Angelo Pittau
Coord Comunità Terapeutiche della Sardegna
Vincenzo Alastra
Direttore Casa Circondariale di Iglesias
Carla Corona

Volontariato carcerario 
 
Fernando Nonnis
Libera Sardegna 
     
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
26/11/2008

ore 17,00
LanuseiConsiglio Comunale via Roma Legalità e lotta alle mafie
in Italia
e in Sardegna
AVL Lanusei  

Sa.Sol. Point n. 7 Lanusei

Sa.Sol. Point n. 37 Tortolì
Aldo Lotto
Giovanni Serra
Domenico Fiordalisi
Procuratore Tribunale Lanusei
                
S.E.Mons. Antioco Piseddu
Vescovo di Lanusei 
Pino Tilocca
Libera Sardegna
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna                                   
Capitano CC Dario Pini
Tenente CC Cappa Michele
Commissario PS Mario Grassia                                                            
Sono stati invitati i Sindaci di: Ilbono Arzana Elini Loceri Barisardo Tertenia Ierzu Talana Girasole Tortolì Gairo Lanusei Lotzorai Perdasdefogu Ulassai Urzulei Villagrande
27/11/2008

ore 09,00
SassariITASGiovani e Legalità

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
Consulta del Volontariato
Sassarese

Sa.Sol. Point n° 2 Sassari
Giovanni Antonio Maieli

Franco Dedola
Franco Dedola
Coordinamento Libera Sassari
Pino Tilocca
Libera Sardegna
Magistrato

Sono stati invitati: Sindaco Comune di Sassari, Dirigente Scolastico ITAS 
28/11/2008

ore 09,00
OroseiScuola Media Muggianu
Orosei
Ragazzi e Giovani per la Legalità

Proiezione film
"Alla Luce del Sole"

Dibattito
Centro Studi Guiso

Sa.Sol. Point n° 16 Orosei
Francesca Rais


Pino Tilocca, Carmen Deidda,
Giovanna Fancello, Flavia Flamini
Libera Sardegna
28/11/2008

ore 17,00
OroseiSala Consiliare 
Via Santa Veronica 
Enti Locali per la Legalità:
un percorso possibile
Centro Studi Guiso                     

Sa.Sol. Point n° 16 Orosei
Francesca Rais

Carmen Deidda

Giovanna Fancello

Flavia Flamini
Gino Derosas
Sindaco di Orosei

Andrea Campinotti
Presidente Nazionale "Avviso Pubblico"
Tore Cherchi
Anci Sardegna
Pino Tilocca
Libera Sardegna                    
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna 
Sono stati invitati:  
S.E.Mons.Pietro Meloni
Vescovo di Nuoro 
              
Presidente Provincia di Nuoro
    
                                                        
Prefetto di Nuoro                           
Sindaci e Parroci di Orosei, Irgoli, Dorgali, Galtellì, Onifai, Loculi  e Calagonone
29/11/2008

ore 17,00
La MaddalenaSala Convegni Oasi Serena
Via Silvio Pellico, 22
Frazione Moneta
Il G8 in Sardegna: globalizzare diritti e giustizia.
Il ruolo dell'
Informazione
AVPC
La Maddalena         

Sa.Sol. Point n° 21 La Maddalena
Claudio CiucciAngelo Comiti
Sindaco La Maddalena   
                                                                                                                        
S.E. Mons Sebastiano Sanguinetti
Vescovo Tempio-Ampurias    
                                                                            
Santo Della Volpe
Libera Informazione

Tonio dell'Olio
Referente Libera Internazionale
Ottavio Olita
Articolo 21
Pino Tilocca
Libera Sardegna
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le Mafie - AVVISO PUBBLICO Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie - CSV SARDEGNA SOLIDALE - ANCI SARDEGNA - ITIS G. MARCONI CAGLIARI - ITC G. ZAPPA ISILI - ITAS SASSARI - ISTITUTO SUPERIORE E. FERMI OZIERI - COMUNE DI IGLESIAS - COMUNE DI OROSEI - COMUNE DI LANUSEI - COMUNE DI LA MADDALENA - COMUNE DI OZIERI - COMUNE DI ISILI - COMUNE DI VILLAPUTZU - ASSOCIAZIONE LA STRADA CAGLIARI - AVOCC VILLAPUTZU - AVL LANUSEI - CENTRO STUDI GUISO OROSEI - AVPC LA MADDALENA - CONSULTA DEL VOLONTARIATO SASSARESE - SOCCORSO IGLESIAS - ASSOCIAZIONE VOLONTARI 2000 OZIERI 
:

 

LIBERA IN CAROVANA: CONTRO LE MAFIE, PER LA GIUSTIZIA

Parte da Cagliari il 24 novembre 2008 la Carovana promossa in Sardegna da Libera e da Avviso Pubblico in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale e diversi organismi pubblici e privati. Un fitto programma di iniziative e manifestazioni che attraversa la Sardegna da sud a nord. Cagliari, Iglesias, Villaputzu, Isili, Lanusei, Orosei, Ozieri, Sassari e La Maddalena le tappe della Carovana.

Determinante il contributo di diverse scuole che hanno chiesto di ospitare iniziative e manifestazioni. Numerosi e qualificati i testimonials nazionali e regionali che intervengono nelle singole tappe.   

Si riporta di seguito il programma delle singole tappe

DataCittàSedeTemaAssociazione referenteReferente localeTestimonials
24/11/2008

ore 11,00
CagliariITIS G. MARCONIGiovani e Legalità

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
ITIS Marconi Cagliari

Associazione
La Strada
Cagliari

Sa.Sol. Point n. 1 Cagliari
Nanda Sedda  Silvano Deplano
Dirigente scolastico ITIS Marconi

Anna Cau
Magistrato
Sandro Frau
Presidente II Commissione Consiglio Reg.le Sardegna 

Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
24/11/2008

ore 09,30
OzieriTeatro Civico  "Oriana Fallaci"
Via S. Satta 
Giovani e Legalità

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
Associazione Volontari del 2000

Scuola Superiore Enrico Fermi                               
Giovanna PaniSalvatorica Scuderi
Dirigente scolastico
Leonardo Ladu
Sindaco di Ozieri
S.E. Mons Sergio Pintor
Vescovo di Ozieri
Padre Salvatore Morittu
Associazione Mondo X Sardegna
Antonio Arca
Presidente Consiglio Comunale Ozieri
Beatrice Chessa
Assessore Pubblica Istruzione
Magistrato
24/11/2008

ore 09,00
VillaputzuAula polifunzionale 
Via Nazionale snc 
Giovani e Legalità

Proiezione film
"I cento passi"

Dibattito
AVOCC Villaputzu
 
Sa. Sol. Point n. 11 Villaputzu
Cristian LocciAssociazioni di Volontariato Sarrabus Gerrei
24/11/2008

ore 17,00
VillaputzuAula polifunzionale 
Via Nazionale snc 
La lotta alle mafie:
confisca
dei beni
ed uso sociale
AVOCC Villaputzu 
 
Sa. Sol. Point n. 11 Villaputzu
Cristian LocciGian Franco Piu
Sindaco di Villaputzu 
                                           
Salvatore Sanna
Sindaco di Villasimius                                                
                                          
Cristian Locci
AVOCC Villaputzu
                                               
Cristiano Gaetano
Referente Sa.Sol. Point N. 11
     
Franceso Porcu
Assessore Politiche Sociali Comune di Villaputzu                                                                                                                                            
Fernando Nonnis
Libera Sardegna   
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
Magistrato 
25/11/2008

ore 09,30
IsiliCentro Sociale  C.so Vittorio Emanuele
Isili
La legalità strumento di cittadinanza

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
ITC per Geometri "Gino Zappa" Isili

AVO Isili                

Sa.Sol. Point n° 29 Isili
Giorgina Orgiu
Marco Saba
D.S. ITC per Geometri "Gino Zappa"
Salvatore Pala
S
indaco di Isili

Salvatore Serra
Consigliere Regionale

Pino Tilocca
Libera Sardegna
Giorgina Orgiu
Referente Sa.Sol. Point n. 29 di Isili                                           
Don Alfredo Lecca
Parroco di Isili
                                            
Magistrato 
25/11/2008

ore 16,30
Iglesiasex CarcereCarcere e LegalitàSoccorso Iglesias

Sa.Sol. Point n° 12 Iglesias
Fernando NonnisPierluigi Carta
Sindaco di Iglesias

Mons. Giovanni Paolo Zedda
Vescovo di Iglesias
Don Angelo Pittau
Coord Comunità Terapeutiche della Sardegna
Vincenzo Alastra
Direttore Casa Circondariale di Iglesias
Carla Corona

Volontariato carcerario 
 
Fernando Nonnis
Libera Sardegna 
     
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
26/11/2008

ore 17,00
LanuseiConsiglio Comunale via Roma Legalità e lotta alle mafie
in Italia
e in Sardegna
AVL Lanusei  

Sa.Sol. Point n. 7 Lanusei

Sa.Sol. Point n. 37 Tortolì
Aldo Lotto
Giovanni Serra
Domenico Fiordalisi
Procuratore Tribunale Lanusei
                
S.E.Mons. Antioco Piseddu
Vescovo di Lanusei 
Pino Tilocca
Libera Sardegna
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna                                   
Capitano CC Dario Pini
Tenente CC Cappa Michele
Commissario PS Mario Grassia                                                            
Sono stati invitati i Sindaci di: Ilbono Arzana Elini Loceri Barisardo Tertenia Ierzu Talana Girasole Tortolì Gairo Lanusei Lotzorai Perdasdefogu Ulassai Urzulei Villagrande
27/11/2008

ore 09,00
SassariITASGiovani e Legalità

Proiezione film
"Gomorra"

Dibattito
Consulta del Volontariato
Sassarese

Sa.Sol. Point n° 2 Sassari
Giovanni Antonio Maieli

Franco Dedola
Franco Dedola
Coordinamento Libera Sassari
Pino Tilocca
Libera Sardegna
Magistrato

Sono stati invitati: Sindaco Comune di Sassari, Dirigente Scolastico ITAS 
28/11/2008

ore 09,00
OroseiScuola Media Muggianu
Orosei
Ragazzi e Giovani per la Legalità

Proiezione film
"Alla Luce del Sole"

Dibattito
Centro Studi Guiso

Sa.Sol. Point n° 16 Orosei
Francesca Rais


Pino Tilocca, Carmen Deidda,
Giovanna Fancello, Flavia Flamini
Libera Sardegna
28/11/2008

ore 17,00
OroseiSala Consiliare 
Via Santa Veronica 
Enti Locali per la Legalità:
un percorso possibile
Centro Studi Guiso                     

Sa.Sol. Point n° 16 Orosei
Francesca Rais

Carmen Deidda

Giovanna Fancello

Flavia Flamini
Gino Derosas
Sindaco di Orosei

Andrea Campinotti
Presidente Nazionale "Avviso Pubblico"
Tore Cherchi
Anci Sardegna
Pino Tilocca
Libera Sardegna                    
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna 
Sono stati invitati:  
S.E.Mons.Pietro Meloni
Vescovo di Nuoro 
              
Presidente Provincia di Nuoro
    
                                                        
Prefetto di Nuoro                           
Sindaci e Parroci di Orosei, Irgoli, Dorgali, Galtellì, Onifai, Loculi  e Calagonone
29/11/2008

ore 17,00
La MaddalenaSala Convegni Oasi Serena
Via Silvio Pellico, 22
Frazione Moneta
Il G8 in Sardegna: globalizzare diritti e giustizia.
Il ruolo dell'
Informazione
AVPC
La Maddalena         

Sa.Sol. Point n° 21 La Maddalena
Claudio CiucciAngelo Comiti
Sindaco La Maddalena   
                                                                                                                        
S.E. Mons Sebastiano Sanguinetti
Vescovo Tempio-Ampurias    
                                                                            
Santo Della Volpe
Libera Informazione

Tonio dell'Olio
Referente Libera Internazionale
Ottavio Olita
Articolo 21
Pino Tilocca
Libera Sardegna
Gian Piero Farru
Referente Libera Sardegna
LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le Mafie - AVVISO PUBBLICO Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie - CSV SARDEGNA SOLIDALE - ANCI SARDEGNA - ITIS G. MARCONI CAGLIARI - ITC G. ZAPPA ISILI - ITAS SASSARI - ISTITUTO SUPERIORE E. FERMI OZIERI - COMUNE DI IGLESIAS - COMUNE DI OROSEI - COMUNE DI LANUSEI - COMUNE DI LA MADDALENA - COMUNE DI OZIERI - COMUNE DI ISILI - COMUNE DI VILLAPUTZU - ASSOCIAZIONE LA STRADA CAGLIARI - AVOCC VILLAPUTZU - AVL LANUSEI - CENTRO STUDI GUISO OROSEI - AVPC LA MADDALENA - CONSULTA DEL VOLONTARIATO SASSARESE - SOCCORSO IGLESIAS - ASSOCIAZIONE VOLONTARI 2000 OZIERI 
:

 

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Costituito il Coordinamento sardo del Volontariato

Il 07 ottobre 2008, nella sede della Società degli Operai di Cagliari, oltre 100 associazioni di volontariato della Sardegna hanno costituito il Coordinamento Sardo del Volontariato.

E' il primo organismo regionale di rappresentanza di base del volontariato a nascere dalla libera volontà di un così enorme numero di associazioni. Probabilmente è anche l'unico caso in Italia, trattandosi di associazioni di diversa provenienza territoriale, di diversi settori di attività e diversa consistenza associativa.

Il Coordinamento Sardo del Volontariato rappresenta le istanze e i bisogni del volontariato, ne cura la promozione e lo sviluppo, crea rete e reti di solidarietà nell'Isola, in Italia e nel mondo.

Diversità, trasversalità, coralità sono i tratti distintivi del neonato Coordinamento.

Sono già oltre 200 le associazioni - tra soci fondatori e soci ordinari - che ne fanno parte.

Prossimamente il Coordinamento presenterà programma e organi. 

 

Costituito il Coordinamento sardo del Volontariato

Il 07 ottobre 2008, nella sede della Società degli Operai di Cagliari, oltre 100 associazioni di volontariato della Sardegna hanno costituito il Coordinamento Sardo del Volontariato.

E' il primo organismo regionale di rappresentanza di base del volontariato a nascere dalla libera volontà di un così enorme numero di associazioni. Probabilmente è anche l'unico caso in Italia, trattandosi di associazioni di diversa provenienza territoriale, di diversi settori di attività e diversa consistenza associativa.

Il Coordinamento Sardo del Volontariato rappresenta le istanze e i bisogni del volontariato, ne cura la promozione e lo sviluppo, crea rete e reti di solidarietà nell'Isola, in Italia e nel mondo.

Diversità, trasversalità, coralità sono i tratti distintivi del neonato Coordinamento.

Sono già oltre 200 le associazioni - tra soci fondatori e soci ordinari - che ne fanno parte.

Prossimamente il Coordinamento presenterà programma e organi. 

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"Il Terzo Settore? Una tragedia; parastato senza vitalità"

Il giudizio e' di Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, ed e' contenuto nel libro "Come siamo cambiati", uscito per le Edizioni dell'Asino, casa editrice nata da un progetto di Lunaria, "Lo straniero" e Redattore Sociale. Il volume ripercorre, attraverso un'intervista condotta da Giulio Marcon, il cambiamento sociale, culturale e economico dell'Italia. Uno "sguardo critico" su 40 anni di classi, istituzioni, produzione, consumo, cultura, comportamenti, secondo l'osservatorio del Censis.

Alla domanda se sia possibile inserire il terzo settore tra le minoranze vitali del paese, De Rita spiega il suo giudizio: "Una volta il volontariato era una minoranza vitale, perche' era un fenomeno sociale orizzontale, che coinvolgeva milioni di ragazze e di ragazzi di tutte le provenienze impegnati nelle parrocchie e nelle periferie delle citta'. La trasformazione del volontariato nel terzo settore ha significato la sua settorializzazione e la sua burocratizzazione: migliaia di imprese sociali ognuna con il suo settore da coltivare, la sua specializzazione, la sua parcellizzazione di competenze. Si riducono così a 'parastato', a supplenti di un intervento pubblico gia' in origine settorializzato e parcellizzato. In questo modo tali esperienze perdono la loro freschezza orizzontale e sociale in senso lato. Il terzo settore ha perso ormai definitivamente la sua spontaneita'".

Un esempio: "Il presidente della Cariplo, Guzzetti, mi ha telefonato invitandomi a prendere contatti con il nuovo presidente della Fondazione per il Sud, che finanzia molti progetti di volontariato e del terzo settore. Non ci crederete, ma il nuovo presidente della Fondazione e' un generale: il generale Carlo Fiero. Credo che abbia comandato qualche spedizione o qualche battaglione. Ecco, il presidente della Fondazione per il Sud, il cui lavoro e' tutto centrato sulla valorizzazione dei progetti del volontariato e del terzo settore, e' un generale. Ecco che fine ha fatto il terzo settore".(Dires - Redattore sociale)

"Il Terzo Settore? Una tragedia; parastato senza vitalità"

Il giudizio e' di Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, ed e' contenuto nel libro "Come siamo cambiati", uscito per le Edizioni dell'Asino, casa editrice nata da un progetto di Lunaria, "Lo straniero" e Redattore Sociale. Il volume ripercorre, attraverso un'intervista condotta da Giulio Marcon, il cambiamento sociale, culturale e economico dell'Italia. Uno "sguardo critico" su 40 anni di classi, istituzioni, produzione, consumo, cultura, comportamenti, secondo l'osservatorio del Censis.

Alla domanda se sia possibile inserire il terzo settore tra le minoranze vitali del paese, De Rita spiega il suo giudizio: "Una volta il volontariato era una minoranza vitale, perche' era un fenomeno sociale orizzontale, che coinvolgeva milioni di ragazze e di ragazzi di tutte le provenienze impegnati nelle parrocchie e nelle periferie delle citta'. La trasformazione del volontariato nel terzo settore ha significato la sua settorializzazione e la sua burocratizzazione: migliaia di imprese sociali ognuna con il suo settore da coltivare, la sua specializzazione, la sua parcellizzazione di competenze. Si riducono così a 'parastato', a supplenti di un intervento pubblico gia' in origine settorializzato e parcellizzato. In questo modo tali esperienze perdono la loro freschezza orizzontale e sociale in senso lato. Il terzo settore ha perso ormai definitivamente la sua spontaneita'".

Un esempio: "Il presidente della Cariplo, Guzzetti, mi ha telefonato invitandomi a prendere contatti con il nuovo presidente della Fondazione per il Sud, che finanzia molti progetti di volontariato e del terzo settore. Non ci crederete, ma il nuovo presidente della Fondazione e' un generale: il generale Carlo Fiero. Credo che abbia comandato qualche spedizione o qualche battaglione. Ecco, il presidente della Fondazione per il Sud, il cui lavoro e' tutto centrato sulla valorizzazione dei progetti del volontariato e del terzo settore, e' un generale. Ecco che fine ha fatto il terzo settore".(Dires - Redattore sociale)

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L'Osservatorio regionale del volontariato: rispettare gli organi di rappresentanza, agire con trasparenza e creare serenità

E' un vero e proprio atto di denuncia il documento approvato dai componenti autosospesi dell'Osservatorio regionale del volontariato riuniti a Cagliari sotto sede della Presidenza della Giunta. In sostanza i "ribelli" chiedono che siano rispettate le decisioni adottate dagli organismi di rappresentanza del volontariato (Assemblea, Osservatorio e rappresentanti del volontariato nel Co.Ge.); che le Fondazioni bancarie eroghino i fondi di cui la Sardegna in questi anni è stata privata (con richiamo esplicito all'operato della Fondazione Banco di Sardegna) e che ci si impegni a costruire un clima di serenità e di confronto.

Ecco il testo del Documento

 

L’Osservatorio Regionale del Volontariato, autoconvocato e riunitosi in data 26 settembre 2008 a Cagliari, nel giardino prospiciente il Palazzo regionale, assunto come sede della riunione presieduta dalla dr.ssa Giorgina Orgiu, verbalizzante la prof.ssa Maria Luisa Sari, riunione promossa allo scopo di ricordare al Presidente della Giunta regionale che l’organismo deve essere periodicamente convocato,

esaminata la relazione dei rappresentanti del volontariato nel Co.Ge. relativa al biennio 2006-2008,

 

considerata la situazione determinatasi nel Volontariato sardo interessato a decisioni assunte dalla Giunta Regionale senza alcun coinvolgimento dell’Osservatorio

 

ha deliberato quanto segue:

         

 

1.     interpellare il Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato al fine di instaurare un rapporto corretto e proficuo tra i due organismi programmando incontri periodici, creando le premesse per superare l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza del Co.Ge. nella biennalità appena conclusa, che ha ignorato l’esistenza dell’Osservatorio ed ha evitato di perseguire ogni tentativo e forma di dialogo e di incontro con il Volontariato;

 

2.     interpellare il CSV Sardegna Solidale al fine di consolidare e concordare collaborazioni stabili a vantaggio del volontariato sardo;

 

3.     riaffermare la validità e legittimità dei provvedimenti deliberati dall’Assemblea Regionale del Volontariato, unico organismo istituzionale di rappresentanza piena del volontariato cui devono fare riferimento le Istituzioni Regionali. nei loro momenti decisionali d’interesse del Volontariato;

 

4.     chiedere alle Fondazioni Bancarie competenti di erogare con provvedimento d’urgenza al CSV Sardegna Solidale le somme di competenza del fondo ordinario e del fondo perequativo 2007 e 2008;

 

5.     confermare la volontà più volte espressa dal Volontariato sardo di mantenere un unico CSV, territorialmente diffuso e plurale nella sua gestione, secondo le modalità che il Volontariato stesso adotta;

 

6.     chiedere alla Fondazione Banco di Sardegna di operare a favore delle tante Organizzazioni di Volontariato sarde secondo criteri di rispetto dell’autonomia delle medesime e di trasparenza, anche relativamente alla designazione dei rappresentanti del Volontariato nei propri organi statutari;

 

 

 

 

L’Osservatorio considera incoerente e dannosa la mancata concertazione e coordinamento tra il Presidente della RAS e il suo rappresentante istituzionale nel Co.Ge. Sardegna, sul cui operato esprime un giudizio negativo, in quanto non si è mai rapportato né ha mai tenuto conto dei pronunciamenti dell’Assemblea e di questo Organismo, assumendo decisioni istituzionali in totale e singolare autoreferenzialità.

 

L’Osservatorio invita il Consiglio Regionale, la Giunta Regionale, gli Enti Locali, le Fondazioni Bancarie e le Organizzazioni di Volontariato a porre in essere tutte le azioni che possano favorire un clima di serenità e di collaborazione reciproca, nel rispetto dei valori che ispirano l’azione volontaria.

 

La presente delibera, adottata in data odierna, sarà inviata al Presidente dell’Osservatorio, al Presidente del Consiglio Regionale, ai Consiglieri regionali, al Co.Ge. Sardegna, al CSV Sardegna Solidale, all’Osservatorio Nazionale del Volontariato, al Ministro del Welfare, al Presidente del Consiglio dei Ministri, all’ACRI, alla Consulta Nazionale Co.Ge., al CSVnet, ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia, alle Fondazioni Bancarie erogatrici in Sardegna, al Banco di Sardegna e a tutte le Associazioni di volontariato

 

Cagliari, Palazzo della Regione, 26 settembre 2008

 

I componenti autoconvocati dell’Osservatorio Regionale del Volontariato

 

Il Presidente della riunione 

Dr.ssa Giorgina Orgiu

Il Segretario verbalizzante

Prof.ssa Maria Luisa Sari

 

L'Osservatorio regionale del volontariato: rispettare gli organi di rappresentanza, agire con trasparenza e creare serenità

E' un vero e proprio atto di denuncia il documento approvato dai componenti autosospesi dell'Osservatorio regionale del volontariato riuniti a Cagliari sotto sede della Presidenza della Giunta. In sostanza i "ribelli" chiedono che siano rispettate le decisioni adottate dagli organismi di rappresentanza del volontariato (Assemblea, Osservatorio e rappresentanti del volontariato nel Co.Ge.); che le Fondazioni bancarie eroghino i fondi di cui la Sardegna in questi anni è stata privata (con richiamo esplicito all'operato della Fondazione Banco di Sardegna) e che ci si impegni a costruire un clima di serenità e di confronto.

Ecco il testo del Documento

 

L’Osservatorio Regionale del Volontariato, autoconvocato e riunitosi in data 26 settembre 2008 a Cagliari, nel giardino prospiciente il Palazzo regionale, assunto come sede della riunione presieduta dalla dr.ssa Giorgina Orgiu, verbalizzante la prof.ssa Maria Luisa Sari, riunione promossa allo scopo di ricordare al Presidente della Giunta regionale che l’organismo deve essere periodicamente convocato,

esaminata la relazione dei rappresentanti del volontariato nel Co.Ge. relativa al biennio 2006-2008,

 

considerata la situazione determinatasi nel Volontariato sardo interessato a decisioni assunte dalla Giunta Regionale senza alcun coinvolgimento dell’Osservatorio

 

ha deliberato quanto segue:

         

 

1.     interpellare il Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato al fine di instaurare un rapporto corretto e proficuo tra i due organismi programmando incontri periodici, creando le premesse per superare l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza del Co.Ge. nella biennalità appena conclusa, che ha ignorato l’esistenza dell’Osservatorio ed ha evitato di perseguire ogni tentativo e forma di dialogo e di incontro con il Volontariato;

 

2.     interpellare il CSV Sardegna Solidale al fine di consolidare e concordare collaborazioni stabili a vantaggio del volontariato sardo;

 

3.     riaffermare la validità e legittimità dei provvedimenti deliberati dall’Assemblea Regionale del Volontariato, unico organismo istituzionale di rappresentanza piena del volontariato cui devono fare riferimento le Istituzioni Regionali. nei loro momenti decisionali d’interesse del Volontariato;

 

4.     chiedere alle Fondazioni Bancarie competenti di erogare con provvedimento d’urgenza al CSV Sardegna Solidale le somme di competenza del fondo ordinario e del fondo perequativo 2007 e 2008;

 

5.     confermare la volontà più volte espressa dal Volontariato sardo di mantenere un unico CSV, territorialmente diffuso e plurale nella sua gestione, secondo le modalità che il Volontariato stesso adotta;

 

6.     chiedere alla Fondazione Banco di Sardegna di operare a favore delle tante Organizzazioni di Volontariato sarde secondo criteri di rispetto dell’autonomia delle medesime e di trasparenza, anche relativamente alla designazione dei rappresentanti del Volontariato nei propri organi statutari;

 

 

 

 

L’Osservatorio considera incoerente e dannosa la mancata concertazione e coordinamento tra il Presidente della RAS e il suo rappresentante istituzionale nel Co.Ge. Sardegna, sul cui operato esprime un giudizio negativo, in quanto non si è mai rapportato né ha mai tenuto conto dei pronunciamenti dell’Assemblea e di questo Organismo, assumendo decisioni istituzionali in totale e singolare autoreferenzialità.

 

L’Osservatorio invita il Consiglio Regionale, la Giunta Regionale, gli Enti Locali, le Fondazioni Bancarie e le Organizzazioni di Volontariato a porre in essere tutte le azioni che possano favorire un clima di serenità e di collaborazione reciproca, nel rispetto dei valori che ispirano l’azione volontaria.

 

La presente delibera, adottata in data odierna, sarà inviata al Presidente dell’Osservatorio, al Presidente del Consiglio Regionale, ai Consiglieri regionali, al Co.Ge. Sardegna, al CSV Sardegna Solidale, all’Osservatorio Nazionale del Volontariato, al Ministro del Welfare, al Presidente del Consiglio dei Ministri, all’ACRI, alla Consulta Nazionale Co.Ge., al CSVnet, ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia, alle Fondazioni Bancarie erogatrici in Sardegna, al Banco di Sardegna e a tutte le Associazioni di volontariato

 

Cagliari, Palazzo della Regione, 26 settembre 2008

 

I componenti autoconvocati dell’Osservatorio Regionale del Volontariato

 

Il Presidente della riunione 

Dr.ssa Giorgina Orgiu

Il Segretario verbalizzante

Prof.ssa Maria Luisa Sari

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Analisi di un fallimento perseguito e perpetrato con tenacia

I rappresentanti del Volontariato nel Comitato di Gestione dei fondi speciali per il volontariato, a chiusura del mandato biennale dell'organismo, hanno diffuso un report che analizza lucidamente quanto accaduto in seno al Co.Ge.

Si riporta di seguito il testo integrale della relazione:

Il Comitato di gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato chiude il biennio di gestione.

Analisi di un fallimento perseguito e perpetrato con tenacia.

 

L’ agosto 2008 ha visto concludersi il biennio del Comitato di gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato. Come noto la legge 266/91 impone alle Fondazioni Bancarie di assegnare 1/15 dei loro utili al Volontariato attraverso erogazioni al Centro di Servizio per il Volontariato. Tali erogazioni avvengono attraverso un processo di controllo della gestione dei fondi da parte del Comitato di gestione. In Sardegna, per unanime scelta tra Co.Ge e volontariato, da 10 anni opera, con successo crescente, un unico Centro di Servizio per il Volontariato.

 In questo biennio i rapporti tra Co.Ge. e CSV sono stati seriamente compromessi da un conflitto che ha assunto toni sempre più aspri e sgradevoli.

Il Co.Ge. già prima del suo insediamento appariva fortemente sbilanciato da nomine legate al mondo politico in modo trasversale: le Fondazioni Banco di Sardegna e Cariplo, il Consiglio delle Autonomie Locali, la RAS, il Ministero del Welfare nominavano i loro rappresentanti con lo scopo preciso di eliminare o almeno ridimensionare il ruolo assunto negli anni da Sardegna Solidale.

L’insediamento del  CO.GE avviene con 6 mesi di ritardo e dà  luogo all’elezione a maggioranza di un Presidente che appena insediato pone l’esigenza di una gestione “plurale” del CSV ipotizzando subito l’istituzione di tre centri di servizio,  un CSV tematico e un coordinamento regionale dei centri.

Di fronte al rifiuto di una parte del CO.GE. il Presidente ha proceduto ad esautorare, dichiarandoli decaduti, i 4 rappresentanti del Volontariato eletti dalla Assemblea Regionale del Volontariato del novembre 2000 (da allora mai più convocata dai Presidenti della Regione che si sono avvicendati in questi anni!) e ratificati con decreto del Presidente del Consiglio regionale il 3 agosto 2001.

Non potendosi privare del tutto della presenza dei volontari il CO.GE. li nomina “esperti” senza diritto di voto. Tutti e 4, in rapida successione, hanno preferito rassegnare le dimissioni per iscritto, denunciando i metodi usati.

In un clima sempre teso e con un obiettivo preliminarmente costituito in altre sedi,   il Co.Ge. ha concluso il suo biennio con risultati assolutamente fallimentari, e nel contempo ha fortemente limitato e impedito l’attività del CSV Sardegna Solidale erogando solo parzialmente i fondi 2007 e non erogando neppure un centesimo dei fondi dovuti per il 2008 e dei fondi della perequazione. Sei milioni di euro sottratti al sostegno del volontariato sardo, alla formazione dei volontari e alla progettualità sociale.

Quando nell’agosto 2007 i rappresentanti del Volontariato eletti il 30 giugno dall’Assemblea Regionale del Volontariato, convocata e insediata dal Presidente della Giunta Regionale, hanno partecipato alla prima seduta del Co.Ge., si sono ritrovati di fronte una maggioranza precostituita che, pur disconoscendo con motivazioni pretestuose la legittimità dei Volontari a rappresentare il Volontariato, ha cercato in tutti modi di convincerci che per il bene del Volontariato sardo era opportuno dar vita a tre CSV e a un CSV tematico sulla povertà. In realtà le decisioni erano state prese in nostra assenza, si era già deciso in altre stanze e deliberato.

Il 21 marzo 2007 il CO.GE. a maggioranza (contro il voto-parere dei rappresentanti dei volontari) aveva già deliberato di istituire tre centri di servizio a partire dal 01 gennaio 2008 e andò alla ricerca di consensi in seno alle istituzioni, Province e Comuni, per sostenere le proprie decisioni. Gli appelli unitari del volontariato per incontri di chiarimento e di confronto sono risultati inutili. La maggioranza del Co.Ge., pur ricevendo per lo più dissensi e silenzi dalle istituzioni locali, e con qualche consenso pilotato di qualche associazione e pur registrando una valanga di richieste di conferma di un unico CSV dai Coordinamenti Regionali e dalle Associazioni, va dritta nel perseguire il suo disegno precostituito.

Documenti di reti di associazioni, lettere di dirigenti di Associazioni e di volontari si uniscono all’appello sottoscritto da 24 Coordinamenti regionali e da oltre 700 associazioni locali (praticamente tutto il volontariato attivo e  presente in Sardegna).

Tutti chiedono che il CSV Sardegna Solidale, di cui lo stesso CO.GE. riconosce i meriti e il valore della rete costruita in anni di silenzioso lavoro, rimanga l’unico Centro di Servizio per il Volontariato coordinato e diffuso nella rete di Sardegna Solidale, presente capillarmente su tutto il territorio regionale (con ben 40 “sportelli” ubicati presso associazioni di volontariato validamente operative e riconosciute dentro le comunità). Tra le altre giungono le testimonianze di solidarietà di diversi CSV operanti in altri Regioni d’Italia che confermano la validità del lavoro svolto dal CSV Sardegna Solidale e come questo sia stato spesso un esempio da seguire come buona prassi per tanti CSV.

Ignorando qualsiasi invito e appello il Presidente del Co.Ge. pubblica  un avviso a pagamento nella Nuova Sardegna e nel BURAS dove informa della delibera adottata il 21 marzo tendente a realizzare la pluralità dei CSV.

Le richieste dei rappresentanti del Volontariato non vengono mai prese in considerazione, né viene mai fornita una adeguata documentazione sugli atti del Co.Ge.

Non trovando altra sponda il Presidente del Co.Ge usa la relazione della Corte dei Conti dichiaratasi favorevole alla pluralità dei centri, seppure si tratti di una opinione che non rientra tra le prerogative dell’autorevole organismo. Il parere della Corte dei Conti è però positivo … sui Conti in ordine di Sardegna Solidale.

L’incapacità del Co.Ge. di confrontarsi e di realizzare che il disegno precostituito non può passare passivamente, determina la reazione delle Associazioni, dei Coordinamenti che firmano un ricorso al TAR della Sardegna.

In seno al Co.Ge. i rappresentanti dei Volontari non vengono mai informati delle azioni intraprese dal Presidente: appare evidente che questo personaggio agisce eterodiretto e si manifesta esecutore maldestro ed impolitico di ordini esterni.

In un clima velenoso e improduttivo giunge l’ordinanza del TAR a sospendere le azioni intraprese dal Co.Ge.

Il Co.Ge. accusa il colpo. In alcune riunioni cerca di trovare una strada che sembra smarrita: viene lasciata cadere per l’ennesima volta la richiesta dei Volontari presenti nel Co.Ge. per cogliere positivamente l’ordinanza del TAR. Un’occasione per ripartire da zero, ascoltare il Volontariato, operare scelte condivise. Prevale la linea dura: ricorso al Consiglio di Stato.

In tutto questo tempo alcuni esponenti del Co.Ge. si accaniscono contro il CSV Sardegna Solidale sollevando pretestuosi motivi per non erogare i finanziamenti dovuti. La richiesta più volte da noi avanzata per una mediazione nazionale viene lasciata cadere.

Nel Maggio 2008 il Presidente, forse rendendosi conto dei rischi assunti con una linea così chiusa, chiede un tavolo di concertazione nazionale. E’ una richiesta unilaterale, personale anche se fatta a nome del Co.Ge. neppure informato se non per via breve e a decisione assunta. Viene costituita una delegazione che non prende in considerazione neppure per un momento che dovrebbe essere rappresentativa di tutte le posizioni  interne al Co.Ge. Non vengono invitati i Volontari, né viene informato né chiamato in causa uno dei due Vicepresidenti.

La delegazione si incontra a Roma nella sede dell’ACRI. In quell’occasione è apparso chiaro che il disegno precostituito in Sardegna di frantumare l’unità del Volontariato sardo era condiviso dai rappresentanti della Fondazione Cariplo e dall’ACRI. In ogni caso il tavolo di conciliazione faticosamente si avviava, grazie alla determinazione dei rappresentanti del Volontariato, del CSVnet e del CSV e al ruolo propositivo della rappresentanza della Fondazione “Compagnia di S. Paolo”, dando luogo ad un itinerario che avrebbe dovuto creare le condizioni per un dialogo costruttivo tra le parti: erogazione dei fondi pregressi e modalità condivise di assegnazione ed erogazione dei fondi ordinari e perequativi. L’obiettivo condiviso era  raggiungere l’accordo entro il 31 luglio 2008 pur avendo pendente il  ricorso del Co.Ge. al Consiglio di Stato.

Il Presidente del Co.Ge. non farà sapere ai Consiglieri gli esiti del tavolo romano, nè quelli del successivo tavolo tecnico cagliaritano, solo dietro nostra insistenza verrà fornita un’informativa parziale e distorta contraddetta dai documenti scritti che verranno letti nel corso della riunione.

L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma quella del TAR Sardegna, gettando  nel panico la maggioranza del Comitato di Gestione. Occorre fare presto: ed ecco che di punto in bianco vengono d’un colpo annullati tutti gli atti del Co.Ge. assunti nel 2007, che poi vengono subito reiterati aggiornando le presenze, contrarie, dei volontari e dei rappresentanti della Fondazione San Paolo. Una corsa affannosa e meschina in cui emerge ancora una volta il fazioso ruolo del Presidente del Comitato, coadiuvato dai suoi condiscepoli, tra cui si distingue in particolare il rappresentante della Provincia di Cagliari e il serafico rappresentante del Presidente della Regione Sardegna.

L’ultimo colpo di scena avviene nella riunione conclusiva del mandato: il CSv sardegna Solidale chiede notizie circa l’ammanco di 206mila euro dal bilancio consuntivo 2007. Soldi richiesti dal Co.Ge. alle Fondazioni e mai transitati nel Bilancio CSV: prelevati e utilizzati dal Co.Ge, in barba alle leggi vigenti. Un atto di una gravità inaudita che il Co.Ge. non prende neanche in esame, evidentemente sicuro di poter agire illegalmente e impunemente.

Si conclude così il mandato di questo Co.Ge.: in tante riunioni non si è mai potuto parlare di Volontariato, non è mai stata posta alcuna questione che riguardasse il Volontariato, non è mai stata assunta alcuna iniziativa seria per coinvolgere ed ascoltare il Volontariato.

Loro e i loro “mandanti” hanno deciso che il Volontariato Sardo va diviso, anzi spartito per aree e sfere d’influenza politica. Il disegno di lottizzazione prevede un Volontariato asservito e acquiescente alla politichetta: la gestione dei fondi ben pilotata può essere occasione di potere e di consenso.

Con Sardegna Solidale questo non è stato e non è possibile: il Volontariato è rimasto autonomo, libero e legato da una rete di solidarietà che infastidisce chi vuole usare il Volontariato per fini diversi dalla solidarietà.

Noi rappresentanti del Volontariato nel Comitato di Gestione continueremo la nostra battaglia, sapendo di interpretare un mandato chiaro e netto ricevuto all’atto della nostra elezione.  Continueremo ad onorarlo con passione e determinazione.

 

I rappresentanti del Volontariato in seno al Co.Ge. Sardegna

Luciano Bernardi, Roberto Copparoni, Rina Latu, Fernando Nonnis

Settembre 2008

Analisi di un fallimento perseguito e perpetrato con tenacia

I rappresentanti del Volontariato nel Comitato di Gestione dei fondi speciali per il volontariato, a chiusura del mandato biennale dell'organismo, hanno diffuso un report che analizza lucidamente quanto accaduto in seno al Co.Ge.

Si riporta di seguito il testo integrale della relazione:

Il Comitato di gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato chiude il biennio di gestione.

Analisi di un fallimento perseguito e perpetrato con tenacia.

 

L’ agosto 2008 ha visto concludersi il biennio del Comitato di gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato. Come noto la legge 266/91 impone alle Fondazioni Bancarie di assegnare 1/15 dei loro utili al Volontariato attraverso erogazioni al Centro di Servizio per il Volontariato. Tali erogazioni avvengono attraverso un processo di controllo della gestione dei fondi da parte del Comitato di gestione. In Sardegna, per unanime scelta tra Co.Ge e volontariato, da 10 anni opera, con successo crescente, un unico Centro di Servizio per il Volontariato.

 In questo biennio i rapporti tra Co.Ge. e CSV sono stati seriamente compromessi da un conflitto che ha assunto toni sempre più aspri e sgradevoli.

Il Co.Ge. già prima del suo insediamento appariva fortemente sbilanciato da nomine legate al mondo politico in modo trasversale: le Fondazioni Banco di Sardegna e Cariplo, il Consiglio delle Autonomie Locali, la RAS, il Ministero del Welfare nominavano i loro rappresentanti con lo scopo preciso di eliminare o almeno ridimensionare il ruolo assunto negli anni da Sardegna Solidale.

L’insediamento del  CO.GE avviene con 6 mesi di ritardo e dà  luogo all’elezione a maggioranza di un Presidente che appena insediato pone l’esigenza di una gestione “plurale” del CSV ipotizzando subito l’istituzione di tre centri di servizio,  un CSV tematico e un coordinamento regionale dei centri.

Di fronte al rifiuto di una parte del CO.GE. il Presidente ha proceduto ad esautorare, dichiarandoli decaduti, i 4 rappresentanti del Volontariato eletti dalla Assemblea Regionale del Volontariato del novembre 2000 (da allora mai più convocata dai Presidenti della Regione che si sono avvicendati in questi anni!) e ratificati con decreto del Presidente del Consiglio regionale il 3 agosto 2001.

Non potendosi privare del tutto della presenza dei volontari il CO.GE. li nomina “esperti” senza diritto di voto. Tutti e 4, in rapida successione, hanno preferito rassegnare le dimissioni per iscritto, denunciando i metodi usati.

In un clima sempre teso e con un obiettivo preliminarmente costituito in altre sedi,   il Co.Ge. ha concluso il suo biennio con risultati assolutamente fallimentari, e nel contempo ha fortemente limitato e impedito l’attività del CSV Sardegna Solidale erogando solo parzialmente i fondi 2007 e non erogando neppure un centesimo dei fondi dovuti per il 2008 e dei fondi della perequazione. Sei milioni di euro sottratti al sostegno del volontariato sardo, alla formazione dei volontari e alla progettualità sociale.

Quando nell’agosto 2007 i rappresentanti del Volontariato eletti il 30 giugno dall’Assemblea Regionale del Volontariato, convocata e insediata dal Presidente della Giunta Regionale, hanno partecipato alla prima seduta del Co.Ge., si sono ritrovati di fronte una maggioranza precostituita che, pur disconoscendo con motivazioni pretestuose la legittimità dei Volontari a rappresentare il Volontariato, ha cercato in tutti modi di convincerci che per il bene del Volontariato sardo era opportuno dar vita a tre CSV e a un CSV tematico sulla povertà. In realtà le decisioni erano state prese in nostra assenza, si era già deciso in altre stanze e deliberato.

Il 21 marzo 2007 il CO.GE. a maggioranza (contro il voto-parere dei rappresentanti dei volontari) aveva già deliberato di istituire tre centri di servizio a partire dal 01 gennaio 2008 e andò alla ricerca di consensi in seno alle istituzioni, Province e Comuni, per sostenere le proprie decisioni. Gli appelli unitari del volontariato per incontri di chiarimento e di confronto sono risultati inutili. La maggioranza del Co.Ge., pur ricevendo per lo più dissensi e silenzi dalle istituzioni locali, e con qualche consenso pilotato di qualche associazione e pur registrando una valanga di richieste di conferma di un unico CSV dai Coordinamenti Regionali e dalle Associazioni, va dritta nel perseguire il suo disegno precostituito.

Documenti di reti di associazioni, lettere di dirigenti di Associazioni e di volontari si uniscono all’appello sottoscritto da 24 Coordinamenti regionali e da oltre 700 associazioni locali (praticamente tutto il volontariato attivo e  presente in Sardegna).

Tutti chiedono che il CSV Sardegna Solidale, di cui lo stesso CO.GE. riconosce i meriti e il valore della rete costruita in anni di silenzioso lavoro, rimanga l’unico Centro di Servizio per il Volontariato coordinato e diffuso nella rete di Sardegna Solidale, presente capillarmente su tutto il territorio regionale (con ben 40 “sportelli” ubicati presso associazioni di volontariato validamente operative e riconosciute dentro le comunità). Tra le altre giungono le testimonianze di solidarietà di diversi CSV operanti in altri Regioni d’Italia che confermano la validità del lavoro svolto dal CSV Sardegna Solidale e come questo sia stato spesso un esempio da seguire come buona prassi per tanti CSV.

Ignorando qualsiasi invito e appello il Presidente del Co.Ge. pubblica  un avviso a pagamento nella Nuova Sardegna e nel BURAS dove informa della delibera adottata il 21 marzo tendente a realizzare la pluralità dei CSV.

Le richieste dei rappresentanti del Volontariato non vengono mai prese in considerazione, né viene mai fornita una adeguata documentazione sugli atti del Co.Ge.

Non trovando altra sponda il Presidente del Co.Ge usa la relazione della Corte dei Conti dichiaratasi favorevole alla pluralità dei centri, seppure si tratti di una opinione che non rientra tra le prerogative dell’autorevole organismo. Il parere della Corte dei Conti è però positivo … sui Conti in ordine di Sardegna Solidale.

L’incapacità del Co.Ge. di confrontarsi e di realizzare che il disegno precostituito non può passare passivamente, determina la reazione delle Associazioni, dei Coordinamenti che firmano un ricorso al TAR della Sardegna.

In seno al Co.Ge. i rappresentanti dei Volontari non vengono mai informati delle azioni intraprese dal Presidente: appare evidente che questo personaggio agisce eterodiretto e si manifesta esecutore maldestro ed impolitico di ordini esterni.

In un clima velenoso e improduttivo giunge l’ordinanza del TAR a sospendere le azioni intraprese dal Co.Ge.

Il Co.Ge. accusa il colpo. In alcune riunioni cerca di trovare una strada che sembra smarrita: viene lasciata cadere per l’ennesima volta la richiesta dei Volontari presenti nel Co.Ge. per cogliere positivamente l’ordinanza del TAR. Un’occasione per ripartire da zero, ascoltare il Volontariato, operare scelte condivise. Prevale la linea dura: ricorso al Consiglio di Stato.

In tutto questo tempo alcuni esponenti del Co.Ge. si accaniscono contro il CSV Sardegna Solidale sollevando pretestuosi motivi per non erogare i finanziamenti dovuti. La richiesta più volte da noi avanzata per una mediazione nazionale viene lasciata cadere.

Nel Maggio 2008 il Presidente, forse rendendosi conto dei rischi assunti con una linea così chiusa, chiede un tavolo di concertazione nazionale. E’ una richiesta unilaterale, personale anche se fatta a nome del Co.Ge. neppure informato se non per via breve e a decisione assunta. Viene costituita una delegazione che non prende in considerazione neppure per un momento che dovrebbe essere rappresentativa di tutte le posizioni  interne al Co.Ge. Non vengono invitati i Volontari, né viene informato né chiamato in causa uno dei due Vicepresidenti.

La delegazione si incontra a Roma nella sede dell’ACRI. In quell’occasione è apparso chiaro che il disegno precostituito in Sardegna di frantumare l’unità del Volontariato sardo era condiviso dai rappresentanti della Fondazione Cariplo e dall’ACRI. In ogni caso il tavolo di conciliazione faticosamente si avviava, grazie alla determinazione dei rappresentanti del Volontariato, del CSVnet e del CSV e al ruolo propositivo della rappresentanza della Fondazione “Compagnia di S. Paolo”, dando luogo ad un itinerario che avrebbe dovuto creare le condizioni per un dialogo costruttivo tra le parti: erogazione dei fondi pregressi e modalità condivise di assegnazione ed erogazione dei fondi ordinari e perequativi. L’obiettivo condiviso era  raggiungere l’accordo entro il 31 luglio 2008 pur avendo pendente il  ricorso del Co.Ge. al Consiglio di Stato.

Il Presidente del Co.Ge. non farà sapere ai Consiglieri gli esiti del tavolo romano, nè quelli del successivo tavolo tecnico cagliaritano, solo dietro nostra insistenza verrà fornita un’informativa parziale e distorta contraddetta dai documenti scritti che verranno letti nel corso della riunione.

L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma quella del TAR Sardegna, gettando  nel panico la maggioranza del Comitato di Gestione. Occorre fare presto: ed ecco che di punto in bianco vengono d’un colpo annullati tutti gli atti del Co.Ge. assunti nel 2007, che poi vengono subito reiterati aggiornando le presenze, contrarie, dei volontari e dei rappresentanti della Fondazione San Paolo. Una corsa affannosa e meschina in cui emerge ancora una volta il fazioso ruolo del Presidente del Comitato, coadiuvato dai suoi condiscepoli, tra cui si distingue in particolare il rappresentante della Provincia di Cagliari e il serafico rappresentante del Presidente della Regione Sardegna.

L’ultimo colpo di scena avviene nella riunione conclusiva del mandato: il CSv sardegna Solidale chiede notizie circa l’ammanco di 206mila euro dal bilancio consuntivo 2007. Soldi richiesti dal Co.Ge. alle Fondazioni e mai transitati nel Bilancio CSV: prelevati e utilizzati dal Co.Ge, in barba alle leggi vigenti. Un atto di una gravità inaudita che il Co.Ge. non prende neanche in esame, evidentemente sicuro di poter agire illegalmente e impunemente.

Si conclude così il mandato di questo Co.Ge.: in tante riunioni non si è mai potuto parlare di Volontariato, non è mai stata posta alcuna questione che riguardasse il Volontariato, non è mai stata assunta alcuna iniziativa seria per coinvolgere ed ascoltare il Volontariato.

Loro e i loro “mandanti” hanno deciso che il Volontariato Sardo va diviso, anzi spartito per aree e sfere d’influenza politica. Il disegno di lottizzazione prevede un Volontariato asservito e acquiescente alla politichetta: la gestione dei fondi ben pilotata può essere occasione di potere e di consenso.

Con Sardegna Solidale questo non è stato e non è possibile: il Volontariato è rimasto autonomo, libero e legato da una rete di solidarietà che infastidisce chi vuole usare il Volontariato per fini diversi dalla solidarietà.

Noi rappresentanti del Volontariato nel Comitato di Gestione continueremo la nostra battaglia, sapendo di interpretare un mandato chiaro e netto ricevuto all’atto della nostra elezione.  Continueremo ad onorarlo con passione e determinazione.

 

I rappresentanti del Volontariato in seno al Co.Ge. Sardegna

Luciano Bernardi, Roberto Copparoni, Rina Latu, Fernando Nonnis

Settembre 2008

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L'Osservatorio regionale del volontariato si autosospende

Terremoto nell'Osservatorio regionale del Volontariato: 11 componenti (su 12) si autosospendono e ne spiegano le motivazioni in una lettera inviata al Presidente, on. Renato Soru. Si riporta di seguito il testo della lettera:

Al Presidente dell’Osservatorio Regionale

del Volontariato della Sardegna

 

Oggetto: Autosospensione

 

 

I Sottoscritti componenti dell’Osservatorio Regionale del Volontariato, eletti dall’Assemblea regionale del 30 giugno 2007, da Lei convocata e insediata

- considerato che l’Osservatorio Regionale del Volontariato non viene convocato da diversi mesi e che non sono state date risposte alle istanze evidenziate nell’ultimo incontro;

- considerato che il CoGe Sardegna, in dispregio delle delibere dell’Assemblea Regionale del Volontariato e dei pronunciamenti della maggioranza dei componenti dell’Osservatorio e incurante delle ordinanze del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato, intende continuare nel forsennato disegno di lottizzazione della rete del volontariato sardo;

- ritenuto che il Presidente della Giunta Regionale e Presidente dell’Osservatorio regionale del Volontariato sembra avvallare tale disegno non facendo niente per far rispettare le delibere e i pronunciamenti di cui sopra, espressione della volontà democratica dei volontari;

- appurato che il rappresentante della Regione nel CoGe, nominato dal Presidente della Giunta, ha sempre  sostenuto con il suo voto la cancellazione del CSV Sardegna Solidale e l’istituzione di più CSV, contrariamente a quanto richiesto dalla pluralità delle associazioni di volontariato;

- preso atto che nessun atto formale risulta essere stato fatto per favorire una soluzione leale e rispettosa del volere della maggioranza delle associazioni da parte del Presidente della Giunta né che alcun atto formale ha evidenziato la volontà della maggioranza dei componenti dell’Osservatorio regionale del Volontariato;

- preso atto che l’Osservatorio sembra non avere alcuna funzione e che i sottoscritti si sentono spogliati della loro legittima qualità di componenti dell’Osservatorio in quanto libera espressione della volontà dell’Assemblea;

 

per tutti questi ed altri motivi Le comunicano che a far data da oggi

si autosospendono

dall’Osservatorio regionale del Volontariato in attesa di risposte e atti concreti da parte del Presidente.  

 

Cagliari, 18 luglio 2008

 

Mirando Basciu , Emilio Garau, Giorgina Orgiu, Francesca Maulu, Giovanni Demarcus,    Pierpaolo Campus, Maria Luisa Sari, Luigi Podda, Silvio Fanari, Antonio Francioni, Sergio Madeddu

 

 

L'Osservatorio regionale del volontariato si autosospende

Terremoto nell'Osservatorio regionale del Volontariato: 11 componenti (su 12) si autosospendono e ne spiegano le motivazioni in una lettera inviata al Presidente, on. Renato Soru. Si riporta di seguito il testo della lettera:

Al Presidente dell’Osservatorio Regionale

del Volontariato della Sardegna

 

Oggetto: Autosospensione

 

 

I Sottoscritti componenti dell’Osservatorio Regionale del Volontariato, eletti dall’Assemblea regionale del 30 giugno 2007, da Lei convocata e insediata

- considerato che l’Osservatorio Regionale del Volontariato non viene convocato da diversi mesi e che non sono state date risposte alle istanze evidenziate nell’ultimo incontro;

- considerato che il CoGe Sardegna, in dispregio delle delibere dell’Assemblea Regionale del Volontariato e dei pronunciamenti della maggioranza dei componenti dell’Osservatorio e incurante delle ordinanze del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato, intende continuare nel forsennato disegno di lottizzazione della rete del volontariato sardo;

- ritenuto che il Presidente della Giunta Regionale e Presidente dell’Osservatorio regionale del Volontariato sembra avvallare tale disegno non facendo niente per far rispettare le delibere e i pronunciamenti di cui sopra, espressione della volontà democratica dei volontari;

- appurato che il rappresentante della Regione nel CoGe, nominato dal Presidente della Giunta, ha sempre  sostenuto con il suo voto la cancellazione del CSV Sardegna Solidale e l’istituzione di più CSV, contrariamente a quanto richiesto dalla pluralità delle associazioni di volontariato;

- preso atto che nessun atto formale risulta essere stato fatto per favorire una soluzione leale e rispettosa del volere della maggioranza delle associazioni da parte del Presidente della Giunta né che alcun atto formale ha evidenziato la volontà della maggioranza dei componenti dell’Osservatorio regionale del Volontariato;

- preso atto che l’Osservatorio sembra non avere alcuna funzione e che i sottoscritti si sentono spogliati della loro legittima qualità di componenti dell’Osservatorio in quanto libera espressione della volontà dell’Assemblea;

 

per tutti questi ed altri motivi Le comunicano che a far data da oggi

si autosospendono

dall’Osservatorio regionale del Volontariato in attesa di risposte e atti concreti da parte del Presidente.  

 

Cagliari, 18 luglio 2008

 

Mirando Basciu , Emilio Garau, Giorgina Orgiu, Francesca Maulu, Giovanni Demarcus,    Pierpaolo Campus, Maria Luisa Sari, Luigi Podda, Silvio Fanari, Antonio Francioni, Sergio Madeddu

 

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Benvenuto, Santità

 

“Benedetto è Colui che viene

 nel nome del Signore”

 

 

I Volontari della Sardegna

danno il benvenuto a Cagliari

a Sua Santità

Benedetto XVI°.

Benvenuto, Santità!

Benvenuto, Santità

 

“Benedetto è Colui che viene

 nel nome del Signore”

 

 

I Volontari della Sardegna

danno il benvenuto a Cagliari

a Sua Santità

Benedetto XVI°.

Benvenuto, Santità!

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Narcomafie - Dossier Sardegna

E' uscito nei giorni scorsi il numero di Narcomafie luglio/agosto 2008, pubblicato dal Gruppo Abele in collaborazione con Libera. Uno speciale Dossier è dedicato al "caso Sardegna": Una criminalità in bilico tra passato e futuro. Vi sono raccolte importanti testimonianze di amministratori, magistrati, docenti universitari, esponenti della società civile sarda.

Il Dossier Sardegna offre uno spaccato noto e inedito della criminalità e dell'illegalità in Sardegna e conferma la necessità di un vigoroso impegno di frontiera per sottrarre l'Isola dall'incombente rischio di "dominio" da parte di cosche, lobby, boss, gregari e nuovi colletti bianchi.   

Riportiamo di seguito l'editoriale a firma di Livio Pepino

L’EDITORIALE

La mafia che si trasforma in potere
Luglio/Agosto 2008

di Livio Pepino

Esce in questi giorni una pubblicazione che ci piace segnalare, frutto del lavoro di anni di questo giornale.
Si tratta del Nuovo dizionario di mafia e antimafia pubblicato per i tipi di Ega nella collana dei libri di Narcomafie.
Non sta, forse, a noi dirlo, ma si tratta di un evento significativo sul piano politico e culturale. È, infatti, un tentativo di approfondire l’analisi dell’arcipelago mafia intorno a una serie di parole chiave in un momento
in cui, nel disinteresse dei più (ché il tema sembra essere passato di moda), le mafie si stanno riciclando
trasformandosi sempre più in poteri. È, dunque, una occasione propizia per alcune riflessioni sul punto.
C’è, in questa fase politica, un elemento importante e trascurato. È la cosiddetta esternalizzazione dell’uso della forza da parte dei poteri pubblici che si manifesta in forme diverse (dall’impiego in operazioni belliche di forze irregolari, ingaggiate da società private, alla gestione ad opera di agenzie private di prigioni e corpi di sicurezza: i vigilantes diffusi in tutte le società occidentali).
Orbene, la caratteristica della fase è che queste talora funzioni vengono assunte in proprio dalle mafie. Il
fatto, a ben guardare, non è nuovo se persino nella storia della camorra (l’organizzazione che più incarna l’illegalismo
popolare) si trovano casi di esercizio delegato di poteri di polizia (sin dall’epoca borbonica quando, alla
vigilia dell'ingresso a Napoli di Garibaldi, il compito di preservare la città da sollevazioni e disordini venne affidato
ad organizzazioni camorriste). Ma la novità è che ciò ha assunto, negli ultimi decenni, una dimensione per così
dire strutturale. Così, per limitarsi ad alcuni esempi eterogenei, in Russia la mafia gestisce una parte significativa
delle agenzie di sicurezza private, in Colombia il cartello di Cali ha svolto veri e propri compiti di polizia sia nel
garantire l’ordine pubblico in città sia nell’assicurare alle autorità i principali esponenti del cartello rivale di Medellin, così come in Calabria e a Palermo il controllo del territorio nei confronti della microcriminalità di strada
assicurato dalla ’ndrangheta e da Cosa nostra non è stato disdegnato, nei periodi di pax mafiosa, dalle istituzioni.
In sintesi, le mafie si appropriano di poteri e prerogative che nell’organizzazione politica contemporanea sono
monopolio dello Stato e diventano “imprenditori della sicurezza”; e ciò – è questo l'aspetto più significativo e
inquietante – accade non in modo conflittuale (nel senso di una sottrazione di poteri allo Stato) bensì in modo consensuale
(nel senso di una cessione di poteri o di una delega, nei fatti, a esercitarli).
Questo percorso evolutivo delle mafie (e, parallelamente, dell’agire di ampi settori delle classi dirigenti e della politica)
ha incrinato in modo significativo – e talora abbattuto – il tradizionale confine tra lecito e illecito. Ciò, del
resto, si è prima manifestato nel settore dell’economia.
Da tempo è difficile trovare una contrapposizione netta tra economia legale ed economia illecita o mafiosa. Ma questa commistione è sempre più evidente nei processi di globalizzazione che mostrano una evidente crescita della zona grigia
tra ciò che è legale e ciò che non lo è. Scrive Monica Massari nel Dizionario (voce Globalizzazione e criminalità): «La ricerca di profitti crescenti a costi sempre più limitati attraverso la frode, l’inganno e il ricorso sistematico alla negazione dei diritti elementari fa sì che settori crescenti delle cosiddette élites utilizzino frequentemente comportamenti illegali, se non manifestamente criminali, per raggiungere i propri obiettivi. Si tratta dell’emergere di vere e proprie “economie sporche” che trovano una collocazione, talvolta ottimale, nei meandri dell’economia ufficiale: un’arena in cui criminalità organizzata e attori legali tendono a scambiarsi servizi, a offrirsi reciprocamente favori, a promuoversi vicendevolmente nelle loro attività imprenditoriali. Le relazioni esistenti fra globalizzazione e criminalità possono essere viste, secondo questo approccio, nei termini di una sorta di doppio movimento: da un lato assistiamo ad una espansione
del crimine nell’economia – sia di natura lecita che illecita – e, dall’altro, è divenuto evidente un frequente
scivolamento delle élites nella criminalità. Il pendolarismo tra lecito e illecito costituisce una delle caratteristiche
più perverse di questa globalizzazione».
Più in generale, la crescita di una cultura e di una prassi nelle quali il successo e il riconoscimento sociale
sembrano irrimediabilmente collocarsi sul versante esclusivo della capacità di produrre profitti (indipendentemente
dal modo in cui ciò avviene) proietta le mafie in una dimensione di trasformazione tout court in potere. È un tema ineludibile nei tempi medi ma anche in quelli brevi.

 

Narcomafie - Dossier Sardegna

E' uscito nei giorni scorsi il numero di Narcomafie luglio/agosto 2008, pubblicato dal Gruppo Abele in collaborazione con Libera. Uno speciale Dossier è dedicato al "caso Sardegna": Una criminalità in bilico tra passato e futuro. Vi sono raccolte importanti testimonianze di amministratori, magistrati, docenti universitari, esponenti della società civile sarda.

Il Dossier Sardegna offre uno spaccato noto e inedito della criminalità e dell'illegalità in Sardegna e conferma la necessità di un vigoroso impegno di frontiera per sottrarre l'Isola dall'incombente rischio di "dominio" da parte di cosche, lobby, boss, gregari e nuovi colletti bianchi.   

Riportiamo di seguito l'editoriale a firma di Livio Pepino

L’EDITORIALE

La mafia che si trasforma in potere
Luglio/Agosto 2008

di Livio Pepino

Esce in questi giorni una pubblicazione che ci piace segnalare, frutto del lavoro di anni di questo giornale.
Si tratta del Nuovo dizionario di mafia e antimafia pubblicato per i tipi di Ega nella collana dei libri di Narcomafie.
Non sta, forse, a noi dirlo, ma si tratta di un evento significativo sul piano politico e culturale. È, infatti, un tentativo di approfondire l’analisi dell’arcipelago mafia intorno a una serie di parole chiave in un momento
in cui, nel disinteresse dei più (ché il tema sembra essere passato di moda), le mafie si stanno riciclando
trasformandosi sempre più in poteri. È, dunque, una occasione propizia per alcune riflessioni sul punto.
C’è, in questa fase politica, un elemento importante e trascurato. È la cosiddetta esternalizzazione dell’uso della forza da parte dei poteri pubblici che si manifesta in forme diverse (dall’impiego in operazioni belliche di forze irregolari, ingaggiate da società private, alla gestione ad opera di agenzie private di prigioni e corpi di sicurezza: i vigilantes diffusi in tutte le società occidentali).
Orbene, la caratteristica della fase è che queste talora funzioni vengono assunte in proprio dalle mafie. Il
fatto, a ben guardare, non è nuovo se persino nella storia della camorra (l’organizzazione che più incarna l’illegalismo
popolare) si trovano casi di esercizio delegato di poteri di polizia (sin dall’epoca borbonica quando, alla
vigilia dell'ingresso a Napoli di Garibaldi, il compito di preservare la città da sollevazioni e disordini venne affidato
ad organizzazioni camorriste). Ma la novità è che ciò ha assunto, negli ultimi decenni, una dimensione per così
dire strutturale. Così, per limitarsi ad alcuni esempi eterogenei, in Russia la mafia gestisce una parte significativa
delle agenzie di sicurezza private, in Colombia il cartello di Cali ha svolto veri e propri compiti di polizia sia nel
garantire l’ordine pubblico in città sia nell’assicurare alle autorità i principali esponenti del cartello rivale di Medellin, così come in Calabria e a Palermo il controllo del territorio nei confronti della microcriminalità di strada
assicurato dalla ’ndrangheta e da Cosa nostra non è stato disdegnato, nei periodi di pax mafiosa, dalle istituzioni.
In sintesi, le mafie si appropriano di poteri e prerogative che nell’organizzazione politica contemporanea sono
monopolio dello Stato e diventano “imprenditori della sicurezza”; e ciò – è questo l'aspetto più significativo e
inquietante – accade non in modo conflittuale (nel senso di una sottrazione di poteri allo Stato) bensì in modo consensuale
(nel senso di una cessione di poteri o di una delega, nei fatti, a esercitarli).
Questo percorso evolutivo delle mafie (e, parallelamente, dell’agire di ampi settori delle classi dirigenti e della politica)
ha incrinato in modo significativo – e talora abbattuto – il tradizionale confine tra lecito e illecito. Ciò, del
resto, si è prima manifestato nel settore dell’economia.
Da tempo è difficile trovare una contrapposizione netta tra economia legale ed economia illecita o mafiosa. Ma questa commistione è sempre più evidente nei processi di globalizzazione che mostrano una evidente crescita della zona grigia
tra ciò che è legale e ciò che non lo è. Scrive Monica Massari nel Dizionario (voce Globalizzazione e criminalità): «La ricerca di profitti crescenti a costi sempre più limitati attraverso la frode, l’inganno e il ricorso sistematico alla negazione dei diritti elementari fa sì che settori crescenti delle cosiddette élites utilizzino frequentemente comportamenti illegali, se non manifestamente criminali, per raggiungere i propri obiettivi. Si tratta dell’emergere di vere e proprie “economie sporche” che trovano una collocazione, talvolta ottimale, nei meandri dell’economia ufficiale: un’arena in cui criminalità organizzata e attori legali tendono a scambiarsi servizi, a offrirsi reciprocamente favori, a promuoversi vicendevolmente nelle loro attività imprenditoriali. Le relazioni esistenti fra globalizzazione e criminalità possono essere viste, secondo questo approccio, nei termini di una sorta di doppio movimento: da un lato assistiamo ad una espansione
del crimine nell’economia – sia di natura lecita che illecita – e, dall’altro, è divenuto evidente un frequente
scivolamento delle élites nella criminalità. Il pendolarismo tra lecito e illecito costituisce una delle caratteristiche
più perverse di questa globalizzazione».
Più in generale, la crescita di una cultura e di una prassi nelle quali il successo e il riconoscimento sociale
sembrano irrimediabilmente collocarsi sul versante esclusivo della capacità di produrre profitti (indipendentemente
dal modo in cui ciò avviene) proietta le mafie in una dimensione di trasformazione tout court in potere. È un tema ineludibile nei tempi medi ma anche in quelli brevi.

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Sardegna Solidale: una Rete Unitaria e Plurale che cresce e che fa crescere

Sardegna Solidale: una rete unitaria e plurale che cresce e che fa crescere

L’Organigramma del CSV Sardegna Solidale, regolarmente convocato e riunito a Cabras il 28 Giugno 2008

ascoltate le comunicazioni del Presidente del Comitato Promotore don Angelo Pittau, del Presidente e della Direttrice del CSV Sardegna Solidale Gian Piero Farru e Lucia Ibba Paretta;

dopo ampia discussione in cui sono intervenute le diverse espressioni del territorio e della rete associativa;

·        esprime generale soddisfazione per l’avvio delle manifestazioni per il decennale di attività del CSV Sardegna Solidale, insieme alla gratitudine a tutti i volontari che hanno reso possibili i successi finora raggiunti;

·        esprime piena soddisfazione per le sentenze favorevoli della giustizia amministrativa, di primo e secondo grado, che ha sospeso gli atti illegittimi del Comitato di Gestione il quale, con pretesti ingiustificati, ha impedito la regolare attività del CSV;

·        denuncia l’evidente atteggiamento di ostilità da parte del Co.Ge. che ancora persiste nei suoi colpevoli inadempimenti anche rispetto agli accordi sottoscritti sul Tavolo nazionale di Concertazione, aggravando ancor di più lo stato del conflitto e recando ulteriori danni al CSV Sardegna Solidale e a tutto il volontariato sardo;

·        esprime piena solidarietà ai rappresentanti del volontariato nel Co.Ge. eletti dall’Assemblea regionale del Volontariato del 30 giugno 2007, per la ferma resistenza operata all’interno dell’organismo in difesa delle decisioni unanimemente votate dall’Assemblea;

·        manifesta totale dissenso circa l’impunità di cui sembra godere il Co.Ge. anche in presenza di atti gravi e di comportamenti illegittimi:

·        denuncia l’appoggio politico di cui sembra godere il Co.Ge. da parte di alcune aree ed espressioni della politica regionale e nazionale;

·        denuncia il ruolo assunto dalla Fondazione Banco di Sardegna e dai suoi organi di governo e di controllo politico in questa vicenda;

·        esprime la ferma volontà di continuare a combattere contro i tentativi di distruggere quanto costruito con fatica e con successo dal volontariato sardo, denunciando anche in sede penale i singoli membri del Co.Ge. responsabili di tali tentativi;

·        esprime la volontà di continuare l’esperienza di Sardegna Solidale indipendentemente da ogni atto ed evento esterno in quanto fonda la propria azione di volontariato sui valori della libertà e della gratuità;

a questo fine si adopera da subito a

·        rafforzare la struttura del CSV Sardegna Solidale per rafforzare la rete della solidarietà con il coinvolgimento di più associazioni;

·        ridefinire la governance del CSV con l’allargamento associativo all’interno del Comitato Promotore perché gli organi di governo siano sempre più espressione di una più larga base associativa del volontariato;

·        porre con forza il problema del ruolo politico del volontariato come attore sociale primario che, nella difesa della propria libertà e autonomia, è interlocutore paritario delle istituzioni a tutti i livelli  e combatte i tentativi di condizionare le sue scelte e di rompere la sua unità messi in atto, con segnali di dubbia “beneficenza” verso singole associazioni, da parte di alcuni soggetti istituzionali;

·        attivare iniziative che restituiscano al volontariato nel suo complesso l’originalità delle sue azioni di sviluppo sociale e di attenzione ai bisogni  e ai diritti dei cittadini;

·        confermare l’impegno specifico del volontariato che in piena gratuità e libertà si prende cura delle persone e dei territori, auspicando che questa sua caratteristica si mantenga forte e si renda sempre più visibile e riconoscibile.

Atto di Indirizzo approvato all’unanimità dall’organigramma del CSV Sardegna Solidale

Cabras, 28 giugno 2008

Sardegna Solidale: una Rete Unitaria e Plurale che cresce e che fa crescere

Sardegna Solidale: una rete unitaria e plurale che cresce e che fa crescere

L’Organigramma del CSV Sardegna Solidale, regolarmente convocato e riunito a Cabras il 28 Giugno 2008

ascoltate le comunicazioni del Presidente del Comitato Promotore don Angelo Pittau, del Presidente e della Direttrice del CSV Sardegna Solidale Gian Piero Farru e Lucia Ibba Paretta;

dopo ampia discussione in cui sono intervenute le diverse espressioni del territorio e della rete associativa;

·        esprime generale soddisfazione per l’avvio delle manifestazioni per il decennale di attività del CSV Sardegna Solidale, insieme alla gratitudine a tutti i volontari che hanno reso possibili i successi finora raggiunti;

·        esprime piena soddisfazione per le sentenze favorevoli della giustizia amministrativa, di primo e secondo grado, che ha sospeso gli atti illegittimi del Comitato di Gestione il quale, con pretesti ingiustificati, ha impedito la regolare attività del CSV;

·        denuncia l’evidente atteggiamento di ostilità da parte del Co.Ge. che ancora persiste nei suoi colpevoli inadempimenti anche rispetto agli accordi sottoscritti sul Tavolo nazionale di Concertazione, aggravando ancor di più lo stato del conflitto e recando ulteriori danni al CSV Sardegna Solidale e a tutto il volontariato sardo;

·        esprime piena solidarietà ai rappresentanti del volontariato nel Co.Ge. eletti dall’Assemblea regionale del Volontariato del 30 giugno 2007, per la ferma resistenza operata all’interno dell’organismo in difesa delle decisioni unanimemente votate dall’Assemblea;

·        manifesta totale dissenso circa l’impunità di cui sembra godere il Co.Ge. anche in presenza di atti gravi e di comportamenti illegittimi:

·        denuncia l’appoggio politico di cui sembra godere il Co.Ge. da parte di alcune aree ed espressioni della politica regionale e nazionale;

·        denuncia il ruolo assunto dalla Fondazione Banco di Sardegna e dai suoi organi di governo e di controllo politico in questa vicenda;

·        esprime la ferma volontà di continuare a combattere contro i tentativi di distruggere quanto costruito con fatica e con successo dal volontariato sardo, denunciando anche in sede penale i singoli membri del Co.Ge. responsabili di tali tentativi;

·        esprime la volontà di continuare l’esperienza di Sardegna Solidale indipendentemente da ogni atto ed evento esterno in quanto fonda la propria azione di volontariato sui valori della libertà e della gratuità;

a questo fine si adopera da subito a

·        rafforzare la struttura del CSV Sardegna Solidale per rafforzare la rete della solidarietà con il coinvolgimento di più associazioni;

·        ridefinire la governance del CSV con l’allargamento associativo all’interno del Comitato Promotore perché gli organi di governo siano sempre più espressione di una più larga base associativa del volontariato;

·        porre con forza il problema del ruolo politico del volontariato come attore sociale primario che, nella difesa della propria libertà e autonomia, è interlocutore paritario delle istituzioni a tutti i livelli  e combatte i tentativi di condizionare le sue scelte e di rompere la sua unità messi in atto, con segnali di dubbia “beneficenza” verso singole associazioni, da parte di alcuni soggetti istituzionali;

·        attivare iniziative che restituiscano al volontariato nel suo complesso l’originalità delle sue azioni di sviluppo sociale e di attenzione ai bisogni  e ai diritti dei cittadini;

·        confermare l’impegno specifico del volontariato che in piena gratuità e libertà si prende cura delle persone e dei territori, auspicando che questa sua caratteristica si mantenga forte e si renda sempre più visibile e riconoscibile.

Atto di Indirizzo approvato all’unanimità dall’organigramma del CSV Sardegna Solidale

Cabras, 28 giugno 2008

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L'esito del Consiglio di Stato sconfessa la disinvolta gestione del Co.Ge.

I sottoscritti Consiglieri del Co.Ge. Sardegna, Rappresentanti del Volontariato Sardo, esprimono viva soddisfazione per l’esito del Ricorso al Consiglio di Stato, deciso dalla maggioranza del Co.Ge. avverso l’ordinanza del TAR Sardegna del 14.03.08 che dispose la sospensiva delle deliberazioni assunte dal Co.Ge. in assenza dei volontari.

Spiace sottolineare che della decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso del Co.Ge. si è venuti a conoscenza da fonti estranee al Co.Ge., e da un comunicato stampa del CSV Sardegna Solidale.

Nella sostanza l’esito del Consiglio di Stato significa che tutti gli atti assunti dal Co.Ge. in assenza dei volontari sono sospesi e quindi inefficaci: in particolare la cancellazione del CSV Sardegna Solidale e il bando per la costituzione di tre CSV territoriali e di uno tematico. La maggioranza del Co.Ge. aveva confidato che il Consiglio di Stato, annullando l’ordinanza del TAR Sardegna, validasse gli atti deliberati in assenza dei volontari.

La decisione del Consiglio di Stato, invece, sconfessa la disinvolta gestione del Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato. Un Comitato uscito delegittimato nella sua presunta intenzione di “affermare la legalità” violando di fatto il diritto, le regole democratiche e il buonsenso.

Le decisioni del TAR e del Consiglio di Stato indicano al Co.Ge. due strade:

1 - quella di diritto, che sancisce la piena funzionalità legale del CSV Sardegna Solidale ad esistere e operare, e al quale vanno assegnate subito le risorse dei fondi residui dell’annualità 2007, dell’intero fondo perequativo 2007 e del fondo ordinario e perequativo 2008.

2 - quella etica che imporrebbe ai membri del Co.Ge. di rassegnare le dimissioni a fronte del disastroso risultato raggiunto dall’attuale gestione, caratterizzatasi per arroganza e presunzione e per la totale assenza di dialogo e di confronto con il volontariato, unita alla palese ignoranza delle funzioni delle rappresentanze elettive e di designazione.

Questo aspetto avevamo segnalato al Co.Ge. al momento del nostro insediamento: i quattro rappresentanti del Volontariato sono una presenza minoritaria all’interno del Co.Ge., ma non possono non essere ascoltati in quanto rappresentanti legittimi di un’Assemblea Regionale elettiva, pubblica, democratica e validata dalla massima autorità regionale.

Quanto accaduto in questi lunghi mesi ha prodotto gravi danni al Volontariato sardo, privato dei fondi per la formazione, per la progettazione sociale, per le collaborazioni, con i servizi erogati solo grazie alla dedizione dei Volontari dei Sa.Sol. Point ma limitati dalle sempre più scarse risorse materiali. Per non parlare dei ritardi accumulati e dei conflitti innescati.

 Il Co. Ge. è responsabile diretto delle macerie che ha prodotto, tra queste quelle più gravi sono rappresentate dal palese, costante, imperterrito perseguimento di un disegno precostituito volto a ingabbiare il Volontariato Sardo in un recinto politico e di potere facilmente controllabile previa dissoluzione della rete costruita da Sardegna Solidale, cioè dalla rappresentanza della schiacciante maggioranza del Volontariato Sardo.

A questo disegno si sono prestati di fatto rappresentanti delle Istituzioni e di alcune Fondazioni Bancarie recando danno sia al Volontariato che alle Istituzioni ed Enti e Fondazioni che li hanno designati.

Oggi noi confidiamo che le decisioni dei due organi amministrativi riconducano finalmente i colleghi del Co.Ge. sulla strada del buon senso, della democrazia e della legalità.

In particolare confidiamo che il tavolo di concertazione con CSVnet, CSV Sardegna Solidale, Consulta Nazionale Co.Ge., ACRI, Fondazione Cariplo, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Banco di  Sardegna, istituito allo scopo di affrontare il contenzioso in atto, venga prontamente riunito per trovare in quella sede le mediazioni più adeguate e rispondenti al bisogno di unità del Volontariato Sardo.

Da parte nostra continueremo a vigilare per il rispetto della legalità e delle linee che il Volontariato Sardo si è dato nell’Assemblea Regionale del 30 giugno 2007.

 

Comunicato Stampa dei Rappresentanti del Volontariato Sardo in seno al Co.Ge. Sardegna: Fernando Nonnis, Rina Latu, Roberto Copparoni, Luciano Bernardi.

 

L'esito del Consiglio di Stato sconfessa la disinvolta gestione del Co.Ge.

I sottoscritti Consiglieri del Co.Ge. Sardegna, Rappresentanti del Volontariato Sardo, esprimono viva soddisfazione per l’esito del Ricorso al Consiglio di Stato, deciso dalla maggioranza del Co.Ge. avverso l’ordinanza del TAR Sardegna del 14.03.08 che dispose la sospensiva delle deliberazioni assunte dal Co.Ge. in assenza dei volontari.

Spiace sottolineare che della decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso del Co.Ge. si è venuti a conoscenza da fonti estranee al Co.Ge., e da un comunicato stampa del CSV Sardegna Solidale.

Nella sostanza l’esito del Consiglio di Stato significa che tutti gli atti assunti dal Co.Ge. in assenza dei volontari sono sospesi e quindi inefficaci: in particolare la cancellazione del CSV Sardegna Solidale e il bando per la costituzione di tre CSV territoriali e di uno tematico. La maggioranza del Co.Ge. aveva confidato che il Consiglio di Stato, annullando l’ordinanza del TAR Sardegna, validasse gli atti deliberati in assenza dei volontari.

La decisione del Consiglio di Stato, invece, sconfessa la disinvolta gestione del Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato. Un Comitato uscito delegittimato nella sua presunta intenzione di “affermare la legalità” violando di fatto il diritto, le regole democratiche e il buonsenso.

Le decisioni del TAR e del Consiglio di Stato indicano al Co.Ge. due strade:

1 - quella di diritto, che sancisce la piena funzionalità legale del CSV Sardegna Solidale ad esistere e operare, e al quale vanno assegnate subito le risorse dei fondi residui dell’annualità 2007, dell’intero fondo perequativo 2007 e del fondo ordinario e perequativo 2008.

2 - quella etica che imporrebbe ai membri del Co.Ge. di rassegnare le dimissioni a fronte del disastroso risultato raggiunto dall’attuale gestione, caratterizzatasi per arroganza e presunzione e per la totale assenza di dialogo e di confronto con il volontariato, unita alla palese ignoranza delle funzioni delle rappresentanze elettive e di designazione.

Questo aspetto avevamo segnalato al Co.Ge. al momento del nostro insediamento: i quattro rappresentanti del Volontariato sono una presenza minoritaria all’interno del Co.Ge., ma non possono non essere ascoltati in quanto rappresentanti legittimi di un’Assemblea Regionale elettiva, pubblica, democratica e validata dalla massima autorità regionale.

Quanto accaduto in questi lunghi mesi ha prodotto gravi danni al Volontariato sardo, privato dei fondi per la formazione, per la progettazione sociale, per le collaborazioni, con i servizi erogati solo grazie alla dedizione dei Volontari dei Sa.Sol. Point ma limitati dalle sempre più scarse risorse materiali. Per non parlare dei ritardi accumulati e dei conflitti innescati.

 Il Co. Ge. è responsabile diretto delle macerie che ha prodotto, tra queste quelle più gravi sono rappresentate dal palese, costante, imperterrito perseguimento di un disegno precostituito volto a ingabbiare il Volontariato Sardo in un recinto politico e di potere facilmente controllabile previa dissoluzione della rete costruita da Sardegna Solidale, cioè dalla rappresentanza della schiacciante maggioranza del Volontariato Sardo.

A questo disegno si sono prestati di fatto rappresentanti delle Istituzioni e di alcune Fondazioni Bancarie recando danno sia al Volontariato che alle Istituzioni ed Enti e Fondazioni che li hanno designati.

Oggi noi confidiamo che le decisioni dei due organi amministrativi riconducano finalmente i colleghi del Co.Ge. sulla strada del buon senso, della democrazia e della legalità.

In particolare confidiamo che il tavolo di concertazione con CSVnet, CSV Sardegna Solidale, Consulta Nazionale Co.Ge., ACRI, Fondazione Cariplo, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Banco di  Sardegna, istituito allo scopo di affrontare il contenzioso in atto, venga prontamente riunito per trovare in quella sede le mediazioni più adeguate e rispondenti al bisogno di unità del Volontariato Sardo.

Da parte nostra continueremo a vigilare per il rispetto della legalità e delle linee che il Volontariato Sardo si è dato nell’Assemblea Regionale del 30 giugno 2007.

 

Comunicato Stampa dei Rappresentanti del Volontariato Sardo in seno al Co.Ge. Sardegna: Fernando Nonnis, Rina Latu, Roberto Copparoni, Luciano Bernardi.

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Il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Co.Ge. Sardegna

Il Consiglio di Stato, nella camera di consiglio del 10 giugno u.s., ha respinto il ricorso proposto dal Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato della Sardegna contro l'ordinanza di sospensiva pronunciata nel marzo scorso dal TAR Sardegna riguardo le deliberazioni adottate dal medesimo CoGe senza i rappresentanti del volontariato e contro le decisioni prese dagli organi rappresentativi del volontariato in Sardegna (Assemblea regionale del volontariato e Osservatorio regionale).

"Un altro importantissimo passo avanti - ha dichiarato Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale - nella dimostrazione dell'inconsistenza delle inopportune e dannose decisioni prese dal CoGe, sprezzante di qualsiasi principio democratico, incurante dei numerosissimi appelli che tutto il volontariato sardo in questi mesi ha lanciato in tutte le sedi e in diversi modi."

Le associazioni che si sono opposte alle decisioni del CoGe incassano il lusinghiero ed incoraggiante esito del Consiglio di Stato e chiedono che i fautori dei conflitti, dei ritardi e dei danni prodotti contro il volontariato sardo (mandanti e mandatari) traggano le dovute conseguenze rassegnando le dimissioni dall'incarico che, evidentemente, non sono stati in grado di assolvere.

Il 28 giugno p.v., intanto, iniziano in tutta la Sardegna le manifestazioni per la ricorrenza del 10 anniversario del CSV Sardegna Solidale.  

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Co.Ge. Sardegna

Il Consiglio di Stato, nella camera di consiglio del 10 giugno u.s., ha respinto il ricorso proposto dal Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato della Sardegna contro l'ordinanza di sospensiva pronunciata nel marzo scorso dal TAR Sardegna riguardo le deliberazioni adottate dal medesimo CoGe senza i rappresentanti del volontariato e contro le decisioni prese dagli organi rappresentativi del volontariato in Sardegna (Assemblea regionale del volontariato e Osservatorio regionale).

"Un altro importantissimo passo avanti - ha dichiarato Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale - nella dimostrazione dell'inconsistenza delle inopportune e dannose decisioni prese dal CoGe, sprezzante di qualsiasi principio democratico, incurante dei numerosissimi appelli che tutto il volontariato sardo in questi mesi ha lanciato in tutte le sedi e in diversi modi."

Le associazioni che si sono opposte alle decisioni del CoGe incassano il lusinghiero ed incoraggiante esito del Consiglio di Stato e chiedono che i fautori dei conflitti, dei ritardi e dei danni prodotti contro il volontariato sardo (mandanti e mandatari) traggano le dovute conseguenze rassegnando le dimissioni dall'incarico che, evidentemente, non sono stati in grado di assolvere.

Il 28 giugno p.v., intanto, iniziano in tutta la Sardegna le manifestazioni per la ricorrenza del 10 anniversario del CSV Sardegna Solidale.  

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Persone e sicurezza: Io chiedo scusa

Io chiedo scusa    

Cara signora, ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie.

Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un’espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese - reti da materasso a fare da sponda - una scritta: “ferrovecchi”.
Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti.
Nel nostro Paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza. È un’esigenza sacrosanta, la sicurezza. Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. È il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo. Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi. Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà. Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo - essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene - doveva servire per reintegrare nella comunità, per riaccogliere. Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.
Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando. Sta franando di fronte alle paure della gente. Paure provocate dall’insicurezza economica - che riguarda un numero sempre maggiore di persone - e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l’insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.
Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un’immagine. È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio - alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un’informazione a volte pronta a fomentare odi e paure - funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.
Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose. La storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell’idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l’hanno provato sulla loro pelle.
Lo ripeto, non si tratta di “giustificare” il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato. E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d’illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché “depenalizzate” nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta. Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l’attenzione delle forze dell’ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.
Vorrei però anche darLe un segno di speranza. Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel “sociale”, nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un’altra sicurezza è possibile. Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.
La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale. Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un “reato d’immigrazione clandestina” nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.
Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda - anche per essere stati figli e nipoti di migranti - continuano a nutrire.
La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine. E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s’impegnano per un mondo più giusto e più umano.

Don Luigi Ciotti
Presidente del «Gruppo Abele» e di «Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie»

pubblicato da L'Unità del 16 maggio 2008

 

Persone e sicurezza: Io chiedo scusa

Io chiedo scusa    

Cara signora, ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie.

Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un’espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese - reti da materasso a fare da sponda - una scritta: “ferrovecchi”.
Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti.
Nel nostro Paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza. È un’esigenza sacrosanta, la sicurezza. Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. È il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo. Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi. Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà. Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo - essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene - doveva servire per reintegrare nella comunità, per riaccogliere. Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.
Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando. Sta franando di fronte alle paure della gente. Paure provocate dall’insicurezza economica - che riguarda un numero sempre maggiore di persone - e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l’insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.
Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un’immagine. È come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio - alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un’informazione a volte pronta a fomentare odi e paure - funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.
Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose. La storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell’idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l’hanno provato sulla loro pelle.
Lo ripeto, non si tratta di “giustificare” il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato. E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d’illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché “depenalizzate” nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta. Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l’attenzione delle forze dell’ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.
Vorrei però anche darLe un segno di speranza. Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel “sociale”, nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un’altra sicurezza è possibile. Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.
La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale. Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un “reato d’immigrazione clandestina” nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.
Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda - anche per essere stati figli e nipoti di migranti - continuano a nutrire.
La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine. E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s’impegnano per un mondo più giusto e più umano.

Don Luigi Ciotti
Presidente del «Gruppo Abele» e di «Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie»

pubblicato da L'Unità del 16 maggio 2008

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Il 26 aprile a Gavoi per ricordare Dina

Ricordando Dina

Il 26 marzo del 2008 mani assassine hanno spezzato la vita di Dina Dore, giovane mamma di Gavoi. Il 26 aprile 2008, nella ricorrenza del trigesimo, associazioni e cittadini si sono ritrovate a Gavoi per esprimere solidarietà concreta alla famiglia e ai parenti di Dina e per incoraggiare la comunità civile ed ecclesiale.  La presenza di don Luigi Ciotti, presidente nazionale di LIBERA, ha incoraggiato la famiglai e la comunità.

Dopo la visita privata alle famiglie colpite dal vile assassinio di Dina, don Ciotti ha incontrato la comunità di Gavoi e i numerosi volontari venuti da tutta la Sardegna nella piazza del Comune. "Sono venuto per incontrare Dina e l'ho incontrata nei volti e nelle parole dei suoi famigliari" ha detto don Ciotti che ha auspicato che la giustizia facia il suo corso il tempi brevi per dare risposte ai tanti interrogativi che agitano la comunità.

Durante la celebrazione della messa ha incoraggiato i parenti di Dina (marito e figlia in primis) a non cadere nello sconforto e a sentire la solidarietà e la vicinanza di tante persone.

La visita privata in cimitero sulla tomba di Dina ha concluso la giornata di commemorazione.

Gavoi - 26 aprile 2008

Ore 15,00   Visita privata alla famiglia

Ore 16,30   Incontro nell’Aula Consiliare del Comune

Ore 18,30  Santa Messa

 Ore 19,30 Visita in cimitero

La giornata ha rappresentato un momento forte dell'impegno di tanti cittadini sardi per la difesa della convivenza civile, della giustizia e della vita contro la cultura della violenza, della sopraffazione e della morte.

Il 26 aprile a Gavoi per ricordare Dina

Ricordando Dina

Il 26 marzo del 2008 mani assassine hanno spezzato la vita di Dina Dore, giovane mamma di Gavoi. Il 26 aprile 2008, nella ricorrenza del trigesimo, associazioni e cittadini si sono ritrovate a Gavoi per esprimere solidarietà concreta alla famiglia e ai parenti di Dina e per incoraggiare la comunità civile ed ecclesiale.  La presenza di don Luigi Ciotti, presidente nazionale di LIBERA, ha incoraggiato la famiglai e la comunità.

Dopo la visita privata alle famiglie colpite dal vile assassinio di Dina, don Ciotti ha incontrato la comunità di Gavoi e i numerosi volontari venuti da tutta la Sardegna nella piazza del Comune. "Sono venuto per incontrare Dina e l'ho incontrata nei volti e nelle parole dei suoi famigliari" ha detto don Ciotti che ha auspicato che la giustizia facia il suo corso il tempi brevi per dare risposte ai tanti interrogativi che agitano la comunità.

Durante la celebrazione della messa ha incoraggiato i parenti di Dina (marito e figlia in primis) a non cadere nello sconforto e a sentire la solidarietà e la vicinanza di tante persone.

La visita privata in cimitero sulla tomba di Dina ha concluso la giornata di commemorazione.

Gavoi - 26 aprile 2008

Ore 15,00   Visita privata alla famiglia

Ore 16,30   Incontro nell’Aula Consiliare del Comune

Ore 18,30  Santa Messa

 Ore 19,30 Visita in cimitero

La giornata ha rappresentato un momento forte dell'impegno di tanti cittadini sardi per la difesa della convivenza civile, della giustizia e della vita contro la cultura della violenza, della sopraffazione e della morte.

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Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

 Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

Il Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale non verrà cancellato. Lo ha deciso il Tar della Sardegna che questa mattina ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal CSv Sardegna Solidale e da numerose associazioni di volontariato della Sardegna contro i provvedimenti di una parte del Coge (Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato) relativi all’eliminazione dell’organismo che in questi anni con grande dedizione ha curato la rete delle associazioni di volontari nell’isola e al bando per l’istituzione di nuovi frazionati CSV, mai richiesti dal volontariato.

Su richiesta di numerose associazioni rappresentate dagli studi legali dell’Avv. Federico Palomba, dell’Avv. Luca Sannio, dell’Avv. Carlo Castelli e – in rappresentanza del Coordinamento nazionale dei CSV d’Italia - dell’Avv. Grassi, il Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso le decisioni contestate fino al dicembre del 2008, mese in cui i giudici hanno fissato l’udienza per entrare nel merito della questione.

“C’è grande soddisfazione per questo importante pronunciamento del TAR – ha detto il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - Contro la decisione di cancellare la rete unitaria costruita da Sardegna Solidale si era già espresso unanimemente il mondo del volontariato sardo nell’Assemblea Regionale del giugno scorso e l’Osservatorio regionale del volontariato, organismo istituzionale di rappresentanza del volontariato. In questi mesi, tutto il movimento del volontariato in Sardegna ha lottato per difendere la sua autonomia e la sua indipendenza da attacchi esterni. Questo è il risultato di un impegno corale profuso dai volontari di tutta la Sardegna, con il sostegno del volontariato nazionale”.

 

Cagliari, 13 marzo 2008

 

Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

 Il TAR Sardegna sospende i provvedimenti del Co.Ge.

Il Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale non verrà cancellato. Lo ha deciso il Tar della Sardegna che questa mattina ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal CSv Sardegna Solidale e da numerose associazioni di volontariato della Sardegna contro i provvedimenti di una parte del Coge (Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato) relativi all’eliminazione dell’organismo che in questi anni con grande dedizione ha curato la rete delle associazioni di volontari nell’isola e al bando per l’istituzione di nuovi frazionati CSV, mai richiesti dal volontariato.

Su richiesta di numerose associazioni rappresentate dagli studi legali dell’Avv. Federico Palomba, dell’Avv. Luca Sannio, dell’Avv. Carlo Castelli e – in rappresentanza del Coordinamento nazionale dei CSV d’Italia - dell’Avv. Grassi, il Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso le decisioni contestate fino al dicembre del 2008, mese in cui i giudici hanno fissato l’udienza per entrare nel merito della questione.

“C’è grande soddisfazione per questo importante pronunciamento del TAR – ha detto il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - Contro la decisione di cancellare la rete unitaria costruita da Sardegna Solidale si era già espresso unanimemente il mondo del volontariato sardo nell’Assemblea Regionale del giugno scorso e l’Osservatorio regionale del volontariato, organismo istituzionale di rappresentanza del volontariato. In questi mesi, tutto il movimento del volontariato in Sardegna ha lottato per difendere la sua autonomia e la sua indipendenza da attacchi esterni. Questo è il risultato di un impegno corale profuso dai volontari di tutta la Sardegna, con il sostegno del volontariato nazionale”.

 

Cagliari, 13 marzo 2008

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Al via l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna

Ha preso avvio il 01 marzo l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con la FEO-FIVOL - Fondazione Europa Occupazione e Volontariato.

Coordinatore scientifico dell'indagine è il dr. Renato Frisanco, autorevole ricercatore, che nei giorni scorsi ha incontrato tutti i referenti dei Sa.Sol. Point del CSV Sardegna Solidale e i giovani in servizio civile presso i medesimi Sa.Sol. Point.

Saranno proprio questi ultimi - adeguatamente preparati - gli intervistatori che intervisteranno il campione predisposto dal ricercatore e che, alla fine di aprile, permetterà di poter disporre di oltre 900 interviste-questionari.

Un report finale, che si preannuncia particolarmente atteso e corposo, darà l'esito della ricerca e dell'indagine.

"E' una delle più approfondite ricerche mai fatte in Italia nel settore", ha commentato il dr. Frisanco, nel presentare il lavoro.

"E' un'opportunità di profonda ulteriore conoscenza del fenomeno volontariato in Sardegna" ha affermato il prof. Giampiero Farru. "Una fotografia che ci permetterà di programmare con la giusta misura servizi e attività".

 

Al via l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna

Ha preso avvio il 01 marzo l'indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con la FEO-FIVOL - Fondazione Europa Occupazione e Volontariato.

Coordinatore scientifico dell'indagine è il dr. Renato Frisanco, autorevole ricercatore, che nei giorni scorsi ha incontrato tutti i referenti dei Sa.Sol. Point del CSV Sardegna Solidale e i giovani in servizio civile presso i medesimi Sa.Sol. Point.

Saranno proprio questi ultimi - adeguatamente preparati - gli intervistatori che intervisteranno il campione predisposto dal ricercatore e che, alla fine di aprile, permetterà di poter disporre di oltre 900 interviste-questionari.

Un report finale, che si preannuncia particolarmente atteso e corposo, darà l'esito della ricerca e dell'indagine.

"E' una delle più approfondite ricerche mai fatte in Italia nel settore", ha commentato il dr. Frisanco, nel presentare il lavoro.

"E' un'opportunità di profonda ulteriore conoscenza del fenomeno volontariato in Sardegna" ha affermato il prof. Giampiero Farru. "Una fotografia che ci permetterà di programmare con la giusta misura servizi e attività".

 

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I Cento Passi verso il 15 marzo - Le iniziative in Sardegna

Sono decine e dislocate in tutto il territorio regionale le iniziative promosse "verso il 15 marzo in Sardegna". Si comincia a Sassari il 15 febbraio e si conclude a Bari con la partecipazione alla XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafie.

Cagliari, Dorgali, Oristano, Sassari, Iglesias, Villaputzu, Selargius, Guspini, Tortolì e Gergei sono alcune delle "tappe" del percorso con temi di estrema attualità e di forte emergenza.

Tutte le iniziative si avvalgono di collaboratori qualificati e competenti impegnati sul livello locale e sul livello nazionale.

Animare il territorio per convergere nella grande manifestazione di Bari con una finalità comune: contrastare le mafie e la criminalità organizzata, restituire dignità alle persone e ai territori, affermare il valore dei principi e delle regole, costruire bene comune.

Nella sezione Documentazione "verso il 15 marzo" del portale è possibile scaricare il depliant con tutte le iniziative in programma 

Banner

http://www.memoriaeimpegno.it referrer=memoria e impegno" target="_blank">

 

I Cento Passi verso il 15 marzo - Le iniziative in Sardegna

Sono decine e dislocate in tutto il territorio regionale le iniziative promosse "verso il 15 marzo in Sardegna". Si comincia a Sassari il 15 febbraio e si conclude a Bari con la partecipazione alla XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafie.

Cagliari, Dorgali, Oristano, Sassari, Iglesias, Villaputzu, Selargius, Guspini, Tortolì e Gergei sono alcune delle "tappe" del percorso con temi di estrema attualità e di forte emergenza.

Tutte le iniziative si avvalgono di collaboratori qualificati e competenti impegnati sul livello locale e sul livello nazionale.

Animare il territorio per convergere nella grande manifestazione di Bari con una finalità comune: contrastare le mafie e la criminalità organizzata, restituire dignità alle persone e ai territori, affermare il valore dei principi e delle regole, costruire bene comune.

Nella sezione Documentazione "verso il 15 marzo" del portale è possibile scaricare il depliant con tutte le iniziative in programma 

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13° Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico si svolgerà il 15 marzo 2008 a Bari (data anticipata di una settimana rispetto al tradizionale e ufficiale 21 marzo, coincidente con il prossimo venerdì santo). La giornata con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie – su quelle pugliesi, circa quaranta, è calato il silenzio - e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La Giornata della Memoria e dell’Impegno è dedicata a tutte le vittime, proprio tutte.

Dai nomi più famosi a quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, operatori delle forze dell’ordine, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Il programma della giornata del 15 marzo è in via di definizione e verosimilmente prevederà: un corteo al mattino (con raduno dalle ore 10); alcuni momenti di riflessione e ricreazione al pomeriggio (nel centro cittadino); uno spettacolo nel pomeriggio. I luoghi della manifestazione sono tutti concentrati in poche centinaia di metri: non sarà necessario muoversi con mezzi pubblici o propri tra le varie fasi della Giornata. Le possibilità alberghiere o di altro genere (palestre, oratori, ecc.) per chi alloggia nei giorni della manifestazione dovranno essere richieste al più presto alla segreteria organizzativa di Bari, in modo da consentirci di raccogliere tutte le esigenze che emergeranno.

Per ciò che concerne il viaggio, Bari è una grande città, facile da raggiungere con tutti i mezzi di locomozione. Prevederemo dei parcheggi per gli autobus e delle navette da stazione e aeroporto. Anche quest’anno l’impegno è di fornire un contributo forfettario per le delegazioni che arrivano da tutta l’Italia, per agevolare l’organizzazione dei viaggi. In relazione alla tipologia (dando priorità alle associazioni e alle scuole aderenti a Libera), alla provenienza e a eventuali situazioni particolari sono definite tre fasce di contributo (fino ad esaurimento risorse): 200,00 €, 400,00 € 600,00 € per i gruppi da 50 unità e multipli.

A tal proposito è necessario far pervenire l’adesione alla Giornata entro il 25 febbraio 2008 via e-mail all'indirizzo: bari.15marzo@libera.it o tramite fax allo 080 5772071.

Per prepararsi e riflettere sul valore e l’importanza della Giornata della Memoria e dell’Impegno, la giornata è preceduta da molte iniziative, quest’anno, tutte riunite in un cartellone denominato “I centopassi verso il 21 marzo” che si svolgono in tutte Italia.

Per ulteriori  informazioni vai al sito  www.memoriaeimpegno.it

Per informazioni sulle iniziative in Sardegna: libera@sardegnasolidale.it

ll programma delle giornate:

Venerdì - 14 marzo 2008

Ore 11.00 Conferenza stampa di presentazione convenzione Libera Terra e Unipol presso il Comune di Bari
Saranno presenti Luigi Ciotti e Pierluigi Stefanini (Presidente Unipol)
ore 16.00 Incontro dei familiari delle vittime
con associazioni, scuole, istituzioni
ore 16.00 Assemblea di Avviso Pubblico
ore 18.00 Veglia di preghiera in Cattedrale in ricordo delle vittime delle mafie
ore 21.00 Fiera del Levante Bari “Poliziotta per amore”Monologo teatrale scritto da Nando Dalla Chiesa e interpretato da Beatrice Luzzi

Sabato - 15 marzo 2008

ore 9.00 Raduno dei partecipanti a Punta Perotti
ore 10.00 Inizio del corteo con la lettura dei nomi delle vittime
ore 12.00 Arrivo del corteo in Piazza della Libertà. Saluti dei familiari e delle autorità
ore 15.00 - 17.30
Workshop
• “Minori e mafie”
• “I ragazzi d’Italia si incontrano”
• “L’Europa contro le mafie”
• “Mafie e corruzione: strumenti di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni”
ore 18.00 Concerto finale e partenza dei partecipanti 

Il percorso del corteo che si snoderà per le vie di Bari:
 
- via G. Di Cagno

- Corso Trieste

- Lungomare Perotti

- Lungomare Nazario Sauro

- P.zza Diaz

- Lungomare Di Crollalanza

- Piazza 4 novembre

- Corso Vittorio Emanuele

- Piazza Libertà (o della Prefettura)

Clicca per vedere graficamente il percorso.


15 marzo - animazione delle piazze nel pomeriggio
Piazza del Ferrarese
Spettacolo “Moda Nostra” di Casa Comune Area Teatro (di Augusta) Animazione a cura
de La Farandula (di Bari)
Piazza della Libertà
Animazione di strada e giocoleria del presidio Peppino Impastato - Moncalieri
Gruppo percussioni del Senegal del presidio Rita Atria - Chieri
Piazza Garibaldi ore 14.30
Spettacolo “Speranze” su Peppino Impastato del Presidio Harry Loman - Torino
ore 16.30
Spettacolo di Alessandro Langiu “Crack’s Epoc”


Per maggiori informazioni
Segreteria Bari 15 marzo
c/o Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele
Tel. 080 5772303 - fax 080 5772071
e-mail: bari.15marzo@libera.it - giornata.memoriaimpegno@libera.it

SCUOLE:
giornata.memoriaimpegno@libera.it
cell. 320.9637406

ASSOCIAZIONI,MOVIMENTI ED ENTI:
bari.15marzo@libera.it
tel. 080.5773202 - cell. 331.6750081 - fax 080 5772071

Segreteria Nazionale LIBERA:
organizzazione@libera.it
tel. 06. 69770301/2

Segreteria regionale di Libera Sardegna:

libera@sardegnasolidale.it

tel. 070 345070

13° Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico si svolgerà il 15 marzo 2008 a Bari (data anticipata di una settimana rispetto al tradizionale e ufficiale 21 marzo, coincidente con il prossimo venerdì santo). La giornata con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie – su quelle pugliesi, circa quaranta, è calato il silenzio - e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La Giornata della Memoria e dell’Impegno è dedicata a tutte le vittime, proprio tutte.

Dai nomi più famosi a quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, operatori delle forze dell’ordine, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Il programma della giornata del 15 marzo è in via di definizione e verosimilmente prevederà: un corteo al mattino (con raduno dalle ore 10); alcuni momenti di riflessione e ricreazione al pomeriggio (nel centro cittadino); uno spettacolo nel pomeriggio. I luoghi della manifestazione sono tutti concentrati in poche centinaia di metri: non sarà necessario muoversi con mezzi pubblici o propri tra le varie fasi della Giornata. Le possibilità alberghiere o di altro genere (palestre, oratori, ecc.) per chi alloggia nei giorni della manifestazione dovranno essere richieste al più presto alla segreteria organizzativa di Bari, in modo da consentirci di raccogliere tutte le esigenze che emergeranno.

Per ciò che concerne il viaggio, Bari è una grande città, facile da raggiungere con tutti i mezzi di locomozione. Prevederemo dei parcheggi per gli autobus e delle navette da stazione e aeroporto. Anche quest’anno l’impegno è di fornire un contributo forfettario per le delegazioni che arrivano da tutta l’Italia, per agevolare l’organizzazione dei viaggi. In relazione alla tipologia (dando priorità alle associazioni e alle scuole aderenti a Libera), alla provenienza e a eventuali situazioni particolari sono definite tre fasce di contributo (fino ad esaurimento risorse): 200,00 €, 400,00 € 600,00 € per i gruppi da 50 unità e multipli.

A tal proposito è necessario far pervenire l’adesione alla Giornata entro il 25 febbraio 2008 via e-mail all'indirizzo: bari.15marzo@libera.it o tramite fax allo 080 5772071.

Per prepararsi e riflettere sul valore e l’importanza della Giornata della Memoria e dell’Impegno, la giornata è preceduta da molte iniziative, quest’anno, tutte riunite in un cartellone denominato “I centopassi verso il 21 marzo” che si svolgono in tutte Italia.

Per ulteriori  informazioni vai al sito  www.memoriaeimpegno.it

Per informazioni sulle iniziative in Sardegna: libera@sardegnasolidale.it

ll programma delle giornate:

Venerdì - 14 marzo 2008

Ore 11.00 Conferenza stampa di presentazione convenzione Libera Terra e Unipol presso il Comune di Bari
Saranno presenti Luigi Ciotti e Pierluigi Stefanini (Presidente Unipol)
ore 16.00 Incontro dei familiari delle vittime
con associazioni, scuole, istituzioni
ore 16.00 Assemblea di Avviso Pubblico
ore 18.00 Veglia di preghiera in Cattedrale in ricordo delle vittime delle mafie
ore 21.00 Fiera del Levante Bari “Poliziotta per amore”Monologo teatrale scritto da Nando Dalla Chiesa e interpretato da Beatrice Luzzi

Sabato - 15 marzo 2008

ore 9.00 Raduno dei partecipanti a Punta Perotti
ore 10.00 Inizio del corteo con la lettura dei nomi delle vittime
ore 12.00 Arrivo del corteo in Piazza della Libertà. Saluti dei familiari e delle autorità
ore 15.00 - 17.30
Workshop
• “Minori e mafie”
• “I ragazzi d’Italia si incontrano”
• “L’Europa contro le mafie”
• “Mafie e corruzione: strumenti di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni”
ore 18.00 Concerto finale e partenza dei partecipanti 

Il percorso del corteo che si snoderà per le vie di Bari:
 
- via G. Di Cagno

- Corso Trieste

- Lungomare Perotti

- Lungomare Nazario Sauro

- P.zza Diaz

- Lungomare Di Crollalanza

- Piazza 4 novembre

- Corso Vittorio Emanuele

- Piazza Libertà (o della Prefettura)

Clicca per vedere graficamente il percorso.


15 marzo - animazione delle piazze nel pomeriggio
Piazza del Ferrarese
Spettacolo “Moda Nostra” di Casa Comune Area Teatro (di Augusta) Animazione a cura
de La Farandula (di Bari)
Piazza della Libertà
Animazione di strada e giocoleria del presidio Peppino Impastato - Moncalieri
Gruppo percussioni del Senegal del presidio Rita Atria - Chieri
Piazza Garibaldi ore 14.30
Spettacolo “Speranze” su Peppino Impastato del Presidio Harry Loman - Torino
ore 16.30
Spettacolo di Alessandro Langiu “Crack’s Epoc”


Per maggiori informazioni
Segreteria Bari 15 marzo
c/o Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele
Tel. 080 5772303 - fax 080 5772071
e-mail: bari.15marzo@libera.it - giornata.memoriaimpegno@libera.it

SCUOLE:
giornata.memoriaimpegno@libera.it
cell. 320.9637406

ASSOCIAZIONI,MOVIMENTI ED ENTI:
bari.15marzo@libera.it
tel. 080.5773202 - cell. 331.6750081 - fax 080 5772071

Segreteria Nazionale LIBERA:
organizzazione@libera.it
tel. 06. 69770301/2

Segreteria regionale di Libera Sardegna:

libera@sardegnasolidale.it

tel. 070 345070

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Ha un futuro il volontariato?

Ha un futuro il volontariato?

è il tema del seminario di studio in programma a Cagliari il 23 febbraio p.v. presso l'Hotel Mediterraneo, con inizio alle ore 15,30, promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Il seminario prende spunto dal libro di mons. Giovanni Nervo (EDB), pubblicato nelle scorse settimane.

«Tempo fa sono stato invitato a una tavola rotonda sul volontariato nell’ambito di una grande manifestazione a carattere nazionale- scrive mons. Nervo - Mi avevano chiesto di trattare questo tema: “Il volontariato non profit”. Io sono balzato sulla sedia e ho chiesto: “Ma c’è anche un volontariato profit?”».

Il fenomeno sociale del volontariato è complesso e in continua trasformazione. Occorre perciò considerarlo e valutarlo in modo realistico, aderente alla storia e nello stesso tempo aperto al futuro. Occorre tenere presente la sua complessità e vederne sia gli aspetti problematici, sia le potenzialità, per comprendere quale ruolo può esercitare il volontariato e quale futuro può avere.
La sfida che si presenta al volontariato oggi è una: aiutare il non profit a conservare l’anima di solidarietà, di servizio, di scelta degli ultimi, di giustizia sociale da cui è nato.

Il volontariato potrà vincere questa sfida e avere un futuro soltanto se saprà mantenere e difendere la sua identità, che è la gratuità.

Al seminario interverrà l'autore, Mons Giovanni Nervo, già direttore della Caritas Italiana e responsabile della Fondazione Zancan, responsabili e soci delle associazioni di volontariato della Sardegna, responsabili di istituzioni pubbliche ed enti locali e operatori sociali.

 

Ha un futuro il volontariato?

Ha un futuro il volontariato?

è il tema del seminario di studio in programma a Cagliari il 23 febbraio p.v. presso l'Hotel Mediterraneo, con inizio alle ore 15,30, promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Il seminario prende spunto dal libro di mons. Giovanni Nervo (EDB), pubblicato nelle scorse settimane.

«Tempo fa sono stato invitato a una tavola rotonda sul volontariato nell’ambito di una grande manifestazione a carattere nazionale- scrive mons. Nervo - Mi avevano chiesto di trattare questo tema: “Il volontariato non profit”. Io sono balzato sulla sedia e ho chiesto: “Ma c’è anche un volontariato profit?”».

Il fenomeno sociale del volontariato è complesso e in continua trasformazione. Occorre perciò considerarlo e valutarlo in modo realistico, aderente alla storia e nello stesso tempo aperto al futuro. Occorre tenere presente la sua complessità e vederne sia gli aspetti problematici, sia le potenzialità, per comprendere quale ruolo può esercitare il volontariato e quale futuro può avere.
La sfida che si presenta al volontariato oggi è una: aiutare il non profit a conservare l’anima di solidarietà, di servizio, di scelta degli ultimi, di giustizia sociale da cui è nato.

Il volontariato potrà vincere questa sfida e avere un futuro soltanto se saprà mantenere e difendere la sua identità, che è la gratuità.

Al seminario interverrà l'autore, Mons Giovanni Nervo, già direttore della Caritas Italiana e responsabile della Fondazione Zancan, responsabili e soci delle associazioni di volontariato della Sardegna, responsabili di istituzioni pubbliche ed enti locali e operatori sociali.

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IL PRIMATO DELLA FIDUCIA DEGLI ITALIANI ALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, il 49,6% degli italiani ha visto diminuire nel corso dell'ultimo anno la propria fiducia nelle istituzioni, con un aumento di quasi il 3% rispetto allo scorso anno.

Tra le Istituzioni il Capo dello Stato ottiene la fiducia della maggioranza dei cittadini (58,5%), seguito da Carabinieri (57,4%) e Polizia (50,7 per cento).

La Chiesa raggiunge il 49,7%. Solo un cittadino su 4 ripone fiducia nel Governo (25,1%).

In discesa verticale la fiducia nel Parlamento: il 75,3% ha poca (46,6%) o nessuna fiducia (28,7 per cento).

La magistratura vede più della metà dei cittadini sfiduciati (53,6%). La scuola ispira fiducia solo al 33% dei cittadini, le associazioni di imprenditori al 23,5%, la Pubblica amministrazione al 20%, i sindacati al 19,5%.

All'ultimo posto i partiti, in cui ripone fiducia solo il 14,1% degli italiani.

Le associazioni di volontariato si aggiudicano il primato della fiducia degli italiani (71,6% di cittadini fiduciosi).

 

 EURISPES- RAPPORTO ITALIA 2008

IL PRIMATO DELLA FIDUCIA DEGLI ITALIANI ALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

Secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, il 49,6% degli italiani ha visto diminuire nel corso dell'ultimo anno la propria fiducia nelle istituzioni, con un aumento di quasi il 3% rispetto allo scorso anno.

Tra le Istituzioni il Capo dello Stato ottiene la fiducia della maggioranza dei cittadini (58,5%), seguito da Carabinieri (57,4%) e Polizia (50,7 per cento).

La Chiesa raggiunge il 49,7%. Solo un cittadino su 4 ripone fiducia nel Governo (25,1%).

In discesa verticale la fiducia nel Parlamento: il 75,3% ha poca (46,6%) o nessuna fiducia (28,7 per cento).

La magistratura vede più della metà dei cittadini sfiduciati (53,6%). La scuola ispira fiducia solo al 33% dei cittadini, le associazioni di imprenditori al 23,5%, la Pubblica amministrazione al 20%, i sindacati al 19,5%.

All'ultimo posto i partiti, in cui ripone fiducia solo il 14,1% degli italiani.

Le associazioni di volontariato si aggiudicano il primato della fiducia degli italiani (71,6% di cittadini fiduciosi).

 

 EURISPES- RAPPORTO ITALIA 2008

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Incontrare le persone, rispondere ai bisogni - Cagliari, 29 gennaio 2008

"Incontrare le persone, rispondere ai bisogni. Costruire bene comune: dalla solidarietà alla giustizia sociale. L'interpretazione e il ruolo del volontariato"

E' il tema del seminario di studio che si svolgerà il 29 gennaio 2008 a Cagliari, presso il THotel, con inizio alle ore 16,00.

Al Seminario intervengono, tra gli altri, il prof. Leopoldo Grosso, responsabile dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino, padre Angelo Pittau, responsabile del Coordinamento delle Comunità terapeutiche della Sardegna, il dr. Graziano Pintori assessore alle politiche sociali del Comune di Nuoro, padre Salvatore Morittu, responsabile dell'Associazione Mondo X Sardegna, la dr.ssa Elisabetta nannini, presidnete regionale dell'ANFFAS, la dr.ssa Lucia Paretta, presidente regionale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano, il prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, il dr. Sandrino Porru, responsabile dell'Associazione Sardegna Sport, don Marco Lai, direttore della Caritas di Cagliari, Nerina Dirindin, assessore sanità e politiche sociali della Regione Sardegna.

Al Seminario parteciperanno realtà associative ed esponenti istituzionali di tutto il territorio sardo. Nei prossimi giorni pubblicheremo il programma completo dell'iniziativa. 

 

Incontrare le persone, rispondere ai bisogni - Cagliari, 29 gennaio 2008

"Incontrare le persone, rispondere ai bisogni. Costruire bene comune: dalla solidarietà alla giustizia sociale. L'interpretazione e il ruolo del volontariato"

E' il tema del seminario di studio che si svolgerà il 29 gennaio 2008 a Cagliari, presso il THotel, con inizio alle ore 16,00.

Al Seminario intervengono, tra gli altri, il prof. Leopoldo Grosso, responsabile dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino, padre Angelo Pittau, responsabile del Coordinamento delle Comunità terapeutiche della Sardegna, il dr. Graziano Pintori assessore alle politiche sociali del Comune di Nuoro, padre Salvatore Morittu, responsabile dell'Associazione Mondo X Sardegna, la dr.ssa Elisabetta nannini, presidnete regionale dell'ANFFAS, la dr.ssa Lucia Paretta, presidente regionale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano, il prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, il dr. Sandrino Porru, responsabile dell'Associazione Sardegna Sport, don Marco Lai, direttore della Caritas di Cagliari, Nerina Dirindin, assessore sanità e politiche sociali della Regione Sardegna.

Al Seminario parteciperanno realtà associative ed esponenti istituzionali di tutto il territorio sardo. Nei prossimi giorni pubblicheremo il programma completo dell'iniziativa. 

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21° Marcia della Pace - Villacidro, 29 dicembre 2007

Il 29 dicembre 2007 con inizio alle 15,00 nella piazza del lavatoio a Villacidro si è svolta la XXI° Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales – Terralba ed in particolare dalla Caritas Diocesana, dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del Creato, dal Comune di Villacidro e dal Centro di Servizio per il Volontariato “Sardegna Solidale”.

In questi ventuno anni la Marcia della Pace è diventata un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche, sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto della nostra società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di una società di pace, di sviluppo dove ogni uomo opera a favore della unica famiglia umana e per la conservazione del Creato, dono di Dio all’umanità.

Quest’anno il tema della Pace è quello dato dal Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2008: “Famiglia umana: comunità di pace”. Il tema scelto dal Santo Padre si fonda sul convincimento che la percezione di un comune destino e l’esperienza della comunione sono fattori essenziali per la realizzazione del bene comune e per la pace dell’umanità. Riconoscere l’unità della famiglia umana è quanto mai urgente nel presente momento, segnato dalla crisi delle organizzazioni nazionali, dalla presenza di gravi inquietudini nella comunità internazionale (Israele e Palestina, Libia, Iraq, Iran, Pakistan, Afganistan) ultimamente dalla ripresa della corsa al riarmo delle grandi potenze.

A questo si aggiunge nella nostra Sardegna una piaga atavica che accelera la distruzione di questa terra dove noi viviamo: gli incendi. Quest’anno nulla è stato risparmiato di questa nostra terra: bruciavano le coste inviolate della Gallura, bruciavano le pianure del Campidano, le montagne del Nuorese, bruciava la pineta di Villacidro memoria storica di saggezza antica, bruciavano le periferie dei paesi e città.

Per questo la XXI Marcia della Pace ha come obiettivo il risveglio delle coscienze dei Sardi per la conservazione di questa nostra terra, incominciando dal bandire gli incendi. La XXI Marcia della Pace è per la Famiglia Umana comunità di Pace ed è per la conservazione del luogo abitato dalla Famiglia Umana: il Creato: tenda della Pace.”

L’appello è alla partecipazione di tutti i sardi alla mobilitazione per la pace nella giustizia qui tra noi e nel mondo, in questo mondo di cui siamo cittadini. Una mobilitazione non di un giorno ma una mobilitazione per essere nella vita costruttori di pace.

Alla Marcia sono intervenuti  tra gli altri,

Prof. Francesco Sedda, Sindaco di Villacidro

Sua Ecc. Mons. Giovanni Dettori, Vescovo di Ales-Terralba

Don Matteo Maria Zuppi, Assistente Ecclesiastico Generale Comunità di Sant’Egidio

Prof. Giampiero Farru, Presidente CSV Sardegna Solidale

Don Angelo Pittau, Presidente Comitato Promotore della marcia

PER CONTINUARE LA MARCIA DELLA PACE

Sarà inaugurata a Cagliari nei prossimi giorni  la mostra “Un cammino per la pace”.

La  mostra è promossa dal CSV Sardegna Solidale  con il patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, dell’Unicef Italia, della Caritas della diocesi di Ales-Terralba.

La mostra è frutto di un accurato lavoro ed è la realizzazione di un progetto multimediale itinerante ideato e curato da Antonia Moro. Suoni, immagini, foto e testimonianze permetteranno ai visitatori di rendersi conto della tragica situazione che si sta vivendo in Ciad ed in particolare nel Dafur.  L’inaugurazione con una conversazione a più voci ha permesso a tutti di conoscere l’azione culturale, scientifica e tecnica svolta e da svolgere in Ciad e in Dafur.

Ad oggi la situazione in Ciad è assai instabile dal momento che uno dei paesi alla frontiera, il Sudan, è dilaniato da un conflitto interno che ha prodotto più di 230mila profughi sudanesi nella zona orientale del Ciad.

21° Marcia della Pace - Villacidro, 29 dicembre 2007

Il 29 dicembre 2007 con inizio alle 15,00 nella piazza del lavatoio a Villacidro si è svolta la XXI° Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales – Terralba ed in particolare dalla Caritas Diocesana, dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del Creato, dal Comune di Villacidro e dal Centro di Servizio per il Volontariato “Sardegna Solidale”.

In questi ventuno anni la Marcia della Pace è diventata un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche, sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto della nostra società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di una società di pace, di sviluppo dove ogni uomo opera a favore della unica famiglia umana e per la conservazione del Creato, dono di Dio all’umanità.

Quest’anno il tema della Pace è quello dato dal Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2008: “Famiglia umana: comunità di pace”. Il tema scelto dal Santo Padre si fonda sul convincimento che la percezione di un comune destino e l’esperienza della comunione sono fattori essenziali per la realizzazione del bene comune e per la pace dell’umanità. Riconoscere l’unità della famiglia umana è quanto mai urgente nel presente momento, segnato dalla crisi delle organizzazioni nazionali, dalla presenza di gravi inquietudini nella comunità internazionale (Israele e Palestina, Libia, Iraq, Iran, Pakistan, Afganistan) ultimamente dalla ripresa della corsa al riarmo delle grandi potenze.

A questo si aggiunge nella nostra Sardegna una piaga atavica che accelera la distruzione di questa terra dove noi viviamo: gli incendi. Quest’anno nulla è stato risparmiato di questa nostra terra: bruciavano le coste inviolate della Gallura, bruciavano le pianure del Campidano, le montagne del Nuorese, bruciava la pineta di Villacidro memoria storica di saggezza antica, bruciavano le periferie dei paesi e città.

Per questo la XXI Marcia della Pace ha come obiettivo il risveglio delle coscienze dei Sardi per la conservazione di questa nostra terra, incominciando dal bandire gli incendi. La XXI Marcia della Pace è per la Famiglia Umana comunità di Pace ed è per la conservazione del luogo abitato dalla Famiglia Umana: il Creato: tenda della Pace.”

L’appello è alla partecipazione di tutti i sardi alla mobilitazione per la pace nella giustizia qui tra noi e nel mondo, in questo mondo di cui siamo cittadini. Una mobilitazione non di un giorno ma una mobilitazione per essere nella vita costruttori di pace.

Alla Marcia sono intervenuti  tra gli altri,

Prof. Francesco Sedda, Sindaco di Villacidro

Sua Ecc. Mons. Giovanni Dettori, Vescovo di Ales-Terralba

Don Matteo Maria Zuppi, Assistente Ecclesiastico Generale Comunità di Sant’Egidio

Prof. Giampiero Farru, Presidente CSV Sardegna Solidale

Don Angelo Pittau, Presidente Comitato Promotore della marcia

PER CONTINUARE LA MARCIA DELLA PACE

Sarà inaugurata a Cagliari nei prossimi giorni  la mostra “Un cammino per la pace”.

La  mostra è promossa dal CSV Sardegna Solidale  con il patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, dell’Unicef Italia, della Caritas della diocesi di Ales-Terralba.

La mostra è frutto di un accurato lavoro ed è la realizzazione di un progetto multimediale itinerante ideato e curato da Antonia Moro. Suoni, immagini, foto e testimonianze permetteranno ai visitatori di rendersi conto della tragica situazione che si sta vivendo in Ciad ed in particolare nel Dafur.  L’inaugurazione con una conversazione a più voci ha permesso a tutti di conoscere l’azione culturale, scientifica e tecnica svolta e da svolgere in Ciad e in Dafur.

Ad oggi la situazione in Ciad è assai instabile dal momento che uno dei paesi alla frontiera, il Sudan, è dilaniato da un conflitto interno che ha prodotto più di 230mila profughi sudanesi nella zona orientale del Ciad.

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Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio?

Non è confortante il quadro descritto dal CENSIS nel 41 Rapporto 2007 sullo Stato Sociale del Paese.

Riportiamo di seguito i lanci di agenzia di AGI e ANSA.

CENSIS: ITALIA RASSEGNATA, E' UNA MUCILLAGINE SOCIALE

 

“Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio".

Così il Censis descrive la realta' italiana, costituita da una maggioranza che resta "nella vulnerabilità, lasciata a se stessa", "piu' rassegnata che incarognita", in un'inerzia diffusa "senza chiamata al futuro".

 

La realta' diventa ogni giorno "poltiglia di massa - spiega il Rapporto sulla situazione sociale del paese - indifferente a fini e obiettivi di futuro, ripiegata su se stessa"; la societa' e' fatta di "coriandoli" che stanno accanto per pura inerzia. Una minoranza industriale, dinamica e vitale, continua nello sviluppo, attraverso un'offerta di fascia altissima del mercato, produzioni di alto brand, strategie di nicchia, investimenti all'estero; cresce così la voglia di successo degli imprenditori e il loro orgoglio rispetto al mondo di finanza e politica. Ma "siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non in uno sviluppo di popolo": "la minoranza industriale va per proprio conto, il governo distribuisce 'tesoretti'", ma lo sviluppo non filtra perche' non diventa processo sociale e la societa' sembra adagiata in un'inerzia diffusa. Lo sviluppo di una minoranza non ha saputo rilanciare i consumi e la maggioranza si orienta per acquisizioni low cost e su beni durevoli, senza un clima di fiducia. L'italiano medio dovunque giri lo sguardo sembra pensare di fare esperienza del peggio: nella politica, nella violenza intrafamiliare, nella micro-criminalità e nella criminalità organizzata, nella dipendenza da droga e alcool, nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie, nella bassa qualità dei programmi tv. La minoranza industriale, dinamica e vitale, non ce la fa a trainare tutti, visto che e' concentrata sulla conquista di mercati ricchi e lontanti, con prodotti a prezzo cosi' alto che non possono scatenare effetto imitativo. La pur indubbia ripresa - fa notare il Censis - rischia di essere malata se non si immette fiducia nel futuro. La classe politica, scossa dalla ventata di antipolitica, non può fare da collettore di energie. Solo delle minoranze "possono trovare la base solida da cui partire" e "sprigionare le energie necessarie per uscire dallo stallo odierno"; si tratta delle minoranze che fanno ricerca e innovazione, giovani che studiano all'estero, professionisti che esplorano nuovi mercati; chi ha scelto di vivere in realta' locali ad alta qualita' della vita; minoranze che vivono l'immigrazione come integrazione, che credono in un'esperienza religiosa e sono attente alla persona, che hanno scelto di appartenere a gruppi, movimenti, associazioni, sindacati. Le diverse minoranze dovranno gestire da sole una sfida faticosa, immaginando spazi nuovi di impegni individuali e collettivi: una sfida assolutamente necessaria - per il Censis - per allontanare l'inclinazione al peggio che "fa rasentare l'ignomina intellettuale e un'insanabile noia". (AGI) - Roma, 7 dic.

CENSIS: SOCIETA' ITALIANA 2007 'POLTIGLIA DI MASSA'

 

di Agnese Malatesta
Disillusa dalla politica e dalle istituzioni, la società italiana continua a perdere l'identità collettiva. Si frammenta sempre più e, mossa da pulsioni ed emozioni individuali, si ritrova ad essere una "poltiglia di massa", inconcludente e senza sguardo al futuro. L'Italia poi sta diventando il paese dei telefonini: il loro numero, infatti, sta superando quello dei televisori. L'analisi del Censis, nel 41/o rapporto sullo stato sociale del paese, presentato oggi, descrive un'Italia a due velocità: da una parte lo sviluppo economico che si conferma positivo, dall'altra una società che non rispecchia lo stesso trend ma anzi se ne distacca. Lo sviluppo economico si muove, infatti, su dinamiche di minoranza (come quella industriale che "non sprigiona le energie necessarie per uscire dallo stallo") che non filtrano fra la gente, non si traducono in processo sociale.

 - ITALIA AGGRESSIVA E LITIGIOSA. E' la 'degenerazione antropologica', la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.

- E' CELLULARE-MANIA. Il numero dei telefonini continua a crescere. Li possiede l'86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino è utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di età di 14-29 anni. Al centro è record di telefonini dove si registra un indice di penetrazione dell'84,5%.

- DELLA POLITICA NON CI SI PUO' FIDARE. La pensano così 8 italiani su 10. Il 76,1% dice che 'nessuno si preoccupa di cio' che accade agli altrì mentre per il 56,4% valgono 'di piu' i propri interessi che gli altrì. Sfiducia anche verso le istituzioni. In particolare dello stato, 52,4% dice di essere poco o per niente soddisfatto del suo operato. Maggiori successi li riceve il comune (sfiducia al 32,7%).

 - UN TERZO REDDITO FAMIGLIE PER CASA E ENERGIA. A questi scopi va il 31% degli stipendi. E' diminuita invece la spesa per alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).

- IN CARCERE SOLO 4 SU 10 HANNO CONDANNA DEFINITIVA. Dopo l' indulto i detenuti sono diventati 43.957. Nei penitenziari oltre un terzo è straniero, per lo più clandestini.

- UNIVERSITA', UNO SU CINQUE E' FUORI SEDE. Si tratta di 350 mila studenti che preferiscono atenei lontani dalla propria città. La spesa media mensile per le loro famiglie ammonta a 1.100 euro.

- IMPRESE ATTRATTE DA SERVIZI PUBBLICI ON-LINE. L'Italia è al terzo posto in Europa per numero di servizi pubblici destinati alle imprese on line, pari all'87,5% del totale. Diversa la situazione per i cittadini che su questo si trova invece al di sotto della media europea.

- 1 ITALIANO SU 5 VIVE CON CRIMINALITA'. Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

- PENSIONATI PENTITI, UN TERZO RITARDEREBBERO USCITA. Il 31% dei pensionati se potessero tornare indietro ritarderebbero l'uscita dal lavoro.

- INTERNET, IMPENNATA DI UTENTI. I fruitori della rete ha raggiunto il 45,3% della popolazione, più 10% degli utenti abituali. Il 68,3% è costituito da giovani tra i 14 e 29 anni.

- ENTRATE COMUNI, INCASSI DA MULTE. Nei Comuni, salgono del 52% le entrate derivanti dalle multe degli automobilisti.

- SOLIDARIETA' E' SELETTIVA. Per il 69% degli italiani, in caso del bisogno si può contare sull'aiuto degli altri. Intensa è la partecipazione dei cittadini ai problemi della comunità: il 17,9% si organizza, spesso o molto spesso, con altri per un obiettivo comune. Soprattutto sulla sicurezza nei confronti degli immigrati.

 

Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio?

Non è confortante il quadro descritto dal CENSIS nel 41 Rapporto 2007 sullo Stato Sociale del Paese.

Riportiamo di seguito i lanci di agenzia di AGI e ANSA.

CENSIS: ITALIA RASSEGNATA, E' UNA MUCILLAGINE SOCIALE

 

“Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio".

Così il Censis descrive la realta' italiana, costituita da una maggioranza che resta "nella vulnerabilità, lasciata a se stessa", "piu' rassegnata che incarognita", in un'inerzia diffusa "senza chiamata al futuro".

 

La realta' diventa ogni giorno "poltiglia di massa - spiega il Rapporto sulla situazione sociale del paese - indifferente a fini e obiettivi di futuro, ripiegata su se stessa"; la societa' e' fatta di "coriandoli" che stanno accanto per pura inerzia. Una minoranza industriale, dinamica e vitale, continua nello sviluppo, attraverso un'offerta di fascia altissima del mercato, produzioni di alto brand, strategie di nicchia, investimenti all'estero; cresce così la voglia di successo degli imprenditori e il loro orgoglio rispetto al mondo di finanza e politica. Ma "siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non in uno sviluppo di popolo": "la minoranza industriale va per proprio conto, il governo distribuisce 'tesoretti'", ma lo sviluppo non filtra perche' non diventa processo sociale e la societa' sembra adagiata in un'inerzia diffusa. Lo sviluppo di una minoranza non ha saputo rilanciare i consumi e la maggioranza si orienta per acquisizioni low cost e su beni durevoli, senza un clima di fiducia. L'italiano medio dovunque giri lo sguardo sembra pensare di fare esperienza del peggio: nella politica, nella violenza intrafamiliare, nella micro-criminalità e nella criminalità organizzata, nella dipendenza da droga e alcool, nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie, nella bassa qualità dei programmi tv. La minoranza industriale, dinamica e vitale, non ce la fa a trainare tutti, visto che e' concentrata sulla conquista di mercati ricchi e lontanti, con prodotti a prezzo cosi' alto che non possono scatenare effetto imitativo. La pur indubbia ripresa - fa notare il Censis - rischia di essere malata se non si immette fiducia nel futuro. La classe politica, scossa dalla ventata di antipolitica, non può fare da collettore di energie. Solo delle minoranze "possono trovare la base solida da cui partire" e "sprigionare le energie necessarie per uscire dallo stallo odierno"; si tratta delle minoranze che fanno ricerca e innovazione, giovani che studiano all'estero, professionisti che esplorano nuovi mercati; chi ha scelto di vivere in realta' locali ad alta qualita' della vita; minoranze che vivono l'immigrazione come integrazione, che credono in un'esperienza religiosa e sono attente alla persona, che hanno scelto di appartenere a gruppi, movimenti, associazioni, sindacati. Le diverse minoranze dovranno gestire da sole una sfida faticosa, immaginando spazi nuovi di impegni individuali e collettivi: una sfida assolutamente necessaria - per il Censis - per allontanare l'inclinazione al peggio che "fa rasentare l'ignomina intellettuale e un'insanabile noia". (AGI) - Roma, 7 dic.

CENSIS: SOCIETA' ITALIANA 2007 'POLTIGLIA DI MASSA'

 

di Agnese Malatesta
Disillusa dalla politica e dalle istituzioni, la società italiana continua a perdere l'identità collettiva. Si frammenta sempre più e, mossa da pulsioni ed emozioni individuali, si ritrova ad essere una "poltiglia di massa", inconcludente e senza sguardo al futuro. L'Italia poi sta diventando il paese dei telefonini: il loro numero, infatti, sta superando quello dei televisori. L'analisi del Censis, nel 41/o rapporto sullo stato sociale del paese, presentato oggi, descrive un'Italia a due velocità: da una parte lo sviluppo economico che si conferma positivo, dall'altra una società che non rispecchia lo stesso trend ma anzi se ne distacca. Lo sviluppo economico si muove, infatti, su dinamiche di minoranza (come quella industriale che "non sprigiona le energie necessarie per uscire dallo stallo") che non filtrano fra la gente, non si traducono in processo sociale.

 - ITALIA AGGRESSIVA E LITIGIOSA. E' la 'degenerazione antropologica', la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.

- E' CELLULARE-MANIA. Il numero dei telefonini continua a crescere. Li possiede l'86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino è utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di età di 14-29 anni. Al centro è record di telefonini dove si registra un indice di penetrazione dell'84,5%.

- DELLA POLITICA NON CI SI PUO' FIDARE. La pensano così 8 italiani su 10. Il 76,1% dice che 'nessuno si preoccupa di cio' che accade agli altrì mentre per il 56,4% valgono 'di piu' i propri interessi che gli altrì. Sfiducia anche verso le istituzioni. In particolare dello stato, 52,4% dice di essere poco o per niente soddisfatto del suo operato. Maggiori successi li riceve il comune (sfiducia al 32,7%).

 - UN TERZO REDDITO FAMIGLIE PER CASA E ENERGIA. A questi scopi va il 31% degli stipendi. E' diminuita invece la spesa per alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).

- IN CARCERE SOLO 4 SU 10 HANNO CONDANNA DEFINITIVA. Dopo l' indulto i detenuti sono diventati 43.957. Nei penitenziari oltre un terzo è straniero, per lo più clandestini.

- UNIVERSITA', UNO SU CINQUE E' FUORI SEDE. Si tratta di 350 mila studenti che preferiscono atenei lontani dalla propria città. La spesa media mensile per le loro famiglie ammonta a 1.100 euro.

- IMPRESE ATTRATTE DA SERVIZI PUBBLICI ON-LINE. L'Italia è al terzo posto in Europa per numero di servizi pubblici destinati alle imprese on line, pari all'87,5% del totale. Diversa la situazione per i cittadini che su questo si trova invece al di sotto della media europea.

- 1 ITALIANO SU 5 VIVE CON CRIMINALITA'. Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

- PENSIONATI PENTITI, UN TERZO RITARDEREBBERO USCITA. Il 31% dei pensionati se potessero tornare indietro ritarderebbero l'uscita dal lavoro.

- INTERNET, IMPENNATA DI UTENTI. I fruitori della rete ha raggiunto il 45,3% della popolazione, più 10% degli utenti abituali. Il 68,3% è costituito da giovani tra i 14 e 29 anni.

- ENTRATE COMUNI, INCASSI DA MULTE. Nei Comuni, salgono del 52% le entrate derivanti dalle multe degli automobilisti.

- SOLIDARIETA' E' SELETTIVA. Per il 69% degli italiani, in caso del bisogno si può contare sull'aiuto degli altri. Intensa è la partecipazione dei cittadini ai problemi della comunità: il 17,9% si organizza, spesso o molto spesso, con altri per un obiettivo comune. Soprattutto sulla sicurezza nei confronti degli immigrati.

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240 giovani al servizio della società sarda

Lunedì 3 dicembre parte il progetto di servizio civile "Tott'Impare" promosso dal CSV Sardegna Solidale. 240 giovani sardi iniziano ad operare in 160 sedi di associazioni di volontariato per contribuire a costruire bene comune e sviluppare rapporti significativi a livello personale e associativo. Per costruire rete, legami solidi e solidali che danno senso alla vita personale di ciascuno.

Il Progetto Tott'Impare in numeri:

216 operatori (di cui 200 volontari),

240 giovani (52 maschi, 188 femmine),

160 sedi (34 sa.sol. point, 126 associazioni),

1440 ore di servizio giornaliero

320.000 ore di servizio in un anno

27360 ore di formazione

20 corsi di formazione in aula

9000 ore di formazione a distanza (on-line)

1.250.000 euro di compensi-anno (totale)

Sono numeri importanti che danno la dimensione della realtà di rete che ha elaborato e, ora, realizzato questo progetto.

Un progetto plurale che abbraccia tutta la Sardegna e, trasversalmente, tutto il volontariato sardo.

Con una finalità alta: contribuire a costruire bene comune!

240 giovani al servizio della società sarda

Lunedì 3 dicembre parte il progetto di servizio civile "Tott'Impare" promosso dal CSV Sardegna Solidale. 240 giovani sardi iniziano ad operare in 160 sedi di associazioni di volontariato per contribuire a costruire bene comune e sviluppare rapporti significativi a livello personale e associativo. Per costruire rete, legami solidi e solidali che danno senso alla vita personale di ciascuno.

Il Progetto Tott'Impare in numeri:

216 operatori (di cui 200 volontari),

240 giovani (52 maschi, 188 femmine),

160 sedi (34 sa.sol. point, 126 associazioni),

1440 ore di servizio giornaliero

320.000 ore di servizio in un anno

27360 ore di formazione

20 corsi di formazione in aula

9000 ore di formazione a distanza (on-line)

1.250.000 euro di compensi-anno (totale)

Sono numeri importanti che danno la dimensione della realtà di rete che ha elaborato e, ora, realizzato questo progetto.

Un progetto plurale che abbraccia tutta la Sardegna e, trasversalmente, tutto il volontariato sardo.

Con una finalità alta: contribuire a costruire bene comune!

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8 novembre: i volontari sardi nuovamente in piazza

L’08 novembre 2007 una rappresentanza qualificata del volontariato sardo, proveniente da tutta la Sardegna, si ritroverà davanti al Palazzo del Consiglio Regionale, alle ore 11.30, in Via Roma a Cagliari, per manifestare dissenso circa le ultime decisioni adottate dal Co.Ge. Sardegna; decisioni adottate in assenza dei rappresentanti del volontariato eletti dall’Assemblea e designati dal Presidente del Consiglio Regionale.

Decisioni adottate dal Co.Ge. senza aver mai voluto incontrare e dialogare con i volontari, senza mai valutare quanto realizzato finora, senza tener conto della volontà espressa in molti modi dalla quasi totalità del volontariato sardo. Ignorando platealmente le mozioni votate all’unanimità dall‘Assemblea Regionale del Volontariato, ignorando le richieste scritte pervenute dall’Osservatorio regionale del Volontariato a firma del Presidente della Regione, On. Renato Soru.

L’impressione che si ricava da tutto ciò è che si stia attuando un piano preordinato mirato esclusivamente a cancellare la positiva esperienza del CSV Sardegna Solidale.

Per questo l’8 novembre, una delegazione di volontari e di giovani selezionati per il servizio civile rappresenterà tre esigenze improcrastinabili:

1.      Revoca della delibera di cancellazione del CSV Sardegna Solidale

2.      Conseguente revoca del bando di istituzione di nuovi CSV

3.      Avvio immediato del Progetto di Servizio Civile nazionale “Tott’Impare” che coinvolge 240 giovani in 160 sedi operative dislocate in tutta la Sardegna.

La politica non può ignorare quanto sta succedendo ed è chiamata a dare risposte ai cittadini messi in pericolo da decisioni unilaterali e autoreferenziali.

 

8 novembre: i volontari sardi nuovamente in piazza

L’08 novembre 2007 una rappresentanza qualificata del volontariato sardo, proveniente da tutta la Sardegna, si ritroverà davanti al Palazzo del Consiglio Regionale, alle ore 11.30, in Via Roma a Cagliari, per manifestare dissenso circa le ultime decisioni adottate dal Co.Ge. Sardegna; decisioni adottate in assenza dei rappresentanti del volontariato eletti dall’Assemblea e designati dal Presidente del Consiglio Regionale.

Decisioni adottate dal Co.Ge. senza aver mai voluto incontrare e dialogare con i volontari, senza mai valutare quanto realizzato finora, senza tener conto della volontà espressa in molti modi dalla quasi totalità del volontariato sardo. Ignorando platealmente le mozioni votate all’unanimità dall‘Assemblea Regionale del Volontariato, ignorando le richieste scritte pervenute dall’Osservatorio regionale del Volontariato a firma del Presidente della Regione, On. Renato Soru.

L’impressione che si ricava da tutto ciò è che si stia attuando un piano preordinato mirato esclusivamente a cancellare la positiva esperienza del CSV Sardegna Solidale.

Per questo l’8 novembre, una delegazione di volontari e di giovani selezionati per il servizio civile rappresenterà tre esigenze improcrastinabili:

1.      Revoca della delibera di cancellazione del CSV Sardegna Solidale

2.      Conseguente revoca del bando di istituzione di nuovi CSV

3.      Avvio immediato del Progetto di Servizio Civile nazionale “Tott’Impare” che coinvolge 240 giovani in 160 sedi operative dislocate in tutta la Sardegna.

La politica non può ignorare quanto sta succedendo ed è chiamata a dare risposte ai cittadini messi in pericolo da decisioni unilaterali e autoreferenziali.

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STRADA FACENDO 3: un evento carico di contenuti e di relazioni

Strada Facendo3: grande successo di contenuti e di organizzazione


Numeri e contenuti danno la dimensione del successo di Strada Facendo3: 1500 partecipanti, 8 cantieri di lavoro sempre affollatti e partecipati, dibattiti in profondità su tutte le tematiche affrontate. E poi lo scenario della Città di Cagliari, con il quartiere storico di Castello e il suo mare, il folklore sardo dei balli, dei suoni e i canti a tenores della terra di Sardegna.

Tre giorni "frenetici", intensi, pieni di contenuti, di incontri con le persone di relazioni rinfrescate, rinsaldate, scoperte.

Strada facendo, scriveva don Luigi Ciotti, è "un'occasione di confronto, di studio e di ricerca. Un "cantiere dell'abitare sociale" a cui hanno aderito, in questi anni, un numero crescente di realtà del pubblico e del privato sociale, ... unite nell'impegno di costruire insieme veri percorsi di cambiamento".

L'appuntamento di Cagliari è stato una tappa importante del percorso avviato a Torino e a Perugia, che troverà riscontro in Strada Facendo 4 e nei cantieri regionali e interregionali che lo prepareranno.

Nella sezione "documentazione" alla voce "strada facendo 3" sono disponibili i materiali utilizzati nei cantieri di lavoro, le relazioni di sintesi e la rassegna stampa. Gli stessi materiali sono disponibili nel sito del Gruppo Abele, di LIBERA e della Regione Sardegna.

Tra qualche giorno nel sito di ARCOIRIS è possibile accedere ai video realizzati durante la tre giorni di Cagliari.  

STRADA FACENDO 3: un evento carico di contenuti e di relazioni

Strada Facendo3: grande successo di contenuti e di organizzazione


Numeri e contenuti danno la dimensione del successo di Strada Facendo3: 1500 partecipanti, 8 cantieri di lavoro sempre affollatti e partecipati, dibattiti in profondità su tutte le tematiche affrontate. E poi lo scenario della Città di Cagliari, con il quartiere storico di Castello e il suo mare, il folklore sardo dei balli, dei suoni e i canti a tenores della terra di Sardegna.

Tre giorni "frenetici", intensi, pieni di contenuti, di incontri con le persone di relazioni rinfrescate, rinsaldate, scoperte.

Strada facendo, scriveva don Luigi Ciotti, è "un'occasione di confronto, di studio e di ricerca. Un "cantiere dell'abitare sociale" a cui hanno aderito, in questi anni, un numero crescente di realtà del pubblico e del privato sociale, ... unite nell'impegno di costruire insieme veri percorsi di cambiamento".

L'appuntamento di Cagliari è stato una tappa importante del percorso avviato a Torino e a Perugia, che troverà riscontro in Strada Facendo 4 e nei cantieri regionali e interregionali che lo prepareranno.

Nella sezione "documentazione" alla voce "strada facendo 3" sono disponibili i materiali utilizzati nei cantieri di lavoro, le relazioni di sintesi e la rassegna stampa. Gli stessi materiali sono disponibili nel sito del Gruppo Abele, di LIBERA e della Regione Sardegna.

Tra qualche giorno nel sito di ARCOIRIS è possibile accedere ai video realizzati durante la tre giorni di Cagliari.  

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Assemblea Nazionale dei CSV: rispettare l'autonomia del volontariato

La tavola rotonda conclusiva del V Seminario nazionale di CSV.net (Terrasini, 28-30 settembre 2007) ha registrato, tra gli altri, due interventi di grande importanza per il volontariato.

Il Dr Giuseppe Guzzetti, presidente di ACRI (Associazione delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni Bancarie), ha voluto subito sgomberare il campo dagli equivoci riguardo il rapporto tra Fondazioni di origine bancaria e Centri di servizio per il Volontariato.

Nessuna volontà di contestare l'art. 15 della L.266/91 da parte dell'ACRI, ha precisato, e l'assoluto rispetto dell'art. 4 del D.M. 8 Ottobre 1997 (che determina le aree di intervento dei CSV) come condizione imprescindibile per continuare il dialogo e il rapporto tra Acri e Centri di servizio per il Volontariato. E il presidente vede nella riforma della legge quadro uno strumento per sciogliere eventuali nodi sull'uso delle risorse dei Centri, sottolineando comunque come la volontà dell'ACRI sia quella di destinare i fondi esclusivamente al Volontariato: «Sento intorno il tentativo di allargare il cerchio dei destinatari di tali contributi. Contro questo noi saremo molto fermi e durissimi. Non accetteremo che queste risorse vadano a qualcun altro se non al volontariato”.

 Il presidente di CSV.net Marco Granelli ha dichiarato: «Massima disponibilità a collaborare con ACRI, ma riaffermando il principio del rispetto dell'autonomia del volontariato. Da parte dell'ACRI si proceda da subito alla perequazione dei fondi affinché tutto il volontariato italiano sia in grado di far funzionare i Centri di servizio».

 

Assemblea Nazionale dei CSV: rispettare l'autonomia del volontariato

La tavola rotonda conclusiva del V Seminario nazionale di CSV.net (Terrasini, 28-30 settembre 2007) ha registrato, tra gli altri, due interventi di grande importanza per il volontariato.

Il Dr Giuseppe Guzzetti, presidente di ACRI (Associazione delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni Bancarie), ha voluto subito sgomberare il campo dagli equivoci riguardo il rapporto tra Fondazioni di origine bancaria e Centri di servizio per il Volontariato.

Nessuna volontà di contestare l'art. 15 della L.266/91 da parte dell'ACRI, ha precisato, e l'assoluto rispetto dell'art. 4 del D.M. 8 Ottobre 1997 (che determina le aree di intervento dei CSV) come condizione imprescindibile per continuare il dialogo e il rapporto tra Acri e Centri di servizio per il Volontariato. E il presidente vede nella riforma della legge quadro uno strumento per sciogliere eventuali nodi sull'uso delle risorse dei Centri, sottolineando comunque come la volontà dell'ACRI sia quella di destinare i fondi esclusivamente al Volontariato: «Sento intorno il tentativo di allargare il cerchio dei destinatari di tali contributi. Contro questo noi saremo molto fermi e durissimi. Non accetteremo che queste risorse vadano a qualcun altro se non al volontariato”.

 Il presidente di CSV.net Marco Granelli ha dichiarato: «Massima disponibilità a collaborare con ACRI, ma riaffermando il principio del rispetto dell'autonomia del volontariato. Da parte dell'ACRI si proceda da subito alla perequazione dei fondi affinché tutto il volontariato italiano sia in grado di far funzionare i Centri di servizio».

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C'è un mondo da salvaguardare

Sono uomini e donne che vivono e operano in Sardegna e che soffrono per l'ingiustizia di una decisione presa da un gruppo di persone cooptate per tale scopo e che hanno sempre operato senza mai confrontarsi nè accettare alcun dialogo con il volontariato, costruendo pretesti per avvallare il disegno prestabilito.

Nella sezione "documentazione" alla voce "salviamo il volontariato" le numerosissime testimonianze finora pervenute 

C'è un mondo da salvaguardare

Sono uomini e donne che vivono e operano in Sardegna e che soffrono per l'ingiustizia di una decisione presa da un gruppo di persone cooptate per tale scopo e che hanno sempre operato senza mai confrontarsi nè accettare alcun dialogo con il volontariato, costruendo pretesti per avvallare il disegno prestabilito.

Nella sezione "documentazione" alla voce "salviamo il volontariato" le numerosissime testimonianze finora pervenute 

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IL VOLONTARIATO SARDO SI MOBILITA PER DIFENDERE AUTONOMIA E AUTODETERMINAZIONE. CON L'APPOGGIO DI TUTTO IL VOLONTARIATO ITALIANO

Il Volontariato sardo si mobilita ancora una volta contro le assurde e incomprensibili decisioni adottate da pochi che non tengono in alcun conto le decisioni democratiche dei più.

Già da domani e fino al 14 ottobre sono annunciate manifestazioni di varia natura che si svolgeranno in diverse località della Sardegna per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto si va consumando contro il volontariato.

Saranno anche occasioni preziose per esprimere la vicinanza al popolo birmano, oppresso da una crudele dittatura, e ai monaci buddisti pronti a morire per difendere la libertà del loro popolo.

Intanto continuano a pervenire numerosi attestati di solidarietà e di condivisione da ogni parte d'Italia che fanno seguito allo sbigottimento e all'incredulità per quanto ci si appresta a fare in Sardegna: distruggere un organismo autonomo dalla politica che (forse per questo) ha funzionato e funziona bene per sostituirlo con organismi funzionali a logiche di spartizione e di potere.

PRIMO APPUNTAMENTO: 2 OTTOBRE 2007, ORE 17,00 A SANTA CRISTINA DI PAULILATINO.

INCONTRO CON PAOLO FRESU SU "VOLONTARIATO E POLITICA"

Per informazioni csv@sardegnasolidale.it

 

IL VOLONTARIATO SARDO SI MOBILITA PER DIFENDERE AUTONOMIA E AUTODETERMINAZIONE. CON L'APPOGGIO DI TUTTO IL VOLONTARIATO ITALIANO

Il Volontariato sardo si mobilita ancora una volta contro le assurde e incomprensibili decisioni adottate da pochi che non tengono in alcun conto le decisioni democratiche dei più.

Già da domani e fino al 14 ottobre sono annunciate manifestazioni di varia natura che si svolgeranno in diverse località della Sardegna per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto si va consumando contro il volontariato.

Saranno anche occasioni preziose per esprimere la vicinanza al popolo birmano, oppresso da una crudele dittatura, e ai monaci buddisti pronti a morire per difendere la libertà del loro popolo.

Intanto continuano a pervenire numerosi attestati di solidarietà e di condivisione da ogni parte d'Italia che fanno seguito allo sbigottimento e all'incredulità per quanto ci si appresta a fare in Sardegna: distruggere un organismo autonomo dalla politica che (forse per questo) ha funzionato e funziona bene per sostituirlo con organismi funzionali a logiche di spartizione e di potere.

PRIMO APPUNTAMENTO: 2 OTTOBRE 2007, ORE 17,00 A SANTA CRISTINA DI PAULILATINO.

INCONTRO CON PAOLO FRESU SU "VOLONTARIATO E POLITICA"

Per informazioni csv@sardegnasolidale.it

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I Rappresentanti del Volontariato nel Co.Ge. denunciano: "MAI PRESE IN CONSIDERAZIONE LE DECISIONI DELL'ASSEMBLEA

In una Lettera Aperta indirizzata alle Associazioni di Volontariato, alle Istituzioni e alle Fondazioni i rappresentanti del volontariato nel Co.Ge. Sardegna denunciano...

LETTERA APERTA

alle Associazioni di Volontariato, alle Istituzioni e alle Fondazioni Bancarie

 

Il 5 settembre 2007 il CO.GE (Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato, erogati dalle Fondazioni Bancarie secondo la Legge 266/91) ha deliberato a maggioranza (9 membri su 16 componenti), il bando per l’istituzione di tre CSV (Centri di Servizio per il Volontariato) e di un Centro Tematico per le povertà (?).

La decisione è stata assunta, tra l’altro, con il voto contrario dei rappresentanti del Volontariato (Bernardi, Copparoni, Latu, Nonnis), eletti in seno al CO.GE. dall’Assemblea Generale del Volontariato, tenutasi a Cagliari il 30 giugno u.s. Tale delibera stravolge le indicazioni unanimemente espresse e pubblicate con mozione finale dall’Assemblea, circa il mantenimento di un unico CSV, apprezzando il lavoro e le linee tracciate dal CSV Sardegna Solidale.

Non è dato di capire tale ostinato atteggiamento, posto che gli stessi componenti del CO.GE hanno dichiarato in più occasioni di aver apprezzato il lavoro svolto dal CSV Sardegna Solidale.

I rappresentanti del volontariato sardo sono stati messi di fronte al fatto compiuto;  infatti il CO.GE ha operato, per un lungo periodo, in totale assenza dei rappresentanti del volontariato poiché dichiarati decaduti per inadempienza della Regione Sardegna che per sette lunghi anni non ha indetto l’Assemblea del Volontariato.

Il CO.GE, in tale periodo, il 21 aprile 2007, ha</